Tanti Corsi di Laurea, unico il metodo: sperimentale

La Facoltà di Scienze è una delle più grandi e articolate dell’Università Federico II. Le aree di studio sono numerose. Tuttavia il progresso ha reso più labili i confini tra le discipline puramente naturalistico-biologiche e quelle prettamente logico-matematiche. Nei corsi specialistici questa contaminazione è più evidente, ma non è raro che, già ai primi anni, si abbiano degli assaggi di concetti di bio-informatica o di fisica-medica. I laboratori sono molti e iniziano subito. Aiutano a fissare meglio i concetti incontrati a lezione ed a familiarizzare con il metodo sperimentale. Salvo eccezioni, gli studenti non ricevono una formazione estremamente professionalizzante. Apprendono un metodo di lavoro e di indagine, volto alla ricerca di soluzioni. Una formazione che è in genere agevolmente trasferibile nel mondo del lavoro e che consente  un buon inserimento in diversi campi, anche non direttamente collegati al mondo della ricerca o dell’industria. Si sta affermando, in questi anni, infatti, la presenza di laureati di Scienze presso banche e società di consulenza finanziaria. Alcuni Corsi di Laurea sono certificati, a livello nazionale o internazionale. È il caso di Chimica e Chimica Industriale, che hanno ricevuto l’Eurobachelor, una certificazione europea che attesta l’eccellenza, e di Informatica -certificazione rilasciata dal GRIN (l’Associazione Italiana dei Docenti Universitari di Informatica) che garantisce agli studenti dei livelli di qualità basati su criteri minimi garantiti-.
I TRE CORSI BIOLOGICI. La Facoltà presenta due corsi biologici di tipo generale ed uno dedicato alla biologia marina. “La differenza principale sta negli ambiti che questi Corsi approfondiscono” spiega la prof.ssa Simonetta Bartolucci, Presidente del Corso di Laurea in Biologia Generale e Applicata. Il Corso approfondisce lo studio dello sviluppo cellulare, basandosi soprattutto sulla biologia molecolare. Molecole, fecondazione assistita e nutrizione, rappresentano i filoni di maggior interesse. Laboratori di analisi, ospedali e impieghi da assistenti nutrizionisti, gli sbocchi di maggior rilievo. Scienze Biologiche, è principalmente votato allo studio dell’ecologia e della fisiopatologia. “Non viene tralasciato nessun aspetto e gli argomenti vengono poi approfonditi alla luce della modernità delle tecniche, che prevedono una base di studio molecolare”, afferma il Presidente  prof. Luciano Gaudio. I ragazzi studiano la biologia degli animali e delle piante, la loro classificazione, il loro sviluppo e l’interazione che essi hanno con l’ambiente circostante. Il laureato potrà lavorare nel campo delle analisi microbiologiche ed ecologiche, svolgere funzioni tecniche di gestione e controllo in industrie alimentari e farmaceutiche. Nel campo ambientale, esiste la possibilità di trovare impiego nelle agenzie pubbliche. Biologia delle produzioni Marine forma gli scienziati del mare. Operatori  nell’ambito del monitoraggio, della gestione e della tutela dell’ambiente marino, che curano le attività produttive marine (pesca e risorse marine in genere). Chi volesse testare la propria preparazione, può scaricare dal sito del corso di laurea, (www.produzionimarine.unina.it) un test di autovalutazione. La formazione dedica molto spazio anche ad attività di campagna. “Ne abbiamo svolto una in particolare di monitoraggio dei delfini nel CIlento” dice il prof. Gaetano Ciarcia. Questo tipo di titolo di studi offre sbocchi occupazionali in centri di acquicoltura e maricoltura, negli enti pubblici, presso le capitanerie di porto e i parchi. Molte sono le attività seminariali che si svolgono nel corso dell’anno.
DUE OPPORTUNITA’ PER CHI AMA LA CHIMICA. Chimica è un Corso essenzialmente sperimentale, il numero dei crediti di laboratorio è, infatti, elevato. Chi decide di intraprendere questi studi, deve provare interesse per la trasformazione della materia. “I nostri punti di forza sono l’ottimo rapporto numerico studenti-docenti e l’accoglienza delle nostre strutture” sostiene il prof. Marco D’Ischia.  Le possibilità di impiego sono buone; gli sbocchi più frequenti sono nei settori della ricerca, del controllo di qualità, nei laboratori di analisi, nelle industrie di ogni ordine e grado. A testimonianza di questa buona capacità di inserimento dei chimici, negli ultimi anni le immatricolazioni sono sensibilmente cresciute. Chimica Industriale si interessa di prodotti, processi e materiali per la tutela ambientale, la sicurezza e la qualità. “Lavoriamo nell’ottica di realizzare processi sempre più sostenibili per l’ambiente e la società” illustra il prof. Elio Santacesaria. Il Corso forma figure estremamente flessibili che non hanno una eccessiva specializzazione. Questa flessibilità è accentuata dalla presenza di attività di laboratorio che hanno una forte caratteristica interdisciplinare tra chimica e ingegneria chimica. Il laureato potrà agevolmente inserirsi nel mondo del lavoro svolgendo mansioni tecniche, sia in laboratori di analisi, sintesi e misure chimico-fisiche, sia nella gestione di impianti e la messa a punto di prodotti e materiali. Non esistono dati certi sull’inserimento dei laureati triennali. La stragrande maggioranza degli studenti comunque prosegue con la specialistica. “Il mondo del lavoro, non si è ancora abituato al laureato triennale. Il reale riconoscimento di questa figura dipenderà dalle richieste del mercato”.
A FISICA CHI SOGNA UN FUTURO DA RICERCATORE. A Fisica lo studio, teorico e sperimentale, spazia dalle leggi fondamentali della natura alle applicazioni di carattere più tecnologico. Chi sceglie questo campo di studi, nella maggior parte dei casi, desidera dedicarsi alla ricerca, così un elevato numero di laureati prosegue i suoi studi con il dottorato. “Non è tanto per mancanza di lavoro, quanto piuttosto perché chi si iscrive a Fisica lo fa con l’intenzione di continuare gli studi” dice il prof. Antonino Sciarrino. Per chi non desidera dedicarsi alla ricerca, le migliori possibilità di impiego sono nell’industria, nella divulgazione o nei servizi. A Napoli c’è una buona scuola di Fisica Sanitaria, una specializzazione che permette l’inserimento presso ASL, ospedali e altre strutture sanitarie.
INFORMATICA: IL MERCATO DEL LAVORO ASSORBE I LAUREATI TRIENNALI.  Informatica è uno dei corsi di studio con maggior presa sugli studenti. La formazione di base ha un grande peso in questi studi. Metà dei crediti del primo anno sono dedicati a materie non di tipo informatico. “Non basta saper fare i funambolismi con il computer, per dire di avere necessariamente una vocazione da informatico. Chi fa questa scelta, deve sapere che va incontro ad un percorso di formazione rigoroso, che gli insegnerà ad operare in un settore in rapida evoluzione”. Non è difficile impratichirsi su un dettaglio tecnico, quanto piuttosto gettare le basi di una professione in rapida evoluzione. “Insegnare ad uno studente l’ultima versione di un linguaggio di programmazione non serve se non sa, autonomamente, convertire il linguaggio che conosce, con altri che man mano prendono il passo”. Non si impara a fare siti web. “Chi si iscrive deve avere voglia di diventare progettista e gestore di sistemi complessi. Certamente sarà un programmatore, ma non potrà essere solo quello”. Per conoscere la collocazione dei laureati negli ultimi due o tre anni, il Corso di laurea ha condotto un’indagine attraverso un questionario. Si comincia con la valutazione dello stage al terzo anno, che è obbligatorio. Il 65% degli studenti ha scelto di farlo esternamente alla Facoltà e tra questi un complessivo 66% pensa che abbia arricchito la sua formazione o che abbia addirittura aggiunto elementi essenziali. Per quanto riguarda le esperienze lavorative post laurea, il 71% ha risposto positivamente. Tra questi, più della metà delle persone ha avuto le prime esperienze di lavoro nel corso dei tre mesi successivi alla laurea. “La gran parte di questi laureati ha un titolo triennale. Questo significa che da noi i laureati triennali trovano una loro collocazione” dice il prof. Adriano Peron. Il 20% trova lavoro fra i tre e i sei mesi dopo la laurea. Il 12% tra i sei e i dodici mesi.  Tra tutti coloro che, terminati gli studi, hanno trovato lavoro, il 17% lavorava già prima della laurea. Il settore lavorativo del primo impiego è di tipo privato nella grandissima maggioranza dei casi (80%). È buona anche la correlazione tra gli studi compiuti e il lavoro che si va a svolgere.
Anche Matematica consente di acquisire conoscenze integralmente trasferibili nel mondo del lavoro,  perché tutto il progresso tecnologico, scientifico e industriale si basa su competenze e applicazioni matematiche avanzate. I matematici lavorano nelle industrie ad alto potenziale tecnologico, affiancando spesso figure molto più ‘applicative’ come gli ingegneri, nella divulgazione, nell’insegnamento e sempre più spesso, in banche e assicurazioni. “In tutti gli ambiti in cui le capacità predittive sono importanti, i matematici hanno una certa possibilità di inserimento” dice il prof. Francesco De Giovanni. AMBIENTALISTI E GEOLOGI. Scienze Ambientali forma esperti nel campo della bonifica ambientale, che dovranno intervenire presso siti contaminati, o svolgere lavori nel campo delle energie alternative. Servono grandi conoscenze di Chimica e Fisica e, in generale, una solida preparazione sistematica e globale. Il Corso di Laurea triennale conta un numero di iscritti così basso da non consentire l’attivazione della relativa specialistica per cui chi avesse intenzione di continuare gli studi dovrà trasferirsi presso un’altra università o iscriversi al Master di primo livello in Monitoraggio dei Siti Inquinati. “Stiamo pensando ad una Laurea Magistrale regionale, insieme alla Seconda Università e all’Università Parthenope, ma queste cose richiedono sempre molto tempo” spiega il prof. Guido Barone. Scienze dalla Natura prepara figure in grado di governare un processo ambientale, integrando tra loro le conoscenze di figure diverse. “Un laureato ha conoscenze di biologia, di geologia ed ora anche di diritto” dice il prof. Vincenzo La Valva. Le escursioni sono un momento formativo molto importante. “Sul terreno di lavoro si fraternizza perché i disagi sono gli stessi per tutti”. La naturale collocazione di questi laureati è presso parchi naturali (il 10% del nostro territorio), enti territoriali, autorità di bacino, musei. Quella del geologo è una delle figure forse più famose e meglio definite che si conoscano, ma nel tempo gli ambiti nei quali la sua preparazione può essere impiegata sono un po’ cambiati. Accanto allo studio di suoli e vulcani, c’è anche il lavoro presso industre che compiono sondaggi minerari o si occupano dell’estrazione di idrocarburi. Nel corso della formazione le attività di campo hanno una grande importanza. “Stiamo cercando di perfezionarle, pur con tutte le difficoltà” afferma la prof.ssa Paola De Capoa presidente del corso in Scienze Geologiche. Gli iscritti a questo Corso di Laurea sono pochi e quasi tutti i laureati triennali proseguono gli studi.
Simona Pasquale
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