Studenti protagonisti nella simulazione di un processo tributario

Il Dipartimento di Giurisprudenza trasformato per un giorno in un’aula di Tribunale. L’occasione: una simulazione di processo tributario cui hanno partecipato gli studenti. L’evento, che si è tenuto l’8 maggio nell’Aulario di via Perla, è stato introdotto dal prof. Lorenzo Chieffi , Direttore del Dipartimento, il quale ha spiegato il motivo dell’iniziativa che non è isolata ma si inserisce: “in un ciclo di attività che consentono di far avvicinare gli allievi all’aspetto più pratico del processo tributario. Rientra, inoltre, nel progetto in accordo con l’Agenzia delle Entrate per l’attivazione di tirocini, opportunità che, sono sicuro, i nostri ragazzi sapranno cogliere”. Gli studenti, intanto, in attesa di esporre, si sono posizionati e suddivisi tra parte ricorrente e parte resistente. È stata la prof.ssa Giovanna Petrillo, docente di Diritto tributario, a spiegare cosa avrebbero fatto: “Questa è un’iniziativa che vede i nostri studenti protagonisti, pensata unicamente per loro, un’occasione perché possano vivere un’esperienza pratica, stimolare la loro dialettica processuale e avvicinarsi a questa realtà”. Poi ha continuato: “Oggi andranno ad affrontare due casi specifi ci del processo tributario: un avviso di accertamento su IVA e un accertamento su movimenti bancari. Naturalmente, pur essendo casi differenti, hanno un denominatore comune che si può identifi care nella valorizzazione del contraddittorio (garanzia di giustizia secondo cui nessuno può subire gli effetti di una sentenza senza avere avuto la possibilità di essere parte del processo da cui questa proviene, n.d.r.)”. La parola poi è passata al Presidente del Collegio giudicante, il dott. Carmine Antonio Esposito, già Presidente della sezione Commissione Tributaria Regionale Campania (CTR) e componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria (CPGT): “Oggi non ci saranno vinti e vincitori. Questa simulazione non nasce per dare ragione o torto a qualcuno, ma per mostrare quella che è la realtà processuale, un esempio da offrire ai futuri colleghi. Intanto, un in bocca al lupo ai ragazzi”. Le vesti di giudice nella simulazione le ha indossate il dott. Vincenzo Pallonetto, già giudice tributario presso la Commissione Tributaria Provinciale (CTP) di Catania. Dopo aver preso visione dei documenti presentati ed essersi accertato della presenza delle parti, ha letto la spiegazione del caso, dopodiché i contendenti hanno deposto le loro dichiarazioni. Lo stesso è avvenuto per il secondo caso, presieduto però dal prof. Bruno Miele, del direttivo dell’Associazione Nazionale Tributaristi Italiani. L’abilità nel formulare le arringhe, la capacità di improvvisare laddove fosse necessario e la chiarezza nell’esposizione sono i motivi per cui i ragazzi si sono guadagnati i complimenti dello stesso Presidente del Collegio Giudicante. Durante l’udienza sono stati anche presentati dei documenti che non erano programmati, frutto soltanto dell’improvvisazione degli studenti, motivo di orgoglio, dunque, per i docenti che li hanno seguiti in questi tre intensi anni di studio. La simulazione non ha previsto, per ragioni di tempo, il ritiro dei giudici in camera di Consiglio, né la lettura della sentenza. Del resto, come già aveva preannunciato il dott. Esposito, l’importante della simulazione risiedeva nel far apprendere la successione delle fasi procedurali nel processo tributario, la qual cosa è riuscita brillantemente. È stato sempre il dott. Esposito a prendere la parola, dopo che lo scroscio di applausi seguito al termine della simulazione si è placato: “davvero complimenti ai ragazzi, siete stati bravissimi! Solo una precisazione in merito all’uso di termini quali ‘probabile’ ed ‘eventuale’, nel caso in cui si parli di contestazione. Voi, futuri avvocati, dovete proporre la certezza delle vostre tesi, utilizzate quindi termini che esprimano sicurezza”. Si è poi dilungato in una spiegazione esaustiva della fase processuale successiva, vale a dire il ritiro in Camera di consiglio che: “deve svolgersi esclusivamente in seduta segreta, altrimenti si sarebbe violato il principio procedurale”. La parola è passata, quindi, al dott. Miele: “anch’io rinnovo i complimenti ai ragazzi. Però preciso che quanto fatto oggi, in queste tre ore, nella realtà non sarebbe stato possibile. Da qualche decennio frequento le aule tributarie e i casi, in genere, si svolgono nel giro di qualche minuto. Per questo è molto importante che i fatti vengano esposti concisamente, precisamente ed esaustivamente”. Microfono, poi, al prof. Fabio Benincasa, docente di Diritto processuale tributario e fi nanziario: “Non posso che fare i complimenti ai ragazzi. Spero che i relatori di oggi confermino la loro presenza per l’anno prossimo, dato l’elevato interesse mostrato per questo evento. La professoressa Petrillo ed io abbiamo voluto far sperimentare ai nostri studenti quello che signifi – cherà il loro lavoro”. Il diritto tributario – aggiunge poi ad Ateneapoli – “è una materia viva, per cui abbiamo immaginato di simulare un processo per far capire agli studenti, che si sono molto impegnati, quali sono le funzioni delle parti processuali e come funziona un processo, perché crediamo che lo studio di queste materie possa consentire uno sbocco, magari anche nella Pubblica amministrazione, partecipando ai vari concorsi che annualmente vengono banditi”. A concludere la mattinata è stata la dott.ssa Myriam Clemente, Capo Uffi cio Legale e Riscossione della Direzione Regionale della Campania, che si è complimentata con gli studenti (“per la capacità di fare vostri i contenuti ed esporli in maniera così naturale; i vostri insegnanti hanno fatto veramente un ottimo lavoro”) e po si è soffermata sull’importanza del ruolo dell’Agenzia delle Entrate: “La Campania ha il più alto tasso di contenziosi, il 20% sul totale nazionale. Per questo è necessario che i casi, come diceva il dott. Miele, vengano esposti esaustivamente nel più breve tempo possibile, tuttavia con la dovuta precisione”. Soddisfatti gli studenti che hanno preso parte alla simulazione. “In tre anni di università è la prima volta che approcciamo il diritto sotto questo punto di vista. Fino ad ora abbiamo avuto un’impostazione esclusivamente teorica. Credo che sia necessario proporre queste attività pratiche, soprattutto per quello che andremo a fare una volta conseguita la laurea”, ha commentato Alessandro Gravante. Parla di “un’esperienza molto importante”, Matteo De Filippis. Poi sottolinea: “È la prima occasione di questo genere nel nostro Ateneo. Iniziative di questo tipo dovrebbero essere incoraggiate perché ci proiettano nel mondo del lavoro e ci danno la possibilità di capire effettivamente che cosa vuol dire essere un avvocato, un giudice o un funzionario dell’Agenzia delle Entrate. Abbiamo avuto pochissime diffi coltà, dal momento in cui i professori ci hanno seguiti passo passo. Teoricamente eravamo preparatissimi, mancava solo di capire nella pratica quali fossero effettivamente le fasi di un processo tributario”.
Nicola Di Nardo
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