Gli assegnati: i bravi e fortunati che studieranno Medicina

Ce l’hanno fatta. Il successo è tutto in una parola: “Assegnato”, che, nelle graduatorie, affianca il nome delle future matricole. È questa la storia comune dei ragazzi che, lo scorso aprile, hanno superato il test di accesso al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Tra questi figura Dimitri Garifalos, ancora per poco minorenne, che ora è alle prese con la maturità scientifica al Liceo Francesco Sbordone di Napoli. Per il test, passato con 54.1, ha giocato di Logica: “di Cultura Generale non ho risposto nemmeno a una delle quattro domande perché erano su cose di cui non avevo mai sentito parlare. Con Chimica e Biologia me la sono cavata. Ho sbagliato Matematica, ma le domande non erano complicate. Logica, invece, l’ho fatta bene tutta. Questo mi ha aiutato”. Il risultato non è stato casuale: “per prepararmi ho seguito il corso di Softel che si teneva due volte a settimana in aule da trecento persone. A scuola ho seguito un corso di Biologia e Chimica e poi a casa ho studiato con i manuali dei test in commercio”. In caso di esito negativo, aveva già pronte le alternative: “Mi sarebbe piaciuto anche diventare professore, quindi, se non fossi entrato, forse avrei scelto Matematica”. Era proiettata esclusivamente su Medicina, invece, Jolanda Buonocore, che ha scelto già quando era al terzo anno del Liceo Classico. La prova è stata dura, soprattutto perché si è accavallata con la scuola: “Preparare il test e seguire l’ultimo anno di scuola è stato complicato”. Durante i quiz, gli studenti hanno avuto un nemico, la fretta: “per quanto si possano calcolare i cento minuti, non si riesce a comprendere quanto sia poco il tempo a disposizione. Io negli ultimi venti minuti non avevo ancora letto le domande di Biologia e Chimica”. A rallentare ulteriormente è stata una presunta poca chiarezza formale: “Secondo me si tratta di una polemica inutile. Il vero problema è stato che molte domande erano formulate male”. Era preparata anche a questo Rosamaria Terracciano, studentessa del Liceo Linguistico: “a ottobre ho iniziato un corso privato che è finito a marzo. È stato utile perché era preparato da professori universitari che, oltre alla teoria, ci hanno spiegato i metodi per rispondere ai quiz eliminando le alternative sbagliate. La preparazione scolastica mi ha aiutata, ma senza il corso non ce l’avrei fatta”. Ovviamente, nel periodo della prova, gli impegni si sono raddoppiati: “Per dare precedenza al test mi sono arretrata a scuola e ho fatto delle assenze in più”. Nonostante il suo 37.5, fa autocritica: “Alle simulazioni ho sempre fatto punteggi più alti. Però sono uscite domande (ad esempio quella sulla soluzione tampone) su argomenti che nei libri dei quiz sono solo citati”. Ha passato il test con 49.3 Sonia Alaia, che già guarda lontano: “ho scelto Medicina perché mi piacciono le materie scientifiche e perché vorrei far parte di Medici senza frontiere”. Il suo studio è durato un anno: “l’estate scorsa ho scaricato i programmi ministeriali. A settembre ho conosciuto un’associazione culturale che organizza corsi per i test. Mi ha aiutato molto per la teoria e per i quiz, anche se è stato molto difficile conciliare questo studio con la scuola”. L’importante, per lei, è stato l’aver acquisito un metodo: “ho capito che non è consigliabile leggere tutto il test prima e che bisogna pensare subito alla risposta senza soffermarsi troppo sulle altre. Ho tralasciato alcune domande per affrontare subito quelle che sapevo”. Non è alle prese con la maturità Valerio Alpi, 20 anni, due dei quali trascorsi ad Ingegneria Aerospaziale: “ho deciso di cambiare per assecondare i miei interessi personali e perché il Corso di Laurea che stavo frequentando non mi dava soddisfazioni”. È ripartito da zero: “ho abbandonato Ingegneria a gennaio, quindi per un paio di mesi ho studiato da casa. Molte domande di Biologia le ricordavo dal Liceo. Le maggiori difficoltà le ho avute con Cultura Generale, perché erano cose che non avevo mai sentito prima, e con Chimica”. Con le sue risposte ha totalizzato 36.2: “quando sono usciti gli esiti sono rimasto spiazzato ma felice”.
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