Si studiano ad Aversa le lesioni al David di Michelangelo

“Elevare il capitale umano, unire saperi e tecnologie per il territorio”. Questi gli obiettivi per i quali lavora assiduamente e con grande energia il prof. Carmine Gambardella, pro-rettore della Sun per i Rapporti con le Istituzioni.
Solo attualmente, nei suoi laboratori si contano sessanta assegnisti di ricerca. “Il Secondo Ateneo – dice Gambardella – sta diventando competitivo a livello internazionale anche grazie all’attività del Dipartimento di cultura del progetto di Aversa”, diretto dal professore stesso. “Attualmente, disponiamo di tecnologie leader in Europa – aggiunge Gambardella – grazie alle quali arriviamo anche a misurare i fenomeni di erosione delle coste. Abbiamo un laser-scanner aviotrasportato che misura l’inquinamento, un laboratorio di strutture e rischio sismico  e un altro laboratorio sugli aspetti fisico-chimico-acustici dell’ambiente a cui fanno capo rispettivamente il prof. Giuseppe Faella e il prof. Luigi Maffei”. Non dimentichiamoci della carta Uni.Te.Mi.Ca. (Unità Tematica Misura di Catalogazione), brevetto del professore Gambardella. “Grazie ad un sistema ICT (Information and Communications Tecnology), il database si relaziona alla misura del territorio. Tutti possono usufruire delle informazioni on line (relative ad argomenti quali i beni culturali, le vie della seta, i prodotti agroalimentari) al fine di sperimentare e studiare cose positive”.
E il Dipartimento di Cultura del Progetto è stato scelto anche dalla Soprintendenza del Polo museale di Firenze per lo studio delicatissimo delle micro-lesioni agli arti inferiori del David di Michelangelo. “Tramite l’uso di strumenti di geo-radar, assolutamente non distruttivi, si è scoperto che, nell’Ottocento, erano stati immessi ferri per reggere il peso della statua”. Le competenze specifiche e i sistemi d’avanguardia sono stati promossi studi e ricerche oltre che servizi di supporto a enti territoriali, dipartimenti di facoltà, enti di ricerca e industrie. Altro grosso progetto è stato il “Piano turistico partecipato” riguardante il Litorale Domitio, affidato al Dipartimento dalla Regione Campania. “Si è trattato di un recupero dei detrattori ambientali. In questo progetto, le condizioni di degrado sono diventate opportunità, per esempio le fabbriche dismesse e le masserie hanno rappresentato un grosso potenziale di sviluppo sostenibile. Misurare significa patrimonializzare le risorse. I valori, sia materiali che immateriali, sono grandezze che le nuove tecnologie possono implementare”. 
(Ma. Es.)
- Advertisement -





Articoli Correlati