La scrittura come esperienza culturale: un Laboratorio al DiLBeC

Nato nel 2021 nell’ambito del Corso di Laurea in Lettere del Dipartimento di Lettere e Beni culturali, il Laboratorio di Antropologia della scrittura, a cura della prof.ssa Matilde Civitillo, si è progressivamente affermato come un appuntamento formativo significativo e atteso dagli studenti.

Fin dalle sue prime edizioni, il Laboratorio ha proposto un approccio originale allo studio della scrittura. Inizialmente incentrato sulle scritture dell’Egeo del II millennio a.C., spesso ancora indecifrate, “sono stati indagati temi quali il rapporto tra scrittura e immagini, esemplificate alcune tra le tappe più significative nell’invenzione, adattamento e diffusione di selezionate scritture (non solo alfabetiche), nonché esplorate le valenze comunicative più ampie – oltre alla notazione grafica del parlato – della scrittura, in un’ottica, appunto, antropologica”, spiega la prof.ssa Civitillo.

A partire dallo scorso anno, il Laboratorio ha intrapreso una nuova direzione, concentrandosi sulle narrazioni della scrittura: miti greci e romani sull’invenzione dell’alfabeto, racconti e rappresentazioni che hanno per oggetto l’origine della scrittura, i suoi usi e le sue valenze simboliche. Il tutto attraverso un metodo partecipativo, che ha coinvolto attivamente gli studenti nella lettura e interpretazione dei testi.

L’edizione di quest’anno si inserisce in continuità con questo percorso, ma amplia ulteriormente lo sguardo, spostandosi sul Novecento e aprendosi a contesti extra-europei. America, Africa e Oceania diventano così nuovi scenari di indagine, nei quali la scrittura emerge anche come strumento di potere all’interno della relazione tra colonizzati e colonizzatori.

Particolare attenzione sarà dedicata ai cosiddetti “miti a bassa intensità”, ovvero narrazioni contemporanee – letterarie e cinematografiche – “che, pur senza avere finalità teoriche esplicite, restituiscono in filigrana le implicite rappresentazioni culturali della scrittura nei contesti da cui provengono. Da ‘The Time Machine’ di H.G. Wells a ‘Tarzan of the Apes’ di Edgar Rice Burroughs ad ‘Arrival’ di Denis Villeneuve, gli studenti saranno condotti in un viaggio – tra testi e immagini – in cui la scrittura funge da potente marcatore simbolico dello statuto umano, nell’ambito di una storia più ampia e sfumata delle idee sulla scrittura”, racconta la docente.

Anche quest’anno sarà ospite Carlo Giuranna, studioso che ha dedicato le sue ricerche proprio a questi ambiti, offrendo un contributo specialistico di grande valore.
Accanto alla dimensione contenutistica, il Laboratorio si propone di ampliare la percezione stessa della scrittura. Da un lato, introducendo gli studenti alla varietà dei sistemi grafici: “In secondo luogo, fine del Laboratorio è spronare i/le partecipanti a pensare alla scrittura non solo come a un sistema di trascrizione del parlato (come la ‘peinture de la voix’ di Voltaire), ma come a uno strumento comunicativo autonomo provvisto di proprie precise connotazioni culturali, oltre che come mezzo flessibile nell’espressione dei contenuti (non solo linguistici)”.

Aperto a tutti, senza necessità di competenze preliminari, il Laboratorio si rivolge a chiunque voglia avvicinarsi con curiosità a un campo di studi ancora poco esplorato. Prevede quattro incontri dedicati all’approfondimento dei temi principali e un incontro finale in cui gli studenti presenteranno i propri progetti. Le iscrizioni sono aperte fino al 10 aprile.

Un’occasione preziosa, dunque, per ripensare la scrittura non solo come tecnica, ma come esperienza culturale e antropologica.
Angelica Cioffo

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Ateneapoli – n.6 – 2026 – Pagina da 34

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