Scelte di cuore o di pancia? La parola alle future matricole

Seguire le proprie passioni oppure strizzare un occhio al portafoglio? Calcare le orme dei genitori o reinventarsi seguendo le mode del momento e guardando alle nuove e moderne professioni nate nell’epoca dei millennials? Il mercato del lavoro cambia in fretta, è tecnologico, informatizzato, multimediale, globale, rifugge l’iperspecializzazione in favore di approccio smart e multitasking. E dunque? Un’indagine a tappeto tra le nuove promesse che sciamano tra le aule colorate e gli stand per capire quali sono le loro speranze e le paure. In base a cosa orienteranno le loro scelte?
Largo alle professioni connesse con l’attualità. In un mondo così confusionario “è bene essere sempre informati per non perdere la retta via – è l’opinione di Luca Cardillo (Liceo ‘Carlo Urbani’ di San Giorgio a Cremano) – Io sono interessato a comprendere le connessioni tra la politica e le organizzazioni criminali. Seguo i programmi televisivi che trattano di questi argomenti e leggo molto i giornali. Il mio sogno è la magistratura”. Comprendere e operare nelle relazioni internazionali è la strada scelta da Arthur Fulvio Soricelli (Liceo classico ‘Adolfo Pansini’ di Napoli): “Fin dalle medie ho cercato di capire i rapporti tra l’Italia e gli altri Stati, la nascita e le evoluzioni degli accordi e delle alleanze. Mi piace tenermi informato anche se penso che i telegiornali e i giornali oggi siano un po’ troppo politicizzati. Credo sia meglio consultare direttamente i siti ufficiali per raccogliere i dati e fare una valutazione personale oppure, magari, confrontare la stampa di fazioni opposte per capire anche come vengono interprete le notizie in base all’orientamento politico. Al momento sono ancora indeciso tra Scienze Politiche e Giurisprudenza”. 
I web designer
Immancabili, quelli percepiti come i mestieri del futuro. Laura Bracale (Liceo ‘Carlo Urbani’ di San Giorgio a Cremano) vorrebbe diventare una game designer e ha pensato allo studio dell’Informatica “perché ho visto che c’è un esame dedicato a questo anche se poi i percorsi più specifici dedicati al game design sono offerti da scuola private. Sin da piccola mi piace disegnare e ho la passione per l’informatica e per i videogiochi. Così, crescendo, ho pensato di mettere insieme le mie competenze grafiche con quelle tecnologiche per creare un mio videogioco, raccontare una mia storia”. Un percorso che, al momento, le viene un po’ sconsigliato, ma Laura è molto ispirata: “Il mio modello è Toby Fox e il suo Undertale. L’ha creato tutto da solo, con l’aiuto di un’amica che si è occupata di una parte della grafica e del design di alcuni personaggi. Ora sta lavorando al seguito. Trovo sia una cosa fantastica realizzare qualcosa di tuo anche se, chiaramente, questa è una professione dove si opera in team”. A Vincenzo Amoroso (Liceo ‘Carlo Urbani’ di San Giorgio a Cremano), invece, interessa il campo del web design: “Ho scelto l’indirizzo Scienze Applicate perché l’Informatica è una delle materie che mi piace di più e sto pensando di proseguire con Ingegneria Informatica. Vorrei diventare un programmatore di siti web per le aziende. Ho imparato a programmare da autodidatta, ma poi la scuola mi ha fornito delle buone basi”. Alessia Del Mondo (Liceo Scientifico ‘Filippo Brunelleschi’ di Afragola) è pronta per entrare nello spumeggiante e vivace mondo social: “Vorrei studiare Scienze della comunicazione – dice – perché mi piace creare delle reti sociali e sono curiosa di capire come funziona il mondo della comunicazione nell’era dei social network. Però anche rami più classici di questo settore sono interessanti come il giornalismo, la radiofonia e l’editoria”.
Ingegneri green 
Gettonatissimo è anche il settore green nelle sue varie declinazioni. Guardare alla sostenibilità con un occhio da ingegnere potrebbe essere la strada giusta per Pasquale Russo (Liceo Scientifico ‘Francesco Sbordone’ di Napoli): “Oggi ho seguito la presentazione dei Corsi di Ingegneria. Tutti i professori ci hanno detto che, se seguiremo questo percorso, avremo delle ottime possibilità di trovare un lavoro. Io sono interessato all’Ingegneria Meccanica e ho dato uno sguardo anche ai percorsi Magistrali. Informandomi un po’ e parlando anche con qualche amico già iscritto all’università, sono giunto alla conclusione che il settore delle macchine elettriche sia tra quelli che tirano maggiormente. Mi piace l’idea di poter contribuire ad una buona causa anche se, alla fine, potrei optare anche per Ingegneria Aerospaziale o il campo economico per quanto riguarda il management o la finanza”. Moda e cosmesi sono i campi prescelti da Rossella Valletti (Liceo Scientifico ‘Alfred Nobel’ di Torre del Greco). Campi non certo nuovi, “sono, però, in forte sviluppo perché si aggiornano continuamente e si evolvono nel tempo. Mia zia è in questo settore come ingegnere chimico, io vorrei curare il management di qualche azienda che si occupa di moda e cosmetica. Mi interessa l’aspetto, diciamo social, di questa professione che offre la possibilità di viaggiare e di conoscere tante persone. Non so ancora quale Corso di Laurea scegliere per raggiungere il mio obiettivo perché sono interessata anche alle scienze politiche e alle relazioni internazionali”. 
Sono ancora molti i giovani che scelgono il proprio futuro senza sottovalutare l’aspetto umano che una professione implica. Aiutare il prossimo è l’obiettivo di Concetta Acampora (Istituto di Istruzione Superiore ‘Francesco Degni’ di Torre del Greco): “Queste sono le mie opzioni: Psicologia o Infermieristica. La mia è una sorta di devozione che è nata un po’ a seguito di alcuni storie familiari, un po’ perché si sente parlare continuamente di malasanità. Infermieristica mi sembra che dia l’opportunità di avere un contatto diretto con il paziente. Questo, sotto certi aspetti, potrebbe non essere una cosa positiva perché, se ci si lascia coinvolgere troppo, si perde di vista il proprio obiettivo. Però di infermieri asettici ne ho visti e sono sgradevoli”. Quali sono le doti che dovrebbe avere una brava psicologa? Secondo Giuliana Succoia (Liceo ‘Immanuel Kant’ di Melito, indirizzo linguistico): “Ascolto, comprensione e praticità. Quando ho scelto il Linguistico non avevo le idee molto chiare e, nel tempo, ho capito che i miei interessi sono altri. Vorrei aprire uno studio tutto mio e occuparmi di bambini. Mi piacciono molto, in famiglia ho tanti piccoli. È un lavoro molto delicato, con loro ci vuole pazienza, bisogna saper comunicare e immedesimarsi. Forse questo è il caso in cui è un bene aver conservato un po’ del proprio lato infantile”. Un percorso simile è anche nelle corde di Antonio Loiacono (Liceo ‘Giuseppe Mazzini’ di Napoli): “Vorrei diventare un infermiere e mi piacerebbe lavorare con i bambini. Mi relaziono bene con loro, mi divertono, ho lavorato anche come animatore. Però ho un piano B che è l’economia. Mio fratello è un commercialista e sarei curioso di capire cosa abbia studiato negli ultimi sette anni”. Quali sono, invece, le doti di una buona educatrice? Prova a rispondere Mariarosaria Davino (Liceo Scientifico ‘Filippo Brunelleschi’ di Afragola): “Ci vogliono passione e una solida preparazione di base, ma sono convinta che non esista un solo modo di insegnare perché ogni bambino è diverso. Sono ancora indecisa tra Scienze dell’educazione e Scienze della formazione primaria. Ho una sorellina più piccola, mi piacciono sia i bambini sia i ragazzi. In ogni caso, anche se sei l’educatrice o la maestra, sei tu ad imparare qualcosa: i bambini insegnano tantissimo, ma non tutti sanno ascoltarli”. 
Ricerca e umanità vanno di pari passo per Francesco Mazza (Liceo Scientifico ‘Alfred Nobel’ di Torre del Greco): “Sono indirizzato verso Biologia o Biotecnologie anche se, ad essere sincero, non ho ben capito la differenza tra le due. Dopo la laurea vorrei rimanere nel campo della ricerca, mi piacerebbe contribuire alla scoperta di nuove cure per le malattie, dal momento che sono sensibile al dolore altrui”. Un’altra opzione “è il campo della nutrizione, il che parte da una mia esperienza personale perché nessuno riesce ad indicarmi una dieta adatta al mio fisico. Sin da bambino mangio moltissimo e non ingrasso perché ho il metabolismo veloce, ma non ho ancora capito bene come funzioni questo meccanismo. Diciamo che vorrei imparare l’arte del mangiare sano e bene”. 
Medici e veterinari
Immancabili gli aspiranti medici, ciascuno con le sue motivazioni. C’è chi pensa di essere avvantaggiato per gli studi classici come Antonio Ferrone (Liceo classico ‘Gaetano De Bottis’ di Napoli): “Avendo studiato latino e greco non avrò problemi ad imparare la terminologia medica che deriva, per buona parte, da queste due lingue. Mi preoccupa un po’ la matematica, materia per cui sono meno portato, ma immagino che, se scegliessi Ingegneria, avrei ancora più difficoltà. Medicina, però, ti dà uno status differente, ma anche una grande cultura e una più ampia visione delle cose”. E chi, invece, si approccia alla disciplina con una prospettiva quasi filosofica. “Si dice che il corpo umano sia macchina perfetta. Ma perché? – si domanda Giulia Fosco (Liceo Scientifico ‘Gaetano Salvemini’ di Sorrento) – e che succede quando questa macchina non si rivela perfetta? Più che a Medicina, sto pensando a Biologia”. Molti gli studenti che sentono un maggior trasporto verso la medicina legale. Emanuela Granitto (Istituto di Istruzione Secondaria Superiore ‘Francesco Saverio Nitti’ di Napoli) esordisce con una battuta: “Non mi piacciono molto i vivi – ride – Però sono interessata al corpo umano e a quanto lo riguarda. Diventare un medico comporta troppe responsabilità e soprattutto un contatto costante con la sofferenza umana”. Questo è quanto emerge anche dal racconto dei suoi futuri, aspiranti colleghi. “Non sono molto bravo a stringere i rapporti con le persone – dice, ad esempio, Lorenzo Grieco (Liceo classico ‘Adolfo Pansini’ di Napoli) – Però non voglio rinunciare alla possibilità di studiare Medicina. Il campo legale potrebbe essere un buon compromesso”. E ancora Brunella Cacciuni (Liceo ‘Giuseppe Mazzini’ di Napoli): “Il medico legale non comporta molti rischi perché richiede competenze di altra natura. Forse mi sono lasciata un po’ influenzare dalla televisione, da piccola guardavo tantissimo la serie R.I.S., ma sono consapevole che quello che vediamo in un telefilm non sarà mai quello che andremo a fare realmente”. 
Resistono i mestieri tradizionali, quelli più classici come, ad esempio, il veterinario o l’insegnante. Claudia Oliviero (Liceo Scientifico ‘Alfred Nobel’ di Torre del Greco) è un’amante degli animali: “Ne ho avuti tanti sin da bambina. Cani, gatti, pappagalli e anche un cavallo poiché abbiamo un bel giardino grande. Veterinaria è il mio sogno di bambina, ma mi interessa anche la cardiochirurgia. Queste due professioni, in fondo, richiedono doti simili: competenza, freddezza, lucidità e un grande amore”. Si vede già in cattedra, invece, Martina Grimaldi (Liceo classico ‘Adolfo Pansini’ di Napoli): “Mi piace stare a contatto con i ragazzi. So che è una strada lunga e difficile, ma non bisogna arrendersi in partenza. A scuola si formano gli uomini e le donne del futuro e chi vuole intraprendere la strada dell’insegnamento deve essere ottimista e propositivo. Stavo valutando anche un percorso con le lingue per diventare interprete poiché è una mia passione. Ma questo lavoro ti porta necessariamente fuori, a me piacerebbero l’Inghilterra e la Scozia, ma la verità è che non so gestire molto bene la distanza. L’insegnamento rimane la mia prima scelta”.
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