Scuola Superiore Meridionale: un cenacolo per giovani talenti

Un cenacolo che favorisce la libera circolazione delle idee, la valorizzazione dei talenti e l’avanzamento delle conoscenze inter e multi-disciplinari nei più disparati campi del sapere. Nasce nel 2018 con questi obiettivi la Scuola Superiore Meridionale di Napoli, Scuola di alta formazione e ricerca istituita presso la Federico II. Sette le aree disciplinari per ciascuna delle quali vi sono due canali di formazione, Corso Ordinario e Dottorato, che favoriscono l’incontro di studenti giovanissimi con studiosi più ‘navigati’. E dimostrano di aver ben compreso la mission della Scuola proprio i giovani allievi del corso ordinario, tutti iscritti presso un Corso di Laurea federiciano, che alla SSM si sono incontrati per frequentare lezioni di approfondimento, seminari e attività collettive. Tutti concordi nell’affermare che l’emergenza pandemica non possa fermare la circolazione delle idee, sebbene anche loro siano in DAD, ciascuno ha già costruito, dai tempi della scuola, un background ricco di successi ed esperienze formative.
Passione e curiosità danno una spinta fortissima a Miriam Orfitelli, primo anno Magistrale in Filologia Classica (ACMA): “Mi reputo fortunata poiché quest’anno la SSM si è aperta anche alle Magistrali. La Laurea Triennale in Lettere Classiche e un bellissimo Erasmus a Lione mi avevano fatto capire che, sebbene volessi continuare sulla scia degli studi intrapresi, desideravo incontrare altre discipline e ampliare i miei orizzonti”.
L’esercizio alla scrittura con i paper
La Meridionale, quel qualcosa in più che Miriam cercava, è arrivata al momento giusto: “Risponde alla mia idea di vitalità del sapere. Come tutte le Scuole Superiori prevede la residenza obbligatoria per tutti gli studenti – obbligo soggetto a deroga fino a nuovo ordine. Chi ha scelto di usufruirne, temporaneamente siamo all’Hotel Naples di Corso Umberto, frequenta quotidianamente studenti di Lettere, Fisica, Ingegneria. È un dialogo fertile continuo”. Le si accende la voce di entusiasmo quando parla di Scrittura: “La Scuola richiede la produzione di paper, il che ci insegna a scrivere in maniera scientifica, cosa che all’università non si fa. Mettere per iscritto le proprie idee, oltre a far progredire la ricerca, aiuta a dare una struttura al pensiero”. La scrittura, del resto, l’ha accompagnata per tutta la sua carriera: “A scuola ho partecipato a molti concorsi letterari e certamina di latino. Nel 2013 ho vinto anche un concorso letterario proprio con Ateneapoli con il mio racconto ‘In mezzo alle scale’. Erano anni in cui scrivevo tanto, vinsi vari premi e ricevetti anche delle menzioni”. È una Miriam traboccante di idee quella che parla: “L’anno scorso con dei colleghi abbiamo fondato la rivista di saggistica umanistica federiciana Aura, vi scrivono anche docenti e dottorandi. Alla Federico II mancava un progetto di scrittura scientifica umanistica. Un canale di pubblicazione si apre solo dopo il Dottorato”.
La “mescolanza dei saperi” 
Verso l’infinito e oltre, questa la filosofia che sembra guidare Antonio Ammendola, primo anno di Fisica (Cosmology, space science & space technology): “Il mio interesse per la Fisica è nato da bambino, guardando documentari con mio padre. Adesso la Cosmologia è la mia passione e spero, un giorno, di poter diventare un ricercatore”. La vita comunitaria con i suoi colleghi si sta rivelando fonte di stimoli e di progressi: “Stare in hotel insieme agli altri è un privilegio in un momento in cui è difficile comunicare addirittura con i compagni di corso. Alla Scuola, tutti noi dell’area scientifica, seguiamo un corso di Elementi di Fisica e uno di Elementi di Matematica in cui stiamo approfondendo cose che al mio Corso di studi istituzionale verranno toccate solo più avanti”. Quello che lo ha colpito dell’esperienza alla Meridionale è “la mescolanza dei saperi. Soprattutto l’incontro con l’area umanistica mi sta aprendo gli orizzonti. C’è chi parla di filosofia, chi di epistemologia. Cose che altrimenti non avrei mai conosciuto. Sono felice che quest’anno la Scuola abbia aperto anche all’area scientifica. Stare insieme ai colleghi è un valore aggiunto anche perché chi ne sa di più può offrire un aiuto. Questo è il mio primo anno, ho cominciato un’avventura molto impegnativa che spero di portare a termine nel migliore dei modi”.
Ha un’esperienza di studio estremamente variegata Federica Schiaffino, primo anno Magistrale di Scienze Storiche (GHG): “In Triennale desideravo entrare alla Normale di Pisa, ma non riuscii. Ho studiato comunque a Pisa, senza trovare quell’apertura e quel dialogo che avrei desiderato. Un po’ insoddisfatta, quindi, ho fatto un Erasmus a Friburgo in Germania”. Federica è genovese e a Napoli è arrivata, al momento ancora virtualmente, “proprio per la Scuola Meridionale. Se ne è parlato con il mio professore di storia e filosofia del liceo. E proprio al liceo, con alcuni compagni, nacque un bel circolo di cui faccio ancora parte. Abbiamo anche pubblicato un libro, siamo ragazzi tra i 18 e i 25 anni, in cui ci sono una serie di interventi di critica all’attuale, che ciascuno ha affrontato da un punto di vista diverso, storico, filosofico, artistico, estetico”. Alla SSM, Federica ha trovato quel che cercava: “È aperta a proposte e iniziative degli studenti. C’è grande disponibilità al dialogo, con l’obiettivo di creare una vera comunità scientifica. Al momento sto seguendo un bel corso di Analisi del testo letterario e di Diritto amministrativo globale, quest’ultimo è un corso per dottorandi”. Altro aspetto apprezzabile della Meridionale è “che spinge effettivamente ad interessarsi alla ricerca, cosa che in Triennale non si fa. Il confronto con i dottorandi, in più, aiuta a capire effettivamente cosa ci sia dopo la Magistrale”. Aspirante ricercatrice, “mi piacerebbe insegnare in ambito accademico o anche al liceo. Spero, ad aprile, di poter accedere all’attuale residenza”.
“Si studia tanto”
Arriva da Castel Fidardo, provincia di Ancona, ed è qui a Napoli Letizia Polacco, matricola di Archeologia, Storia delle Arti e Scienze del Patrimonio Culturale, curriculum Archeologico (ACMA). Anche per lei, nella scelta della Federico II, è stata determinante la possibilità di accedere alla SSM: “Amo l’archeologia e la storia dell’arte, volevo studiare in un campo che mi permettesse di acquisire le competenze utili per lavorare alla rivalutazione dei beni culturali, soprattutto quelli antichi”. Letizia ha un curriculum scolastico denso di attività: “Abbiamo partecipato alla Notte Nazionale del Liceo Classico, una manifestazione organizzata da studenti e incentrata sulla classicità. Ho vinto una menzione speciale al concorso nazionale Storia nella Storia e il primo premio in un concorso regionale. Con la mia scuola abbiamo fatto tante cose”. Questa proattività l’ha portata con sé a Napoli: “Tra università e Meridionale si studia tanto, ma la determinazione è quella cosa che ti fa andare avanti anche di notte. So di aver scelto un campo lavorativo difficile, per questo devo prepararmi bene. La Meridionale, comunque, è fonte di tanti contatti e questa è una cosa preziosa”. Della nostra città, purtroppo, ha visto ancora poco: “La Scuola ci ha messo a disposizione l’Hotel Naples dal primo marzo. Napoli non la conosco, sono uscita a fare due passi qualche volta con i miei compagni che sono del posto e sono molto disponibili ad accogliere chi arriva da fuori. Più di questo, al momento, non si può”. Le connessioni con il territorio saranno favorite, comunque, dalla Scuola stessa: “Con il corso di Epigrafia romana sono previste diverse visite al Mann, poi dovremmo andare anche nei Parchi Archeologici di Ercolano e Pompei. Al primo semestre avremmo dovuto fare alcune uscite, tra cui Cuma, che ovviamente sono saltate. Ma si cercherà di recuperarle”. ‘Qualcosa in più’ è un’espressione che riassume anche il pensiero di Teresa Pacelli, matricola di Matematica (Mathematical and physical sciences for advanced materials and technologies): “Matematica è sempre stata una passione. L’idea di poterla applicare a qualcosa di concreto, poi, è quello stimolo in più che cercavo”. Anche per lei, passare dalla scuola ad un impegnativo percorso universitario è una sfida: “Alla Meridionale al momento stiamo studiando le equazioni differenziali. Una cosa piuttosto complicata. Ma affrontare ora una difficoltà in cui ci saremmo comunque imbattuti più avanti va considerata un’opportunità. Anche perché questo ci darà le competenze per affrontare problemi pratici via via più complessi”.
Apre a diversi orizzonti
Sono al secondo anno di Giurisprudenza (GHG) Francesco Di Palma, Silvia Riccardelli e Pietro Graziano. Francesco è un aspirante giornalista: “Al primo anno di liceo non sapevo scrivere bene – ricorda – I miei temi erano scarni e con poche idee. Una professoressa mi consigliò di cominciare a leggere romanzi e soprattutto quotidiani. Mi si aprì un mondo”. Con l’impegno e la costanza, quindi, la sua debolezza si è trasformata in un punto di forza: “Ho cominciato a scrivere per alcuni giornali locali, a presentare spettacoli scolastici e sono entrato in varie associazioni come il Fai, per cui ho scritto anche degli articoli”. Il suo esercizio continua ancora alla Meridionale “essendoci richiesta la produzione di paper alla fine di ogni corso, il che è essenziale dal momento che l’università in generale ci fa esercitare poco negli elaborati scritti”. Appassionato di politica, “al momento mi sto concentrando quasi esclusivamente sullo studio, ma non voglio abbandonare la strada che avevo intrapreso ai tempi della scuola con le mie collaborazioni. Sto notando che nel giornalismo ultimamente c’è un po’ di settorializzazione, poca trasversalità e multidisciplinarietà. Ho scelto Giurisprudenza proprio per avere un’apertura più ampia possibile”. Non si è lasciata scoraggiare dalla grande mole di lavoro Silvia, di Gaeta, che racconta: “Al liceo partecipavo a certamina di latino e greco e olimpiadi di matematica. Con qualche concorso abbiamo anche superato le selezioni fino ad arrivare alla competizione regionale. Sono anche un’appassionata di sport, sin da bambina. Con la pandemia un po’ di attività si sono fermate ma continuo, ad esempio, a giocare a tennis”. Sorge spontanea una domanda, come si riesce a far tutto? Il segreto, secondo Silvia, è considerare la Meridionale come un’opportunità ai fini del Corso di Laurea, piuttosto che come un ulteriore carico di studio: “La Scuola ci dà la possibilità di approfondire una serie di materie che vanno ad integrare gli insegnamenti di Giurisprudenza, il che è un aiuto in più quando si vanno a sostenere gli esami istituzionali. Insegna anche ad organizzarsi e dare la giusta importanza, e dedicare quindi il giusto tempo a ciascuna materia di studio”. Per il futuro: “Quando mi sono iscritta a Giurisprudenza, l’ho fatto per poter entrare in Magistratura. La SSM mi sta aprendo gli orizzonti. Affrontando tante tematiche, anche internazionali, sto cominciando a pensare alla carriera diplomatica”. Spera di non precludersi alcuna possibilità anche Pietro: “Non ho progetti chiarissimi per il futuro. So solo che bisogna prepararsi bene. Sto sfruttando la Meridionale per avere accesso a quanti più campi possibile. Sto seguendo un corso di Diritto delle Arti e dello Spettacolo, una materia giuridica nuova sul piano globale. Ho seguito Storia Russa, un corso molto bello sul Decameron”. Ci sono quindi tante opportunità per creare legami con il percorso di studio, ma anche con il proprio background. Anche Pietro ha partecipato a diverse competizioni scolastiche tra cui, “le Olimpiadi della Cultura e del Talento, per due anni, a cui la nostra squadra del liceo Giannone di Caserta si è classificata tra le prime dieci a livello nazionale. A scuola ho fatto anche teatro, studio musica sin da piccolo e suono il flauto traverso”. Sembrano attività un po’ distanti “dal percorso che ho scelto, ma tutto concorre alla mia formazione e alla costruzione della mia personalità”.
Carol Simeoli

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