Quarteroni illumina la “Corte” di Federico

Piena la sala della conferenza, affollata anche l’aula video collegata. Tanti l’avranno seguita anche sul web (grazie al lavoro della struttura coordinata dal prof. Chianese). L’incontro con Alfio Quarteroni, direttore della cattedra di Modelling and Scientific Computing all’Ecole Polytechnique di Losanna nonché professore di Analisi Numerica al Politecnico di Milano dove è direttore scientifico del MOX, è stato un successo. Intrigante il tema -“Tecnologia, medicina, sport …e la matematica?”-, ottimo comunicatore il relatore, quasi quanto le due affascinanti ed applauditissime lezioni dei professori Capaccioli e Novellino, di gran lunga sopra le altre per capacità di comunicazione, fascinosità dei temi, amabile eloquenza e irresistibile coinvolgimento. Insomma, un altro bel colpo messo a segno dal Rettore Trombetti, dall’équipe federiciana di Coinor (Centro di Ateneo per la Comunicazione e l’Innovazione Organizzativa) che lavora all’organizzazione degli eventi di “Come alla Corte di Federico II”.      
“La matematica applicata sta vivendo una sorta di stato di grazia. Le simulazioni al calcolatore basate sui modelli matematici consentono di rappresentare in modo sempre più preciso fenomeni di reale interesse in numerosi campi delle scienze applicate”, ha detto Quarteroni. Quando si usano modelli matematici – ha spiegato- si parte da un problema concreto – ingegneristico, medico, economico- e si cerca di rappresentarlo attraverso equazioni. La matematica consente di gestire la complessità. “L’innovazione richiede flessibilità, la flessibilità richiede astrazione, il linguaggio dell’astrazione è la matematica”.  Un esempio di come la matematica possa anche migliorare le prestazioni nello sport, lo offre lo stesso Quarteroni, il cui gruppo ha condotto le simulazioni matematiche per il Design Team di Alinghi, vincitore dell’ultima edizione della Coppa America. Modelli matematici sono addirittura utilizzati per i costumi da bagno dei nuotatori olimpici allo scopo di modificarne il tessuto per aumentare la velocità degli atleti. 
Attento e partecipe il pubblico presente –molte le autorità accademiche, in primis la direzione amministrativa con la dott.ssa Luigia Liguori – all’incontro del 3 febbraio. Si è anche aperto un dibattito. Se il prof. Giovanni Maria Carlomagno, presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Aerospaziale, ha obiettato che in Fluidodinamica i modelli sono fisici, il prof. Nicola Scarpato di Medicina ha chiesto se è possibile utilizzare i modelli matematici per evitare le prove biologiche dei farmaci su persone o animali. “Potenzialmente potremmo fare moltissimo – ha risposto il relatore- con milioni di equazioni sulle microstrutture. Purtroppo si fa pochissimo. La simulazione a livello di microscopio è ancora lontana. Credo che al momento occorra essere molto prudenti”. Qualcuno – il prof. Enzo Meo- ha parlato di “immoralità”, del rischio, nello sport, di eliminare la competizione. “E’ vero, però lo sport è ormai una palestra di innovazione tecnologica: non sono uguali i costumi da piscina, le scarpette da corsa, gli sci, le auto”.
Come da tradizione, l’evento è stato allietato da un momento musicale proposto dall’Orchestra Jazz del Federico II.
Prossimo appuntamento con la Corte il 10 marzo. Relatore il prof. Renato Sparacio, tema “Oggi la scienza del costruire sa difenderci dal sisma”.  Si prevede un’altra fascinosa lezione.
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