Tanta fatica e capacità di adattamento per laurearsi in Giurisprudenza

Descrivere Giurisprudenza in poche righe è come voler riversare un litro d’acqua in una bottiglia da mezzo litro. Strabordante, confusionaria, con tempi accelerati e programmi di studio infiniti: il Corso di Laurea è davvero per spiriti forti e animi convinti. Circa 3.000 matricole l’anno, per un totale che sfiora i 20mila iscritti, la concorrenza è tanta e per le neo matricole occorre un pizzico di coraggio e un grande spirito di adattamento per frequentare il Dipartimento. Tre le sedi principali in cui si svolge la vita universitaria: Corso Umberto, via Marina e Porta di Massa. Quest’ultimo edificio accoglie i corsi del primo anno. Ed è qui che si incontreranno i primi veri disagi: la ressa fuori ai cancelli, la mancanza di un punto di ristoro all’interno del plesso, aule studio insufficienti, lunghe file. E mentre si cerca di capire come sopravvivere al primo impatto, gli esami incalzano dopo non appena tre mesi: la sessione invernale apre i battenti a gennaio. 27 sono le discipline da dover superare, più l’idoneità di lingua straniera, nel corso dei 5 anni previsti da regolamento ma che, il più delle volte, si allungano. In media sono 1.300 l’anno i laureati, circa la metà degli iscritti. Dunque, solo una piccola parte si laurea nel tempo stabilito. La maggior parte impiega dai 6 ai 9 anni, per tagliare il sospirato traguardo. Varie le cause che descrivono il ritardo. La prima: la difficoltà degli insegnamenti e la lunghezza dei programmi. Inoltre, per alcune discipline, oltre ad essere ‘usanza’ far ripetere gli esami almeno due volte durante la carriera universitaria, è impossibile rifare la prova nella stessa sessione. In questo modo, i mesi trascorrono, inseguendo date ed insegnamenti. Altri problemi: la reperibilità dei docenti a ricevimento, la difficoltà ad ottenere la tesi in materie particolarmente richieste e l’appartenenza ad una determinata cattedra. Afferire ad una cattedra anziché ad un’altra dipende dalle iniziali del proprio cognome e si rivela alcune volte determinante per la fluidità del percorso. Infatti è qui che si stabilisce il docente con cui seguire le lezioni e quindi sostenere l’esame. Una cattedra particolarmente ostica causa maggiori ritardi per le frequenti bocciature. Sei le discipline da affrontare al primo anno: Istituzioni di diritto romano, Storia del diritto romano, Diritto Costituzionale (al primo semestre); Filosofia del diritto, Storia del diritto medioevale e moderno, Diritto Privato (secondo semestre). Incontrare le prime locuzioni giuridiche, imparare il linguaggio tecnico di base, affrontare i manuali non sarà facile. Tuttavia i docenti consigliano di sostenere subito gli esami ostici: le difficoltà vanno superate di petto onde evitare il fenomeno di sudditanza psicologica che si instaura quasi sempre con queste discipline. Però, la culla del diritto partenopeo offre una preparazione eccellente che occorre bilanciare con la fatica e i sacrifici che si fanno nel proseguire gli studi. Stiamo parlando di una delle sedi più antiche e prestigiose d’Italia. Quella in cui, ricordano gli studenti con grande orgoglio, ha studiato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nonché numerosi avvocati, notai, magistrati e figure politiche del nostro Paese. Il luccichio delle personalità di spicco viene rimarcato dai dati del mercato del lavoro: gli studenti della Federico II sono i primi ad emergere nei concorsi pubblici e nell’avvio delle nuove professioni. 
I servizi su Giurisprudenza
sono a cura di  Susy Lubrano
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