Cambiamento climatico e spopolamento aree interne, un progetto di ricerca europeo

Un percorso internazionale di ricerca e cooperazione contro il cambiamento climatico e lo spopolamento delle aree locali interne. Si tratta del progetto ‘R4Rural: Resilience and sustainability for rural communities’, iniziativa di durata triennale dedicata alla resilienza e sostenibilità delle comunità rurali, finanziata dal programma Erasmus+ con un budget di 400mila euro.

Il primo confronto operativo si è svolto a Pamplona, dal 22 al 24 aprile, dove le cinque università europee coinvolte si sono riunite per definire agenda e obiettivi. Questi gli attori del consorzio: L’Orientale, l’Universidad de Navarra (Spagna), la Hanzehogeschool Groningen Stichting (Paesi Bassi), la Hochschule Harz (Germania) e la Akdeniz University (Turchia). Per quanto riguarda l’ateneo partenopeo, il team di professori incaricati è composto da Giuseppe Lucio Gaeta, responsabile, Benedetta Parenti e Johanna Monti. Dopo un primo avvio a gennaio, l’incontro in Spagna ha segnato l’ingresso nella fase operativa: al centro, la costruzione di metodi, strumenti e percorsi formativi capaci di rafforzare la resilienza delle piccole comunità.

È previsto anche il coinvolgimento diretto degli studenti in attività di tirocinio nei territori interessati. Da quanto risulta, il prossimo appuntamento è previsto a febbraio all’Orientale e in alcune zone interne della Campania interessate dall’iniziativa. Tra queste rientra la Valle dell’Ufita, nell’Avellinese, dove il cambiamento climatico incide, per esempio, sulla produzione di alcuni tipi di miele, sempre più difficili da ottenere.

Lo stesso vale per il comparto vitivinicolo: nella zona dell’Aglianico, da cui prende il nome il noto vino, la vendemmia è tradizionalmente tardiva e si colloca verso i primi di novembre. L’innalzamento delle temperature, però, provoca un anticipo delle fasi fenologiche, portando la raccolta a svolgersi in periodi più caldi. Il nodo, oggi, è se continuare a produrre lo stesso vitigno o orientarsi verso un cambiamento.

Altrettanto radicato è il tema dello spopolamento delle aree interne: da anni è in atto una vera e propria emorragia, per la quale non esiste una soluzione unica. Il progetto affronterà tutto questo e lo farà adottando un metodo specifico: il modello della Quadruple Helix, che ha la sua principale innovazione nel coinvolgimento della società civile per produrre innovazione non calata dall’alto.

Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli

Ateneapoli – n.8 – 2026 – Pagina 41

- Advertisement -




Articoli Correlati