Tifo da stadio per Alessandro Siani alla Facoltà di Ingegneria

Caricaturista, plateale, eccessivo, guascone e un po’ scugnizzo. Ma soprattutto spontaneo. Alessandro Siani – comico televisivo cresciuto nelle reti private napoletane e da qualche anno approdato alla tv di Stato in trasmissioni di successo come “Bulldozer” (Rai 2) e “Domenica in” (Rai 1) – è così. Una macchietta coinvolgente che si segue per la sua comicità genuina, schietta, mai scontata. Siani si è esibito in uno show dal vivo proposto – lo scorso 19 maggio – da Ateneapoli in collaborazione con Tunnel Cabaret alle centinaia di studenti stipati nell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria di piazzale Tecchio. 
All’urlo di “’A Panicùù!”, è giunto all’Università il coatto più famoso d’Italia sul motorino più veloce del mondo. Il “Tatore” dei tempi di “Telegaribaldi” ha travolto la platea di studenti e docenti sfoderando una vis comica irresistibile. Alessandro Siani, uno spettacolo nello spettacolo; un comico in gran spolvero lanciatosi in improvvisazioni continue, sotto gli occhi vigili del suo autore di sempre, Francesco Albanese, compagno decennale nel mare magnum della comicità. “Uagliù, addò si trova Roccaraso?”, esordisce sulla pedana rialzata dell’aula “Leopoldo Massimilla”; e prontamente i ragazzi rispondono: “‘Ncoppa ‘a neve”, dimostrando di conoscere ed amare profondamente il personaggio. 
“Siamo al ventunesimo anno di pubblicazioni – dichiara al microfono Paolo Iannotti, direttore del quindicinale universitario e moderatore dell’happening – Con questa manifestazione proviamo a dare respiro agli studenti soffocati dai ritmi un po’ folli della riforma universitaria”. Lo spettacolo è stato trasmesso in web-conference in tutte le tredici Facoltà dell’Ateneo Federico II, “servizio reso disponibile grazie all’intervento del prof. Angelo Chianese”, precisa Iannotti. Chianese, una bella barba bianca folta, stimola la battuta di Siani: “il professore, per la fretta di arrivare all’Università, oggi ha dimenticato di togliersi la schiuma dalla faccia”. Angelo Chianese sorride: “spero che queste occasioni si possano ripetere più spesso, perché l’Università deve essere anche svago”.
Jeans, maglietta rossa, scarpette da ginnastica, Siani ha dimostrato subito di trovarsi a suo agio tra gli studenti. “Sono stato anch’io all’Università – racconta stravaccato su una sedia al centro del palco, mimica facciale da simpatica canaglia, vezzi da bulletto mai domo – Mi ero iscritto a Scienze Politiche…per non partire militare. Una volta ho rifiutato un 28: avevo tutti 18 e m’inguaiava la media!”. Lui che ha una sorella “laureata e per giunta con 110 e lode”.  “È la pecora nera della famiglia”, aggiunge sghignazzando. È dura studiare oggi all’Università, gli fa notare il direttore Iannotti. Per via dei ritmi impossibili imposti dalla riforma. E dei costi, diventati esorbitanti. “2 euro e mezzo la mensa, 2 euro il parcheggio, e i libri, le tasse, la casa… Insomma, quando uno si laurea, poi diventa un socio dell’Università?”, si domanda Siani. Applausi a scena aperta del pubblico.
Uno spettacolo, quello alla Facoltà di Ingegneria, che Siani ha condotto interamente a braccio, duettando più volte con il pubblico. “Uagliù, come sei colorato! – dice rivolgendosi ad uno studente – Maglietta blu, pantalone arancione, scarpe gialle: ma se n’è andata via la luce quando ti sei vestito?”. Deliziosi i suoi cavalli di battaglia. “Vogliamo parlare dei trasporti? Il problema di Napoli è il traffico. Un giorno ero imbottigliato in auto a via Marina. Affianco c’era un signore anziano. Gli ho chiesto: ‘È da molto che state qui?’. E lui: ‘So’ partito che ero guaglione!’”. E ancora: “a Napoli ci sono cantieri ovunque per la metropolitana. Stanno scavando da cinquant’anni. Mi chiedo: ma stanno facendo la metropolitana o la stanno cercando?”. Una chicca sui parcheggiatori. “Entro nella mia auto ferma in sosta. Si avvicina il parcheggiatore abusivo che mi chiede: ‘Qualcosa a piacere vostro’. Ed io: ‘Qualcosa a piacere? Il piacere mio è che tu stia bene in salute”.
Schietto, verace, istrionico, ammette: “la fortuna del mio successo sta nel fatto di essere napoletano. Perché noi napoletani abbiamo una qualità rara: la spontaneità. Mi piace improvvisare. Nel mio ultimo dvd c’era il pezzo de ‘L’ultima cena’ che doveva durare solo due minuti, invece è andato avanti per dieci”. Rivolgendosi al pubblico, confessa: “mi sento uno di voi. I personaggi che metto in scena sono presi dalla realtà, senza mai usare malizia. Non prendo in giro nessuno, non con cattiveria. Mi diverto, ci divertiamo insieme. Mi emoziono, ci emozioniamo insieme”. Già, ma come si nasce cabarettista? “Dopo nove mesi”. Ovvio, no? 
Il pubblico lo incalza. Vuole conoscere qualcosa di più del Siani uomo. La gavetta, per esempio: quanta gavetta ha fatto Alessandro Siani? “Tanta, un gavettone!”, dice scherzando. Che poi si fa serio: “alla fine del mio spettacolo ‘Tutti bravi’ una persona mi disse: ‘Dopo vent’anni credo si possa fare un film con un comico napoletano. Quella persona era il produttore di Massimo Troisi”. Un bell’augurio, certo, ma anche una grande responsabilità. Che impone una riflessione: riuscirà Siani ad esportare la sua scoppiettante comicità partenopea fuori dai confini regionali?   
Paola Mantovano
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