Attenzione ai falsi miti e modelli

Voti, pagelle, interrogazioni? Non solo: un docente è un maestro di vita, lungimirante e realista, che consiglia e sostiene. Dopo cinque anni, professori e professoresse conoscono bene ‘i loro polli’… Quali sono gli errori più comuni che commettono? Qual è il miglior consiglio che dovrebbero ricevere? 
Fare tesoro delle esperienze dell’alternanza scuola-lavoro. “La scuola sta cambiando e, per certi versi, sta avvicinando di più uno studente alla società – spiega la prof.ssa Carmela Liguoro (Istituto di Istruzione Superiore ‘Francesco Degni’ di Torre del Greco) – Conoscono un po’ le dinamiche del mondo del lavoro, hanno capito che ormai bisogna essere specializzati, che servono più competenze e conoscenze e che, ad esempio, fare il tronista non è un lavoro. Hanno cominciato ad informarsi seriamente. Certo, l’alternanza scuola-lavoro non è la soluzione ad ogni male perché, anche se li cala nel mondo della professione, finché sono a scuola non avranno mai una percezione realistica del lavoro. Persiste ancora oggi un problema che è quello della seconda lingua”.
Riconoscere i modelli giusti. “I ragazzi, oggigiorno, stanno perdendo di vista l’importanza del lavoro vero, quello che si porta a termine con il sudore della fronte – dice la prof.ssa Loredana Locci (Liceo ‘Giuseppe Mazzini’ di Napoli) – Certi modelli li portano a perdere la fiducia nello studio, a voler parcellizzare il loro impegno e ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Guardano alla politica dove sono pochi i laureati, al mondo dello spettacolo, dello sport dove il guadagno facile viene da abilità che spesso non solo legate allo studio. Certo, non si vuole generalizzare: molti dei nostri ragazzi riescono a portare a termine e ad intraprendere dei percorsi di eccellenza”.
Guardare oltre. “I ragazzi si sentono un po’ sfiduciati – chiosa la prof.ssa Mariagrazia De Falco (Istituto Tecnico Commerciale ‘Antonio Serra’ di Napoli) – perché sentono parlare solo di problemi e mancanza di lavoro. Siamo nell’era dei social, dei falsi miti, che li disorientano e tolgono, soprattutto ai più deboli, dei punti di riferimento. I ragazzi dovrebbero imparare a ‘sentire’ la loro predisposizione e credere di più in sé e guardare a chi ha raggiunto il suo obiettivo nel modo giusto”. 
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