Tirocinio per l’accesso alla professione forense: quando parte?

Carta recita: a seguito della stipula della Convenzione Quadro tra CNF (Consiglio Nazionale Forense) e la Conferenza dei Presidi e Direttori delle Facoltà, Dipartimenti e Scuole di Giurisprudenza, il Corso di Laurea anticipa di un semestre il tirocinio per l’accesso alla professione forense in costanza dell’ultimo anno del Corso di Laurea. Dunque il nuovo Regolamento Didattico al Dipartimento federiciano ha previsto lo spostamento di alcuni insegnamenti (Diritto dell’Unione Europea dal V al III anno, Scienza delle finanze dal III al II anno ponendolo in alternativa a Diritto finanziario – tributario), l’introduzione di un quarto insegnamento a scelta da 6 crediti al V anno e l’attribuzione di 2 crediti in più alla prova finale. Scritto nero su bianco ed approvato in via definitiva lo scorso settembre, sicché gli studenti da marzo potranno finalmente iniziare la pratica. O forse no… “Siamo alle solite – racconta un gruppo di laureandi che preferisce restare nell’anonimato – Questa convenzione resterà un inutile pezzo di carta fino a quando non verrà resa operativa. All’Università di Salerno è già partita, alla Federico II restiamo a guardare. Anche chi è in regola con gli esami e potrebbe anticipare il praticantato”. La pratica forense da svolgere durante il percorso di studi ha durata di 18 mesi: “Iniziando il tirocinio a marzo, o al massimo ad aprile, chi si laurea il prossimo anno potrà sostenere già a dicembre 2020 l’esame per diventare avvocato. Lo scopo di anticipare il tirocinio è proprio quello di permettere ai laureandi di sostenere quanto prima la prova per agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro. Se la convenzione non sarà resa operativa entro aprile, noi laureandi 2019 butteremo al vento un altro anno”. 
Questa secondo gli studenti sarebbe l’ennesima ingiustizia subita dall’Ordinamento Didattico: “Hanno soppresso l’appello di marzo senza tenere conto dei laureandi costretti a pagare una tassa in più, anche per un singolo esame. Inoltre, il nuovo regolamento prevede un massimo di 8 punti in seduta di laurea”. Fino a qualche mese fa era possibile, in particolari casi di merito, attribuire fino ad un massimo di 11 punti. “La limitazione è un danno se si pensa che negli anni passati ottenendo 9 punti si poteva raggiungere la soglia del 105, al di sotto della quale è preclusa la possibilità di accedere a Master, tirocini e alcuni importanti concorsi”. 
Gli studenti non sentendosi tutelati hanno chiesto di far arrivare il loro dissenso, attraverso le pagine del nostro giornale, ai loro rappresentanti “che non hanno ancora risposto alle nostre domande, eppure dovrebbero essere i primi a manifestare le nostre perplessità a chi di dovere. Il Dipartimento ci sta penalizzando in tutti i modi, la Convenzione è un riscatto per chi passa anni a studiare esami difficili, a volte ripetendoli. Chiediamo che ci venga data la possibilità di anticipare il Praticantato così come stabilito dal Regolamento”. 
Risponde agli studenti Renato Onorato, presidente del Parlamentino studentesco: “Siamo a conoscenza dei disagi che stanno vivendo gli studenti, lavoriamo affinché si renda completamente operativo il Regolamento. Purtroppo la parte relativa alla pratica forense dovrebbe entrare in vigore da maggio, così è stato stabilito”. Maggio è una certezza o una data illusoria? “La certezza non c’è – dichiara Onorato – noi stiamo facendo il possibile per  ottenere qualcosa entro giugno. Durante il prossimo Consiglio di Dipartimento faremo ancora presente la questione. In Direzione c’è comunque tutta la volontà nell’avviare quanto prima la pratica”. Di questo passo si arriverà al prossimo anno accademico? “Assolutamente no, da maggio sarà possibile sostenere Diritto Tributario al posto di Scienza delle Finanze, da questo primo cambiamento partirà il resto a seguire”. 
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