Solo due unità di personale per il cuore telematico dell’Ateneo

Tante idee ma scarsissime possibilità di realizzazione. Questa la realtà che attualmente vive il Centro interdipartimentale Telematico di Ateneo, presieduto dal prof. Claudio Lo Jacono. Con sole due unità di personale tecnico e una di personale amministrativo, il Centro si occupa della gestione della rete di Ateneo. Il che significa gestire i domini, collegare attraverso la rete tutte le sedi dell’Orientale, connettersi alla rete ministeriale, gestire il servizio di posta elettronica, assicurare un servizio di accesso remoto attraverso il collegamento con modem sia analogico che digitale. Inoltre è di competenza del Centro la gestione di un’aula con undici postazioni informatiche cui possono accedere dottorandi e allievi di master che necessitino di utilizzare macchinari specialistici. Tutto questo però è possibile esclusivamente grazie al lavoro infaticabile dei due tecnici che, nonostante le difficoltà, portano avanti un servizio del quale non si è forse ancora compresa appieno l’importanza. “Vogliamo crescere- dice il prof. Lo Jacono- ma non possiamo, certo non per cattiveria, ma per scarsità di risorse. E da un lato forse c’è ancora scarsa attenzione, in un ateneo ‘classico’ come il nostro, per il comparto informatico. Non riusciamo a migliorare non solo per carenza di fondi ma soprattutto di persone. C’è qualche difficoltà derivante certo dal carattere del nostro Ateneo. Alla Federico II non so quanti ingegneri lavorano per il sistema informatico, e detto con una metafora, anche noi, pur non avendo la facoltà di Medicina, necessiteremmo di un presidio medico nel caso in cui stessimo male!”. Il professore fa riferimento alla quantità di risorse che è stato necessario impiegare per risolvere questioni tecniche, come ad esempio quando ci sono stati problemi con lo spamming. E poi elenca una serie di progetti che sarebbe bello realizzare: “vorremmo offrire a livello di portale tutta una serie di servizi che vadano ad alleggerire l’amministrazione dalla marea di carte da cui è sommersa, far migrare la telefonia su internet con grossi risparmi in termini economici, fornire tutti gli immatricolati di una casella elettronica. Queste attività sono importanti, anche se la loro redditività non è immediata”. Ancora, un’ammissione fatta davvero a malincuore: “il sito dell’ateneo langue. E’ necessario apportare dei miglioramenti, siamo in una situazione che alle lunghe può divenire molto preoccupante. La verità è che il nostro centro è sottodimensionato, è come se viaggiassimo con una Topolino mentre invece avremmo bisogno non dico di una Ferrari, ma almeno di un’Alfa Romeo!”. A sobbarcarsi tutto il lavoro di gestione della rete di ateneo, i due esperti, Giorgio Rea e Arturo Santoro. Anche loro probabilmente avvertono un certo senso di abbandono. Ricorda Rea: “da quattro mesi è andato via l’architetto che curava le pagine web e non è stato ancora sostituito. Ci vorrebbe una verifica e riorganizzazione delle competenze”.
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