Modello generalista tra tradizione e innovazione

“Continueremo a proporre un modello generalista della formazione giuridica. Il nostro Corso di studi intende forgiare un giurista duttile, che abbia approcci diversificati con le norme. Offriamo un modello metodologico che, a seconda del lavoro, i futuri professionisti sapranno orientare e far fruttare”, il Direttore di Dipartimento, Lucio De Giovanni, presenta il Corso di Laurea alle aspiranti matricole. Il modello generalista è apprezzato anche dal mondo del lavoro perché il laureato “ha competenze a largo raggio. Inoltre, chi può prevedere, fra cinque anni, cosa richiederà il mondo del lavoro? Oggi si parla di giurista d’impresa, si indirizza a questo settore, ma quanti potranno essere realmente assorbiti? Magari, in futuro, ci sarà bisogno di avvocati telematici, o di altre figure che adesso non immaginiamo. Data l’incertezza dei tempi, il nostro Corso di Laurea preferisce insegnare materie formative intoccabili”. Strizzando l’occhio ad esami complementari specifici che caratterizzano il percorso: “Negli ultimi anni, abbiamo incrementato il diritto penale, con discipline come Criminologia, Medicina Legale, Legislazione Minorile. Conserviamo la struttura tradizionale, senza dimenticarci, però, dell’innovazione”. I dati relativi al post laurea sono confortanti: “La maggior parte dei vincitori di concorsi pubblici e notarili proviene da Giurisprudenza della Federico II, un bel risultato che va sottolineato”. Eppure, la strada da percorrere non è sempre lastricata da rose e fiori. “Il problema del sovraffollamento, al primo anno, c’è e va superato. Però, chi voglia seguire ed imparare, lo fa anche in condizioni disagiate, sfruttando ciò che ha. La folla andrà via man mano, non deve spaventare”. E per avere un contatto diretto con il docente, c’è il ricevimento: “Consiglio di sfruttare quest’opportunità, avere un confronto con il proprio Maestro aiuta a liberarsi di inutili paure”. Perché riesce meglio negli studi “lo studente attivo ed interessato. I ragazzi animati da passione civile giungono prima al termine del percorso. Il diritto non è solo mera tecnica giuridica, ha una connotazione ampia e sociale”. Per questo, quando si abbina il diritto alla parola memoria, “si è completamente fuori strada. Uno studente passivo che ingurgita i manuali incontrerà maggiori difficoltà nel percorso”. A settembre (dal 22 al 26), come di consueto, il Dipartimento si preparerà ad accogliere le matricole con gli Incontri Introduttivi allo Studio del Diritto: “Presenteremo ai ragazzi la loro nuova casa e i docenti. Oggi più che mai, non si può fare solo lezione e sentirsi in pace con la coscienza. Occorre dare di più, incrementare il senso civico. Come accadeva quando io ero studente. Allora c’era una forte passione di fondo, che spingeva ad impegnarsi”. 
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