“Al primo semestre ci sono esami di transizione che trattano in maniera più specifica argomenti già affrontati al liceo”: a spiegare l’inizio del cammino universitario è Marco Micillo, studente del primo anno di Medicina. Il cammino delle matricole inizia a fine settembre, con un’idoneità, la prova senza voto di Bioetica, e tre esami: Chimica e propedeutica biochimica, Fisica Medica e Statistica e Informatica medica. L’avvicinamento al mondo medico avviene in maniera graduale: “i corsi di Chimica e Fisica sono incentrati su aspetti molto generali e teorici. Le cose cominciano a cambiare con Statistica. Il professor Giani si preoccupa di introdurre l’allievo all’ambito medico con ricerche incentrate su malattie e sul mondo scientifico. È questo l’esame che ti fa capire che ti trovi a Medicina”. Visto che le lezioni impegnano tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, meglio darsi da fare da subito con i libri: “con uno studio costante da ottobre, agli esami ce la si può cavare anche con un paio d’ore di studio al giorno”. Tenendo conto che il tempo a disposizione si riduce ulteriormente perché alle lezioni frontali si affiancano le Attività Didattiche Interattive, un’applicazione pratica di quanto si studia sui libri. Si va fin da subito in laboratorio, sebbene, come ricorda Marco, per la pratica vera e propria bisogna aspettare: “le attività pratiche nel primo triennio sono localizzate sulla materia in sé. Dal quarto anno in poi, invece, si comincia a vedere la vita di reparto”. Per dare gli esami del primo semestre, ci sono le date di gennaio e febbraio, dopodiché, a partire da marzo, si ritorna negli edifici del Policlinico per i corsi del secondo semestre, Biologia molecolare e cellulare, Istologia ed Embriologia umana, Anatomia umana I. Ha smesso di seguire da poco questi corsi Gianmaria De Martino, che spiega: “quello meglio organizzato è Biologia. Qui ci sono prove intercorso e si è più seguiti. Il corso di Anatomia non riesce a coprire tutto il programma, ma è ovvio perché ci vorrebbe un tempo infinito per farlo. Istologia è organizzato abbastanza bene”. Non mancano le ADI: “per Biologia abbiamo approfondito un articolo scientifico su un argomento presente nel programma. Durante il laboratorio di Istologia, invece, la docente ha spiegato il tessuto che abbiamo visto sul vetrino. Meno efficace è stata l’ADI di Anatomia, che è diventata una lezione frontale aggiuntiva”. Nella seconda parte dell’anno qualcosa comincia a cambiare: “si inizia sul serio a studiare Medicina. Anche i programmi nella prima parte dell’anno sono meno vasti rispetto alla seconda quando si portano in media settecento pagine a esame”. Per quasi tutti gli esami è prevista una doppia prova. Lo ricorda Filippo Dello Iacovo: “gli esami di Bioetica e Anatomia sono solo scritti. Tutti gli altri, invece, hanno uno scritto, seguito poi da un orale”. Naturalmente, superare il primo step è necessario per accedere al secondo: “in genere lo scritto ha la stessa dignità dell’orale, ma venendo per primo può influenzare negativamente la seconda parte”. Le difficoltà variano: “un orale può andare dai cinque minuti, con due domande secche, fino a un’ora. Al primo semestre viene chiesta solo la teoria. Al secondo, per l’esame di Istologia, anche un’analisi pratica dei vetrini al microscopio”. Proprio Istologia, esame da 6 crediti, è uno degli scogli del primo anno. Un ostacolo che Laura Andrea Ceparano ha superato solo al secondo anno: “i quesiti sono basati su immagini che vengono proiettate in aula. Noi abbiamo una griglia con il numero della domanda e le possibili risposte. L’immagine viene proiettata per un minuto, che è il tempo che abbiamo per rispondere. Ovviamente non si può tornare indietro”. Ai primi anni non c’è nemmeno molto tempo per riprovare un esame. È questo il problema individuato da Mariangela Balassi: “nei primi tre anni abbiamo solo due appelli a materia per sessione d’esame. Appelli che salgono a tre dal quarto anno in poi. È un problema. Per questo abbiamo chiesto di equiparare le date tra primo e secondo triennio”. Agrodolce, invece, è la situazione delle strutture messe a disposizione dei ragazzi: “quest’anno, per le lezioni di Anatomia e di Istologia, le matricole pari e dispari sono state divise tra l’edificio 5, dove c’erano i professori a fare lezione, e l’edificio 1, dove abbiamo seguito in videoconferenza. Poiché quest’ultima si vedeva e si sentiva male, molti ragazzi si spostavano al 5, con tutti i disagi del caso. Funzionano bene, invece, i laboratori del secondo semestre e la Biblioteca anatomica che è veramente ottima”.








