Studenti di Biotecnologie in cattedra per parlare di COVID-19

Un giorno da prof. per sette studenti del secondo e terzo anno di Biotecnologie per salute. Sono saliti in cattedra, da remoto, il 15 maggio, nel quarto e ultimo incontro dell’Attività Didattica Interattiva di Biologia molecolare e cellulare tenuta dal professore Nicola Zambrano. Di fronte c’era un pubblico composto da matricole di Medicina e Chirurgia. Oggetto della lezione sono stati alcuni articoli scientifici sul COVID-19 e sulle strategie terapeutiche. “È stata una bella esperienza”, ha commentato Giovanni Merolla, ventiduenne iscritto al terzo anno, che ha coordinato il lavoro dei compagni: “il percorso di studi ci ha abituati alle presentazioni di Power Point, ma in questa occasione dovevamo lavorare in un contesto nuovo, quello online, e con un linguaggio che tenesse conto che di fronte a noi c’erano ragazzi di Medicina del primo anno. Cercare di dare risposte alle tante domande arrivate su temi che sono ancora oggetto di studio e che devono essere dimostrati è stato stimolante”. Libertà assoluta nella scelta tra gli articoli proposti dal professore. Unico paletto imposto, il tempo: “ci ha suggerito di far durare la relazione non più di mezz’ora”. I farmaci anti-Covid, l’aspetto della sua relazione che ha maggiormente incuriosito i presenti. Ha portato uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Pechino sulla struttura molecolare del virus, invece, una sua collega, Velia Di Lorenzo: “mi sono soffermata sul motore principale del virus, quello col quale si replica ed entra negli ospiti, animali e uomo”. Le domande degli aspiranti medici: “mi hanno chiesto l’importanza dell’RNA polimerasi per una eventuale terapia e se inibendola si può evitare la replicazione del virus nella cellula”. Ha lavorato all’articolo per due settimane: “i tre incontri precedenti (il 14, 16 e 23 aprile), tenuti dal prof. Zambrano, mi hanno aiutata nell’approccio allo studio degli articoli scientifici in inglese e a conoscere ulteriormente il virus. Il professore ci ha dato indicazioni su come analizzarlo e come selezionare le parti interessanti”. Sull’esposizione in pubblico: “è stata molto emozionante. In via telematica è più complesso perché non guardi negli occhi chi ti ascolta, ma anche grazie alla guida del docente è arrivata una bella soddisfazione. Non mi era mai capitata un’esperienza del genere”. Sul tavolo di discussione nel corso dell’ADI anche le fake news: “negli incontri precedenti abbiamo discusso un articolo, pubblicato su Science, che, descrivendo la struttura molecolare del virus, ne escludeva la possibilità della creazione in laboratorio. Inizialmente se ne sono dette tante. L’incontro ci ha dato una visione più reale di quello che sta succedendo”.
Ciro Baldini

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