Alla ricerca dei luoghi calcati da alcuni scrittori polacchi

Prima le lezioni e i laboratori sulla cultura polacca in aula, tra Palazzo del Mediterraneo e la sede di via Duomo, poi in strada, in pieno centro, alla ricerca dei luoghi in cui echeggiano ancora i passi di alcuni scrittori polacchi, come l’archivio privato di Gustaw Herling-Grudziński.

Tornano le iniziative finanziate dall’Agenzia Nazionale Polacca per lo Scambio Accademico (NAWA) e stavolta tocca a ‘Reading Montecassino: place, relationships, and values’, un progetto sviluppato in più momenti, la cui prima parte ha avuto luogo proprio all’ombra del Vesuvio dal 25 al 27 marzo. Per l’occasione, a fare gli onori di casa per L’Orientale, che ha ospitato un gruppo di esperti provenienti delle Università della Slesia di Katowice e di Danzica, è stato il prof. Andrea De Carlo.

La seconda parte porterà tutti i partecipanti, docenti e studenti, a Montecassino, dal 7 al 13 giugno. Ma cosa c’entrano le alture del basso Lazio che ospitano la famosa Abbazia? Lo spiega proprio il docente, partendo dalle attività svolte da studentesse e studenti a Napoli: “Qui c’è stata una serie di lezioni su Grudzinski, che ha vissuto per 40 anni a Napoli e ha sposato Lidia Croce (una delle figlie di Benedetto Croce), parliamo di uno scrittore molto conosciuto e tradotto in italiano, ricordato per l’esperienza vissuta nei gulag, e per il fatto che, una volta libero, così come accaduto a tanti soldati, si unì all’Armata Anders, che lo condusse fino in Italia, tra il 1944-45, dove combatté nella battaglia di Montecassino”.

Il cosiddetto Esercito Anders, infatti, è stata una formazione militare polacca della seconda guerra mondiale, comandata dal generale Władysław Anders, formata appunto da prigionieri polacchi liberati in URSS. Ma è stata protagonista di lezioni e laboratori dedicati anche un altro scrittore polacco, Melchior Wańkowicz, del quale “gli studenti hanno preparato una serie di traduzioni”.

Anche in questo caso si parla di un autore “molto importante per la Polonia, e, come l’altro, pure lui si era arruolato nel secondo corpo di armata Anders e aveva partecipato alla battaglia di Montecassino”. Le traduzioni hanno riguardato un suo reportage di guerra redatto in polacco – “due volumi molto belli, corredati anche da foto” – sulla battaglia stessa.

“Studentesse e studenti di polacco ne hanno tradotto dei frammenti significativi (non esiste alcuna traduzione italiana) e servono a ricostruire il percorso di Montecassino” – nel soggiorno di giugno, infatti, i partecipanti visiteranno il cimitero. In generale, De Carlo racconta la tre giorni come un’iniziativa ricca di “attività interattive che l’hanno resa molto interessante, penso anche alla lezione avvenuta in streaming con il coinvolgimento di altre università italiane sull’arte dell’intervista”. Buona anche la risposta degli studenti: “abbiamo avuto una decina di partecipanti, in parte di lingua polacca, in parte di altre lingue, perché alcune lezioni sono state condotte anche in inglese.

Devo dire che hanno mostrato tutti molta attenzione, mi sono sembrati affascinati dal fatto che Napoli e l’Italia in generale hanno avuto un ruolo importante in quel periodo storico”. A margine, il docente annuncia anche due prossime iniziative, programmate per aprile: “due Laboratori, uno dedicato alla didattica delle fiabe e, dopo il buon riscontro dello scorso anno, quello di lingua e cultura macedone, con tanto di giornata dedicata. Stavolta, oltre a una professoressa, ci sarà anche una lettrice, finanziata dall’Università di Skopje”.
Claudio Tranchino

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Ateneapoli – n.6 – 2026 – Pagina da 40

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