Psicologo, psichiatra, psicoterapeuta: i docenti fanno chiarezza

Chi è il bravo psicologo oggigiorno? In un mondo che cambia così rapidamente e che, altrettanto repentinamente, chiede a noi di adattarsi, è colui che è consapevole di queste dinamiche e che ha gli strumenti giusti per comprenderle e regolarle. Federico II, Vanvitelli e Suor Orsola Benincasa sono i tre Atenei che, in questa sede, presentano agli studenti il loro Corso di Laurea Triennale dell’area Psicologia e intervengono a chiarire dubbi e perplessità degli studenti. Psicoterapeuta, criminologo, operatore nelle carceri e negli ospedali, basta poco e i ragazzi cominciano ad elencare in chat i mestieri dei loro sogni. Ma non tutti hanno le idee chiare e un po’ di confusione sembra essere generata dalla differenza tra lo psicologo e lo psichiatra: “Diventare psichiatra richiede un percorso di Medicina più la Scuola di Specializzazione in Psichiatria. Attenzione perché sono due profili diversi che hanno, quindi, competenze diverse. Un esempio: lo psichiatra può somministrare farmaci, lo psicologo no. Gli strumenti di supporto psicologici sono altri”, spiega la prof.ssa Paola Spagnoli (Vanvitelli). Su questo punto i docenti sono chiari: medici e psicologi possono certamente collaborare, ma sono figure professionali differenti. Lo psicologo è anche psicoterapeuta? “Dovete completare la laurea in Psicologia, Triennale e Magistrale, svolgere un anno di tirocinio post lauream, superare l’esame di Stato che vi abilita alla professione di psicologo e poi c’è un’ulteriore Scuola di specializzazione, di quattro anni, che dovete frequentare se volete essere anche psicoterapeuta. Come nel caso dello psichiatra, stiamo parlando di profili professionali che si concretizzano nell’arco di una decina di anni di studio. La cosa migliore è cominciare a scegliere un Corso di Laurea e darvi il tempo di capire cosa vi piace”, sottolinea il prof. Massimiliano Sommantico (Federico II). L’invito a non andare troppo oltre con l’immaginazione è ricorrente durante le giornate di orientamento. Ma il potere dei sogni nelle aspiranti matricole è più forte di tutto. Lunghi e complessi esami e molte attività pratiche e laboratoriali sembrano, nella loro mente, già superati. Aspirazione ricorrente, e non solo in questo meeting, è diventare un criminologo. “La laurea in Psicologia con un Master in Criminologia può essere una formazione adatta per svolgere questa professione” (Spagnoli, Vanvitelli). “Si può accedere a criminologia anche da percorsi differenti. Ad esempio, Giurisprudenza, Medicina e altri ancora” (Sommantico, Federico II). C’è, poi, anche chi è già sicuro di non temere il confronto con gli ambienti duri del carcere e dell’ospedale. “Va bene qualsiasi percorso di Scienze e Tecniche Psicologiche e, successivamente, proseguire con la Magistrale. Vedo che ci sono tanti ambiti che vi interessano. Parlate di criminologo, psichiatra, psicoterapeuta, forse vi fate ispirare un po’ troppo dai modelli televisivi. Ma permettetemi di dirvi che quelli sono modelli d’arrivo”, afferma la prof.ssa Roberta Vacca (Suor Orsola Benincasa). La Psicologia, comunque, oggigiorno interagisce con tante altre professionalità, intersecando settori che le giovani aspiranti matricole, magari, nemmeno immaginano. “Nel nostro Dipartimento, unico Dipartimento di Psicologia da Roma in giù, abbiamo acquistato ad esempio nuove tecnologie. Abbiamo un laboratorio virtuale in cui la psicologia si applica al mondo virtuale, abbiamo robot di ultima generazione, insieme ad informatici e ingegneri. La psicologia si può diramare davvero in tante specialità diverse”, dice la prof.ssa Spagnoli (Vanvitelli). Sulla Federico II interviene anche la prof.ssa Maura Striano che presenta il Centro SInAPSi (Servizi per l’inclusione attiva e partecipata degli studenti): “Siamo un supporto per gli studenti in condizione di DSA o di disabilità, anche temporanea. I nostri servizi sono rivolti anche a chi è in ritardo con gli studi, soffre di ansia da esame o che necessita di percorsi personalizzati. Abbiamo servizi di antidiscriminazione e cultura delle differenze e siamo presenti lungo tutto l’arco del vostro percorso di studi”.

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