Riforma, una riflessione nella Conferenza Didattica

Dopo il Consiglio di Facoltà, i nuovi rappresentanti degli studenti hanno fatto il loro esordio anche in Commissione Didattica. Ad accoglierli, come sempre, il Presidente prof. Mario Rusciano che ha sintetizzato gli avvenimenti degli ultimi mesi. Esauriti i preamboli, si è entrati nel vivo della discussione. Prima questione: il comportamento regolamentare da tenere nel caso che uno studente di altra Facoltà passi a Giurisprudenza del Federico II. Il nodo, ovviamente, verteva sulla differenza tra il numero di crediti assegnati agli esami sostenuti nell’Università di partenza e quelli riconosciuti in quella di arrivo. Come gestire l’eventuale esubero di crediti? Il prof. Palma ha proposto che i crediti in esubero fossero fatti convergere in un altro esame afferente alla stessa area tematica (è stato portato l’esempio del Diritto privato che in altra facoltà è biennale e vale 9+9 crediti, in tutto 18, e da noi, come annuale, vale 12, dunque rimarrebbero 6 crediti da utilizzare in altra materia di area privatistica). Il Preside Scudiero si è detto più propenso a trasferire i crediti eccedenti nel grande calderone delle materie ‘altre’, svincolandoli, dunque, dalle materie statutarie. In ogni caso è stata opinione comune che i 6 crediti in questione (vedi esempio) non debbano essere fatti valere, da soli, come un esame (che altrimenti risulterebbe letteralmente regalato allo studente, dato che questi non è chiamato a compiere nessuno sforzo supplementare), ma dovrebbero essere integrati in ogni caso. Cambiando argomento, sempre il prof. Palma ha dato la stura alla discussione sul 3+2 ricordando che quest’anno, oltre ai laureati del vecchio quadriennio, ci saranno i primi laureati triennali ed esortando i colleghi a lavorare affinché le sedute di laurea vengano differenziate nei tempi. Subito dopo si è passati a parlare della riforma ad Y, ossia del decreto n.270  del 2 ottobre 2004. Sotto i riflettori è stato messo, in particolare, l’art.6 comma 3: appare oscuro, aperto a mille interpretazioni, ma, in sintesi, spariglia ancora una volta le carte in tavola confutando il modello appena acquisito del 3+2 ed introducendo il concetto di Laurea magistralis. La notizia emersa in commissione, è l’auspicio formulato dal prof. Rusciano di discutere tutti i temi legati alla riforma (le modalità del biennio specializzante, in primis) in una grande Conferenza Didattica, come già fatto nel recente passato. Incontro organizzato quasi certamente dopo Pasqua, lontano da esami e lauree. Giusto il tempo per segnalare altre due notizie degne di nota. Il riconoscimento ad uno studente di 8 punti assegnatigli in sede di laurea (partiva da 90 ed avrebbe dovuto, dunque, conseguire 98) e poi sottratti per un banale errore di trascrizione nei verbali della commissione di laurea e un intervento della professoressa Masi. La docente di Storia del diritto romano ha chiesto di mettere all’ordine del giorno della prossima Commissione Didattica la valutazione dei crediti conseguiti dai primi studenti Erasmus del 3+2 che ora stanno rientrando in Italia e che, ovviamente, chiederanno il pieno riconoscimento degli esami sostenuti (e dei crediti ottenuti) all’estero. Sembra un problema banale eppure nessuno, finora, ci aveva pensato. Un plauso alla professoressa.
Marco Merola
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