Studenti di Ingegneria Aerospaziale a Tolosa per visitare due aziende leader nella costruzione dei velivoli

Sono sedici i futuri ingegneri aerospaziali che hanno avuto l’opportunità di partecipare ad un viaggio-studio a Tolosa della durata di quattro giorni, accompagnati dal prof. Francesco Scaramuzzino, vice Preside della Facoltà. Tutto, compresa la prenotazione del volo, è stato accuratamente organizzato dai rappresentanti degli studenti Antonio Ranieri e Guido Purgato; il professore, dal suo canto, ha riallacciato e creato rapporti con i dirigenti (qualcuno suo ex allievo) delle due grandi aziende visitate, leader nella costruzione di velivoli: l’ATR e l’AIRBUS. Il gruppo, atterrato a Tolosa la sera del 24 gennaio scorso, ha trascorso la prima giornata del breve viaggio all’ATR 42/72, una visita definita da tutti “interessante e positiva”. “Dopo una presentazione dell’azienda, i ragazzi, in gruppi da quattro, hanno potuto visitare il centro di addestramento dei piloti – dice Scaramuzzino – ed osservare una pista d’atterraggio realizzata al calcolatore e le registrazioni dal satellite. Cosa fondamentale, hanno avuto l’occasione di seguire tutte le fasi del processo di montaggio a partire dalla fusoliera, inviata dall’Alenia di Pomigliano D’Arco”. Lo spirito d’impegno ha accompagnato i ragazzi anche il giorno successivo, quando si sono spostati all’AIRBUS: “un’azienda tanto grande – aggiunge il professore – che l’accoglienza dei visitatori è affidata ad una ditta esterna. L’oggetto della nostra visita si è concentrato sempre sul processo di produzione, in particolar modo abbiamo seguito gli ultimi quattro passaggi della catena di montaggio per la costruzione del Superjumbo A 380, un velivolo predisposto per ben ottocento passeggeri”.
“Le visite sono state esaustive e pratiche – racconta Antonio Ranieri – all’ATR abbiamo addirittura potuto seguire la linea di produzione e vedere, così, l’assemblaggio di un velivolo completo. Attualmente, questa azienda vive un momento di grande sviluppo e, da quanto ci è stato riferito, riserva un grande interesse per gli ingegneri italiani i quali hanno alle spalle una preparazione teorica che risulta molto più approfondita di quella fornita dalle università francesi ed europee in generale. Credo che purtroppo, in Italia, il mercato del lavoro sia bloccato. Dopo la laurea, i ragazzi non fanno altro che inviare curriculum a destra e a manca senza, il più delle volte, ricevere risposta. Viceversa, in altri paesi europei, il percorso dei neo-laureati è diverso in quanto spesso sono le stesse università a creare convenzioni con grosse aziende. Per quanto mi riguarda, dopo aver conseguito la laurea, comincerò a spedire curricula anche all’estero, di certo non mi fermerò ai confini nazionali”. Dello stesso parere Guido Purgato, altro rappresentante-organizzatore del viaggio-studio. “Sicuramente un’esperienza che rifarei, totalmente positiva. All’ATR, ci hanno parlato anche di stage per laureandi. Svolgere il lavoro di tesi in un’azienda all’avanguardia è davvero un progetto allettante”. 
Giovanni Perillo, studente ventitreenne al secondo anno del Corso di Laurea specialistica in Ingegneria aerospaziale, ci racconta di tutto l’excursus pre-partenza. “Sono venuto a conoscenza di questo viaggio studio semplicemente dando un’occhiata agli avvisi di Facoltà, in bacheca. – dice- successivamente, mi sono accorto che l’annuncio era stato pubblicato anche sul sito della Facoltà (www.ingegneria.unina2.it). Mi è subito sembrata una bella iniziativa, quindi, dopo qualche giorno, mi sono presentato alle selezioni, che ho passato. Il 24 gennaio sono partito insieme ai miei colleghi. Le giornate, dense di visite, sono state stancanti il giusto. In definitiva, è stato un lavoro davvero costruttivo tanto che mi ha fatto venire voglia di partecipare ad altre esperienze simili. Dopo aver valutato i tempi e gli esami, sto pensando di fare domanda e partire per Monaco con il progetto Erasmus”. Nessuna difficoltà neanche per la lingua. “Il linguaggio tecnico in Inglese è facilmente comprensibile – spiega Mike Carosone, studente ventiduenne di S. Angelo in Formis – in alcuni settori, soprattutto durante la visita all’AIRBUS, siamo stati accompagnati da un traduttore mentre all’ATR, dove circa un sesto dei dipendenti è di nazionalità italiana, non c’è stato alcun problema”. Il rapporto col docente accompagnatore sembra sia andato a meraviglia. “Conoscevo già da prima il professore avendo seguito il corso di Costruzioni aeronautiche” e, parlando a nome di tutti, aggiunge: “ci siamo trovati bene con il professore anche fuori dalle mura universitarie”.
Gli studenti impegnati fino a pomeriggio inoltrato non hanno comunque perso l’occasione di girare la città e trascorrere qualche ora di divertimento. Unica pecca: la cucina francese, che non sembra essere stata gradita da tutti, e una nota di rammarico da parte della rappresentanza studenti: “Non è stato semplice organizzare il tutto, vi abbiamo dedicato tempo e impegno. Mi è sembrato, però, che il tutto sia stato sminuito dai ragazzi che hanno dato per scontata la preparazione al viaggio”.
Maddalena Esposito
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