Studenti delle Residenze, rassicurazioni dall’Assessore

“Non vi metteremo in mezzo alla strada”. L’impegno dell’assessore regionale all’Università ed al Diritto allo Studio, professore alla Facoltà di Ingegneria, Luigi Nicolais è stato chiaro. Lo ha assunto a fine luglio in occasione di un incontro con i rappresentanti degli studenti alloggiati nelle residenze universitarie: la Paolella, la Medici e la De Amicis. Tutte le tre strutture saranno chiuse entro il 31 ottobre, perché non sono a norma della legge per la prevenzione degli infortuni. I 214 studenti alloggiati al loro interno temono lo sfratto senza alternative, ma Nicolais li rassicura. ”Non lascerete le case dello studente fino a quando non avremo trovato una alternativa. Intendo dire che, se ci fossero ritardi per reperire sistemazioni adeguate, l’abbandono delle case dello studente sarà rinviato”. I lavori però vanno fatti, su questo Nicolais è stato categorico: ”se gli impianti non sono a norma e capita un incidente i responsabili delle strutture finiscono in galera”. Eseguirli con gli studenti dentro? “Impossibile, ve lo dice un ingegnere. Non è come ristrutturare un appartamento, stanza dopo stanza”. Il 31 ottobre gli studenti verificheranno le promesse e gli impegni dell’assessore. Per adesso va notato che, se non altro, Nicolais ha assunto una posizione diversa da quella, giudicata  interlocutoria,  del commissario dell’Edisu Adolfo Maiello e del direttore generale Francesco Pasquino, i quali avevano incontrato una delegazione studentesca il 12 luglio. “Dall’incontro- lamentavano gli studenti- sono emerse solo risposte evasive, con un ipotetico ritorno nelle strutture tra due o tre anni ed il rinvio di ogni decisione definitiva alla Regione”. La quale, come detto, per bocca di Nicolais ha assunto un preciso impegno. “Nel bilancio regionale- ha detto inoltre Nicolais- ho già chiesto un aumento di fondi per le spese delle residenze”. Più tiepido l’assessore circa la richiesta di aumentare i posti alloggio, avanzata in varie occasioni da molti studenti. ”Mi dicono che annualmente le richieste non sono molte. L’Edisu Napoli 1 riceve 50 miliardi, con i quali deve provvedere non solo alle mense ed agli alloggi, ma anche ad altri servizi: borse di studio, aule multimediali, postazioni computer”. Si va alla ricerca di soluzioni alternative, dunque, per garantire la continuità del servizio all’indomani del fatidico 31 ottobre. Se saranno convenzioni con alberghi, gli studenti chiedono: non più di due persone per camera, con servizio interno; possibilità di utilizzare i computer personali; una scrivania testa nelle stanze. 
Resta l’amarezza di fronte ad una situazione che l’Edisu ha lasciato incancrenire in anni ed anni di incuria; si poteva e si doveva intervenire per tempo.
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