La Scuola di Medicina della Federico II

Medicina, Odontoiatria, Professioni sanitarie, Biotecnologie per la salute. In breve: Scuola di Medicina. “La legge Gelmini ha abolito le ormai ex Facoltà e ha istituito i Dipartimenti. Poiché dalla ex Facoltà di Medicina sono nati sei Dipartimenti, è stata creata una struttura di raccordo, che è, appunto, la Scuola di Medicina. Ne fanno parte circa seicento persone tra professori e ricercatori”, spiega il prof. Luigi Califano che ne è il Presidente. Nell’elenco dei Dipartimenti che afferiscono alla Scuola figurano: Medicina Clinica e Chirurgia, Scienze mediche traslazionali, Neuroscienze, Scienze Riproduttive e Odontostomatologiche, Sanità Pubblica, Scienze Biomediche avanzate e, infine, Medicina molecolare e Biotecnologie mediche. Ognuno di questi organizza diversi Corsi di Laurea. Da Medicina e Chirurgia, a Biotecnologie, passando per Infermieristica, Fisioterapia, e le altre professioni sanitarie. Insomma, la scelta, per chi intende occuparsi di salute, è ampia: “ci sono due Lauree Magistrali a ciclo unico (Medicina e Odontoiatria) e ventiquattro Lauree Triennali che formano figure professionali del sistema sanitario nazionale e liberi professionisti”. L’offerta è varia anche per il post laurea, visto che sono attivate “quarantacinque Scuole di Specializzazione, dottorati, Master e altri corsi”. Tra lezioni, esami e altre attività di studio c’era il rischio di perdersi: “la Scuola ha un ruolo fondamentale nel coordinare tutte le attività didattiche dei diversi Corsi di Laurea. L’importante è lavorare sulle strutture e sulle attrezzature per migliorare e ammodernare la didattica. Nei programmi della Scuola, lo studente è sempre al centro”. È proprio in funzione dello studente che la Scuola sta cercando di migliorare il migliorabile, partendo dalle strutture non sempre eccellenti del Policlinico collinare, sede di gran parte delle attività didattiche: “l’Ateneo sta facendo uno sforzo importante per ristrutturare gli ambienti della didattica. Sono già stati rifatti gli edifici 1 e 2. Si sta procedendo con la ristrutturazione dell’Aula Magna e della Biblioteca ed è in corso una gara per i lavori degli edifici 5, 6 e 7. Mi interfaccio spesso con l’Ateneo per i problemi strutturali”. Ma a cambiare non saranno solo gli edifici. L’attenzione è concentrata soprattutto sullo studio, che ha l’esigenza di essere al passo con i tempi: “lo sforzo importante è quello di capire che noi siamo la Federico II, ovvero una tra le prime università italiane in termini di prestigio. In quest’ottica la qualità della didattica deve essere il massimo”. Ed è per questo che a breve potrebbero essere introdotte delle importanti novità: “abbiamo intenzione di migliorare i laboratori didattici con dei simulatori e dei programmi informatici che consentano di simulare al pc la situazione nella quale si può trovare un medico. L’obiettivo è quello di realizzare una didattica moderna e vicina alle esigenze dello studente e del paziente”. Sarebbe un cambiamento significativo per gli studi medici che, in alcuni casi, hanno difficoltà a passare dalla teoria alla pratica. Ne è un esempio una materia come Anatomia. Oggi il corpo umano si studia attraverso parole scritte e immagini. Le cose erano diverse in passato. Molti degli attuali professori, quando erano dall’altra parte della scrivania, hanno studiato il corpo umano direttamente sul cadavere, una pratica adesso vietata dalla legge: “la normativa italiana non consente ricerche sul corpo umano. Penso sia necessario che la nostra legislazione si adegui ai tempi. Il punto fondamentale è il rispetto del corpo umano, ma oltre questo c’è che i medici debbano avere la possibilità di esercitarsi per poter poi essere operativi sui viventi”. Attenzione anche alle Professioni sanitarie, oggi “molto richieste dal mercato del lavoro. Sono Corsi che danno la possibilità di acquisire una laurea spendibile professionalmente e che danno sbocchi sia nel Sistema Sanitario Nazionale sia nel campo delle libere professioni. Chiunque faccia questa scelta deve avere rispetto per il paziente, preparazione e professionalità”. Rassicurazioni arrivano anche per gli studenti di Biotecnologie, spesso tormentati dalla scarsa considerazione per la loro figura professionale: “un biotecnologo è fondamentale per il mondo medico. I Corsi di Biotecnologie sono i più giovani, ma sicuramente avranno presto un riscontro importante con il mondo del lavoro”. 
I servizi sulla 
Scuola di Medicina sono di
Ciro Baldini
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