Tasse, 139 euro in più per una distrazione

“Se uno studente paga in ritardo una tassa universitaria, non è più uno studente meritevole?”. A chiederselo, un laureando della Facoltà di Lettere alla Federico II, che, per aver dimenticato di versare la tassa regionale, si è visto recapitare a casa il bollettino della seconda rata maggiorato della quota che generalmente risparmiava per i suoi meriti di studio.
Lorenzo Caputo è uno studente di Lettere Moderne cui manca solo la tesi per laurearsi. “Non mi arrivava il  bollettino per la seconda rata – racconta il ragazzo – Così mi sono recato in Segreteria per chiedere spiegazioni ed ho scoperto di non aver pagato la tassa regionale”. Una dimenticanza che a Lorenzo è costata 52 euro di mora (“per me giustissima”, afferma lo studente); più 11 euro di marca da bollo, “perché quando si è arretrati nei pagamenti, bisogna inoltrare una domanda al Magnifico Rettore affinché si possa restare in corso all’Università. Mi chiedo: è proprio necessaria farla in carta bollata?”; più 77 euro, “vale a dire la parte che risparmiavo ogni anno come studente meritevole; ho dovuto pagare, infatti, una seconda rata non più da 200 euro ma da 270”. Complessivamente, 139 euro aggiuntivi “per una maledetta distrazione”. 
Lorenzo ne fa una questione di principio, piuttosto che un problema economico. “Quale è il nesso tra ritardare un pagamento e l’essere uno studente meritevole? – s’interroga il ragazzo con stupore e rabbia – Cosa c’entra la disattenzione di un ritardato pagamento con la media voto ottenuta con anni e anni di sacrifici? Anche il sistema universitario si appresta a diventare una macchina per far soldi?”. 
Lorenzo, allora, ha protestato, inviando una e-mail dai toni aspri all’Ufficio per il Miglioramento dei servizi agli studenti della Federico II. Secca la risposta: “Come riportato sulla Guida dello studente, lo studente in difetto con i versamenti delle tasse universitarie decade dalla prerogativa di meritevole”. 
Lorenzo, così, decide di saldare il conto con l’Università. “Devo discutere solo la tesi, non mi va di fare altra confusione. Certo è che questo regolamento è da cambiare perché palesemente irrazionale”.
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