Risorse finanziarie per migliorare il rapporto numerico docenti-studenti

Il Consiglio di Facoltà di Scienze del 4 marzo, si è aperto con una notizia triste: l’annuncio della scomparsa del prof. Mario Virone, ordinario di Zoologia, già da tempo in cattive condizioni di salute. “Una persona di rara sensibilità, molto amato anche dagli studenti, che hanno chiesto alla presidenza un contributo per preparare un libretto che lo ricordi”, dice il Preside Alberto Di Donato. Dopo aver presentato all’assemblea il nuovo segretario di Facoltà, Paolo Caputo, rappresentante presso il CUN e aver approvato le modifiche ai regolamenti didattici, per quanto riguarda le propedeuticità relative al corso curriculare di Chimica Bioinorganica del Corso di Laurea in Chimica e la nomenclatura del corso di Cicli Biogeochimici del Corso di Laurea Specialistica in Scienze Biologiche, la discussione entra nel vivo e tocca la questione nevralgica del finanziamento alle Facoltà per il reclutamento dei professori di ruolo e dei ricercatori. “Abbiamo dato grande spazio alla discussione all’interno della Facoltà, su questo tema molto importante”, dichiara il Preside, che illustra i tre criteri individuati per l’attribuzione delle risorse finanziarie (decurtate del 20%, che confluisce nel Fondo di Facoltà), cui deve essere attribuito diverso valore percentuale: il contributo delle singole aree disciplinari alle risorse storicamente disponibili per il reclutamento del personale docente; il miglioramento del rapporto docenti-studenti, che tenga presente di un equilibrato sviluppo dei diversi settori scientifico-disciplinari; il riferimento al livello di attività scientifica dei docenti in servizio, al fine di migliorare il livello di competitività dell’area. “In questo senso esistono due visioni. Una massimalista che al bilancio storico vorrebbe destinare l’80% delle risorse, e una minimalista che, invece, vorrebbe attribuirgliene una parte meno cospicua”, dice Di Donato. Per quello che riguarda il calcolo del carico didattico per settore scientifico-disciplinare e per l’individuazione di indicatori comparativi di valutazione dell’attività scientifica, il Consiglio dà mandato ad una commissione composta dal Preside e dai Direttori dei Dipartimenti. Il Senato Accademico ha, inoltre, deliberato che l’ateneo attribuisca alle facoltà un bilancio per il personale docente composto di due parti, il 35% delle risorse disponibili dalle cessazioni avvenute nel corso dell’anno precedente ed un’eventuale quota aggiuntiva, destinata alle facoltà che abbiano un equilibrato rapporto docenti-studenti. Il dibattito non si fa attendere. “Con un ritorno così strozzato, la facoltà viene deprivata della sua capacità di programmazione. Dal momento, poi, che l’Ateneo ha già avocato a se una parte del riequilibrio e dovendo, necessariamente, avere un profilo basso, credo sia giusto non rinunciare ad un riequilibrio interno. Sono, pertanto, favorevole ad una soluzione minimale”, dichiara il prof. Renato Musto. “Credo che introdurre regole per il futuro, anche per la ridistribuzione interna alle aree, con un criterio più forte di quello minimale, sia indispensabile. Altrimenti tutto resta fermo al punto di partenza, soprattutto nei casi in cui ci siano gruppi che possono usufruire di finanziamenti esterni alla Facoltà”, dice il prof. Ugo Lepore. “Dobbiamo darci delle regole che ci permettano di riavere una consistente porzione di quel 65% che avanza dal riequilibrio”, sostiene il prof. Fedele Lizzi. “Noi siamo una delle facoltà più articolate dell’ateneo, con tanti Corsi di Laurea e con molta disparità nel rapporto docenti-studenti. È quindi indispensabile operare, anche al nostro interno, un riequilibrio”, afferma la prof.ssa Marilena Furia. “Un auspicio importante è quello che si privilegi l’ingresso dei giovani ricercatori”, dice il prof. Paolo Russo. “Io credo che si debba migliorare il rapporto docenti-studenti dove è necessario, indipendentemente dai settori scientifico-disciplinari. Credo, inoltre, che dovremmo richiedere un riequilibrio su progetti ed è, quindi, indispensabile che l’area informatica abbia una sua struttura separata con un suo dipartimento, perché diventa difficile prendere delle decisioni per un soggetto non individuabile, soprattutto quando le regole cambiano”, dice nel suo intervento la prof. Renata Mori. “Per avere le idee chiare, la commissione, dovrebbe fare delle simulazioni, solo così, potremo effettivamente capire cosa andiamo ad approvare”, sostiene nel suo intervento il prof. Salvatore Rionero. “Non dimentichiamo che le simulazioni conservano sempre un margine di incertezza”, afferma la prof.ssa Elena Sassi. “Credo che costituire una commissione, composta dai Direttori dei Dipartimenti, per stabilire le risorse da investire in quei settori scientifico-disciplinari che sono rimasti indietro, sia una cosa importante”, risponde il Preside Di Donato, che fa la sua proposta di attribuzione dei fondi, in valore percentuale, alle sei aree scientifico-disciplinari della Facoltà: il 70% alla provenienza storica, il 15% al carico didattico e il 15% alle attività di ricerca. Si passa poi al secondo argomento importante della giornata: la programmazione didattica per il triennio 2005/2007. In relazione alle risorse distribuite, il Senato Accademico ha formulato l’ipotesi di utilizzare il valore medio delle risorse attribuite alla Facoltà negli ultimi due anni e chiede, pertanto, alle facoltà di esporre un progetto da finanziare e, contestualmente, di presentarne uno aggiuntivo cui la facoltà stessa abbia già provveduto con risorse ordinarie. In questo modo si attua una programmazione non rigida che può far fronte alle diverse esigenze che si presentano e anche alle diverse risorse sulle quali si potrà contare, dando priorità al reclutamento dei giovani, reclutando giovani ricercatori per potenziare l’attività di ricerca delle singole aree scientifico disciplinari. “Non capisco la logica che c’è dietro il reclutamento di persone la cui figura è stata messa in esaurimento”, dichiara la ricercatrice Fiorillo. La seduta si conclude con la lettura delle programmazioni triennali delle singole aree e la conferma delle chiamate già effettuate. 
Simona Pasquale
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