Rosario, un ornitologo appassionato di rapaci

Rosario Balestrieri, 28 anni, ha cominciato da adolescente l’attività di volontariato al centro di recupero per gli uccelli rapaci (oggi chiuso) degli Astroni. Mentre studia Scienze Naturali (“un percorso che ti allarga la mente perché affronta argomenti diversi, dalle rocce ai batteri”) diventa inanellatore e, per sei anni di seguito, si reca a Messina per seguire le migrazioni sullo Stretto. Oggi lavora come consulente esperto di mappe ornitologiche, dividendosi fra gli Appennini, il Molise e le Isole Ponziane, svolgendo attività di divulgazione, conservazione, osservazione e censimento degli uccelli migratori, monitoraggio dell’impatto ambientale di pale eoliche. Grazie ad un progetto biennale promosso dal Parco del Gargano, studierà modelli gestionali in grado di favorire la riproduzione di alcune rare specie di uccelli rapaci. “Ormai lavoro con una certa continuità, ma fare previsioni sul futuro è difficile. Le soddisfazioni, però, sono uniche. È commovente sentire l’applauso del pubblico, scoprire il primo esemplare di una specie poco diffusa e liberare un uccello che hai curato ed accudito”.
Una vita piena anche di disagi, pioggia, frastuono prodotto dalle pale eoliche, cibo in scatola per giorni e, soprattutto, contrasti con i bracconieri. “In alcune isole vocate al bracconaggio fanno di tutto per danneggiarti, anche tagliandoti le reti. Eppure, la nostra presenza ed iniziative come i campi scuola della regione Lazio alle Isole Ponziane attirano durante la bassa stagione studiosi e pubblico che rappresentano una risorsa turistica preziosa”. Infine, un appello: “l’attività ornitologica è assimilata al birdwatching, persino le istituzioni cadono nell’errore”. Ed un ringraziamento: “se non fossi sostenuto da amici, collaboratori, studenti, laureati o semplici appassionati che con il loro lavoro, spesso non retribuito, contribuiscono a portare avanti tutte queste iniziative, non riuscirei a fare tutto”.
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