Si apre l’era della digital transformation

Quale eredità ci lascerà il Covid-19? Il modo in cui stanno cambiando e cambieranno i nostri comportamenti sta portando e porterà il mondo delle imprese ad avere nuove esigenze in termini di risposta al mercato che cambia: queste, ora, devono modificare i loro modelli di business e cogliere nuove opportunità. E dunque, quali sono le competenze di cui hanno bisogno e quali le nuove figure professionali che, su queste, potranno svilupparsi? In questo contesto, come si colloca un giovane neolaureato? A delineare un quadro della situazione, il dott. Luca Genovese, Marketing Strategist, Temporary Manager, Startup Specialist, Founding Partner della società di consulenza direzionale Cross Hub, Executive Professional presso Manageritalia e Innovation Manager MISE: “Gli ultimi due mesi ci hanno proiettato in una realtà che nessuno aveva avuto modo di vivere prima d’ora. Il lockdown è un evento che non si era mai verificato prima e ci ha lasciato tutti spaesati; da consumatori, da imprenditori, da lavoratori”. Tre i principali filoni in cui si avverte l’eredità del Covid: lavoro, acquisti e mobilità. “In Italia, prima del lockdown, c’era un 2% di persone in smart working – prosegue il dott. Genovese – Con il lockdown c’è stata un’accelerazione dei processi di riorganizzazione del lavoro con nuove modalità. C’è una nuova modalità di gestire momenti di confronto con colleghi e superiori ed è cambiato l’approccio alle tecnologie”. Altra trasformazione è relativa “al processo di acquisto con un incremento degli acquisti da marketplace o e-commerce. Questa tendenza continuerà nel tempo considerando anche il modo in cui il distanziamento sociale cambierà il nostro modo di frequentare i luoghi”. Quanto al terzo filone, “siamo abituati a muoverci con i mezzi pubblici, in alcuni casi nelle ore di punta. Ora dobbiamo fare i conti con il contingentamento dei trasporti e con alternative di mobilità privata che non sempre sono adeguate”. In questo scenario, importanti trasformazioni investiranno il nostro modo di lavorare, consumare e muoverci ed ecco, dunque, che si aprono nuove opportunità: “Le aziende dovranno rivedere i propri modelli di business, oggi messi a dura prova, valutarne la sostenibilità e, soprattutto, intervenire sulla digitalizzazione dei loro processi produttivi e di vendita. Si apre, in maniera più sostenuta, quello che è un tema di cui si parla da tempo, l’era della digital transformation. Si va verso un’economia sempre più digitale che vedrà quelle aziende che non si adegueranno a questo trend perdere posizione”.
Esploderà il profilo del Data Specialist 
Come dovranno muoversi, in questo contesto, i giovani neolaureati? “Parlo principalmente per quelli che provengono da un percorso di studi di Economia, come il mio, o da Ingegneria Gestionale, Statistica, o altre forme di lauree di Scienze Sociali. Saranno sempre più importanti le competenze legate alla capacità di analisi e integrazione di dati e processi digitali. Esploderà, ad esempio, il profilo del Data Specialist. O figure come Digital Store Manager o l’E-Commerce Specialist, per l’ottimizzazione della gestione degli store digitali e l’intercettazione di azioni finalizzate a favorire il rapporto con il nuovo mercato e le nuove forme di acquisto”. Altre figure che troveranno ampio spazio nel prossimo futuro “sono gli esperti di comunicazione della crisi, professionisti con la capacità di gestire il momento di difficoltà in relazione all’esterno, quindi agli stakeholders, ai clienti o all’interno, quindi i dipendenti. E ancora si parlerà di Smart Working Architect, l’esperto di costruzione di processi e sistemi per la gestione del lavoro da remoto”. Ancora un paio di figure: “L’Online Event Manager, l’esperto nella progettazione, costruzione e gestione degli eventi online. Già da qualche anno, poi, nelle aziende è previsto, ma sottovalutato, il profilo del Mobility Manager che deve migliorare l’accessibilità presso l’azienda attraverso iniziative che aiutino il dipendente ad accedere in maniera sostenibile al posto di lavoro. Iniziative di mobilità basate, ad esempio, su bici elettriche o servizi di car sharing sono un vantaggio anche in termini di impatto sull’ambiente. Ci sono studi che affermano che tassi di inquinamento legati alla presenza di particolato nell’aria sono vettori di diffusione del virus”. Quali competenze, in termini di hard e soft skills, servono a un giovane laureato per approcciarsi a queste evoluzioni professionali a cui, probabilmente, durante i suoi studi non aveva mai pensato? Il dott. Genovese identifica nella curiosità e nella motivazione alcune parole chiave: “È chiaro che è fondamentale avere le conoscenze di base fornite dagli studi accademici. Ma non esiste un unico luogo dove acquisire le competenze necessarie. Deve avvenire l’incontro tra il mondo delle imprese e quelle che sono le competenze di base degli allievi arricchite da curiosità e motivazione”. Questo particolare momento, per un giovane, è unico: “Mi sono laureato una ventina di anni fa presso la Facoltà di Economia e Commercio della Federico II e dal 2002 supporto le attività di placement del Master in Marketing & Service Management nell’ambito delle quali ho avuto l’opportunità di collocare in azienda oltre 350 ragazzi. In questi anni ho assistito allievi ed imprese nelle attività di selezione, comprendendo le potenzialità degli uni e le esigenze degli altri” e, alla luce di questa esperienza, Genovese identifica nella fase di ripresa post-Covid “un’opportunità unica per quei ragazzi fortemente motivati e curiosi, appassionati di tecnologie e determinati a dare il loro contributo alla costruzione di un mondo più digitale, sostenibile e a misura d’uomo. Digital Transformation, Sostenibilità Ambientale e Innovazione dei modelli di business sono, oggi, le nuove sfide che le imprese dovranno affrontare e per le quali non potranno fare a meno della generazione dei Millennials e degli Zoomers e delle loro competenze digitali”. L’invito di Genovese, dunque, è quello di non guardare al mondo del lavoro in una logica tradizionale: “La ricerca del ‘posto di lavoro’ è cambiata, non sono i ragazzi a dover cercare il posto, ma le aziende che cercano competenze e motivazioni”. Stiamo attraversando un periodo che, in ogni caso, poterà delle certezze: “Alcune cose potranno anche tornare come prima, ma per altre il processo sarà irreversibile poiché saranno intervenute in maniera talmente strutturata nei nostri comportamenti che sarà difficile tornare indietro”.
Carol Simeoli
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