Spazi e riorganizzazione, se ne discute in Senato Accademico

Le prime settimane di inizio corsi servono da rodaggio per le presidenze delle quattro Facoltà dell’Orientale, se nel Senato Accademico del 27 ottobre si è tanto discusso di questioni logistiche, amministrative e didattiche.
I problemi maggiori li ha Lingue, quella che registra più iscritti e che, di conseguenza, ha più difficoltà nella gestione degli spazi. Conferma il Preside Augusto Guarino: “attivando molti corsi interfacoltà, i quali hanno avuti tutti un buon numero di iscritti, ci siamo trovati con più studenti di quanti ne avevamo calcolati assegnando le aule. Ad esempio a Russo abbiamo 100 iscritti, quando era stata assegnata un’aula per solo 60 studenti. I casi come questi sono diversi, quindi è sorta la necessità di riorganizzare un po’ la distribuzione delle aule in base ai dati reali sulla frequenza che abbiamo potuto verificare solo una volta iniziati i corsi. Purtroppo gli anni scorsi ci potevamo confrontare con l’esperienza pregressa, questa volta siamo noi a dover fare da cavie”. Anche il Preside Amedeo Di Maio, della Facoltà di Scienze Politiche, conferma che ci sono “difficoltà legate all’organizzazione degli spazi. E’ un problema di analisi combinatoria abbastanza difficile da risolvere!”. La richiesta che i Presidi hanno, comunque, rivolto al Rettore Lida Viganoni è stata di valutare tutte le possibilità di sfruttamento degli spazi a disposizione dell’Ateneo.
Corsi accavallati,
il prezzo della libertà
Questione di altrettanto difficile risoluzione è quella relativa all’accavallamento dei corsi, che sembra essere uno scotto da dover pagare in cambio della libertà. Spiega il Preside Guarino: “Se all’Orientale abbiamo 30-35 corsi di lingue con tutti gli accoppiamenti liberi, allora è matematicamente impossibile evitare alcune sovrapposizioni. Lasciamo liberi i nostri studenti di accoppiare le lingue come vogliono, senza imporre delle limitazioni come avviene ad esempio alla Ca’ Foscari, ma il prezzo di questa libertà sta nel dover accettare le sovrapposizioni dei corsi. D’altronde non è possibile neanche pensare di non far accavallare i corsi delle lingue più seguite come l’inglese o lo spagnolo, innanzitutto perché non sono corsi singoli, e poi perché finiremo comunque per svantaggiare altri studenti. Insomma, i ragazzi devono capire che più di questo non si può fare, perché le combinazioni sono troppe e sono tutte legate alle scelte del singolo studente”.
Su questo punto il Preside Di Maio sembra sereno se commenta “nonostante ci siano alcuni accavallamenti inevitabili, lo studente medio è molto comprensivo e si rende conto della complessità della situazione”.
(Va.Or.)
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