Softel ha un nuovo Direttore, è il prof. Luigi Verolino

Novità ai vertici del Sof-Tel, il Centro per l’orientamento, la formazione e la teledidattica del Federico II, dove a fine luglio è stato nominato Direttore il prof. Luigi Verolino, già responsabile dell’orientamento per la Facoltà di Ingegneria. Verolino succede al prof. Luciano De Menna, il quale conserverà la direzione scientifica della struttura.
Il passaggio di consegne avviene nel segno della continuità. “Il Sof-Tel possiamo dire che avrà due direttori, perché – sottolinea Verolino – accanto a me ci sarà il prof. De Menna fin quando non andrà in pensione. Ritengo che il suo sia un aiuto essenziale. Il Centro ha bisogno di acquisire sempre maggiore visibilità in quanto l’orientamento in entrata occupa un ruolo sempre più importante”.
I progetti del Sof-Tel – “tutti autofinanziati in base a progetti ministeriali” – avranno bisogno della collaborazione di tutti. “Ci dev’essere una chiamata alle armi per tutti i colleghi!”, annuncia Verolino. L’orientamento sta diventando un tema di forte interesse e che incide anche in termini economici e di migliore gestione degli atenei stessi, nonché su una più solida formazione delle nuove classi dirigenti del Paese. “Il compito di un buon professore è produrre buoni cervelli per la nazione. Quindi, è dovere di tutti i docenti operare come orientatori anche nella propria cerchia famigliare o di amici. Migliore è la pasta e migliore viene il pane: se l’impasto è ben lievitato viene fuori un buon pane – spiega con una metafora il neo-direttore – Dunque il capitolo orientamento diventa fondamentale e va diretto sempre più anche verso le scuole superiori”. Infatti se, restando in tema di metafore, il buon giorno si vede dal mattino, allora è proprio dalle scuole che deve cominciare la buona formazione per un buon studente universitario, “noi nel cammino educativo siamo solo la parte finale”. L’idea del prof. Verolino, condivisa dal prof. De Menna è, dunque, quella di “portare un orientamento curriculare negli ultimi due anni di scuola superiore, non solo informando i ragazzi sulle diverse opzioni offerte dagli atenei come si fa già adesso”, e quindi, incidendo anche sulla didattica degli ultimi anni di scuola. Un progetto ambizioso per il quale “bisogna lavorare di sciabola e non più di fioretto, perché l’orientamento deve diventare il cavallo di Troia, per poter entrare nel percorso formativo dello studente e operare una giusta selezione”.
(Va.Or.)
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