Tre mesi in Giappone per un laureando del Corso in Scienze dell’Amministrazione

Tre mesi in Giappone, all’Università Kwansei Gakuin di Osaka, per un laureando del Corso di Laurea in Scienze dell’Amministrazione, che afferisce alla Facoltà di Scienze Politiche. Si chiama Massimiliano Porto, sta preparando una tesi in Economia internazionale con la prof.ssa Franca Meloni e partirà il 31 marzo. L’argomento della sua prova finale: i rapporti commerciali tra l’Europa e il paese del Sol Levante. Un tema di particolare attualità in questa fase di difficile congiuntura economica, mentre l’economia giapponese vive una fase di grave recessione e quella del Vecchio Continente non se la passa meglio. 
Il primo mese Porto soggiornerà ad Osaka grazie ad una borsa da 1500 euro, che gli è stata concessa attingendo ai fondi straordinari che il Ministero dell’Università ha destinato nel 2008 proprio a questo genere di progetti. La restante parte della permanenza in Giappone sarà a spese del laureando. Porto ha iniziato a studiare giapponese da quando aveva sedici anni ed attualmente pratica con buona disinvoltura la lingua nipponica. 
“L’iniziativa”, riferisce il prof. Carlo Amatucci, Presidente del Consiglio di Corso di laurea in Scienze dell’Amministrazione, “rientra nel protocollo di intesa che abbiamo stipulato con i colleghi giapponesi. Quel documento ha già consentito ad una nostra dottoranda, Gianna Tarquini, di approfondire la sua preparazione all’università Kwansei Gakuin. E’ partita lo scorso autunno, a novembre, e si è perfezionata nello studio dell’inglese dei videogiochi. Anche la dottoressa Tarquini ha fruito di un contributo per il soggiorno in Giappone, sempre su fondi ministeriali, di circa 1500 euro”. 
Dal Giappone alla Corte dei Conti. Amatucci ha chiesto ad uno dei Magistrati contabili di seguire gli studenti del Corso di Laurea Magistrale, per consentire loro di conoscere al meglio i meccanismi di funzionamento di questo fondamentale organo dello Stato. “Dal prossimo anno”, dice, “assisteranno a qualche udienza, visiteranno la sede della Corte, seguiranno seminari o interventi del giudice di buona volontà che mi ha assicurato la sua disponibilità”. Amatucci punta molto su questo rapporto. “Reputo che sia essenziale, per un Corso di Laurea in Scienze dell’amministrazione, instaurare una relazione diretta con la Corte dei Conti. Noi formiamo i futuri quadri della Pubblica Amministrazione, i quali non possono non porsi problemi di controllo della spesa. D’altronde, la recentissima relazione del Procuratore generale Arturo Martucci di Scarfizzi, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha posto senza mezzi termini la questione degli sprechi e delle inefficienze, quando non delle illegalità ancora imperanti nella macchina amministrativa. Se il Consiglio di Corso di Laurea approverà la mia proposta, dunque, prima dell’estate prevedo che sarà sottoscritto il protocollo con la magistratura contabile”.
Novità anche per quanto concerne l’efficienza amministrativa. Quattro ricercatori, infatti, stanno per affiancarsi ai docenti incaricati di esaminare le pratiche studentesche. Queste ultime sono un centinaio almeno l’anno. Gli iscritti a volte si lamentano perché trascorre troppo tempo tra la fase in cui presentano la richiesta e quella in cui ottengono il responso. “Con l’aiuto dei ricercatori”, dice il professore Amatucci, “dovremmo ovviare a questo inconveniente. L’obiettivo è un calendario puntuale, che stabilisca quando si devono presentare le domande ed entro quanto il Consiglio di Corso è tenuto a fornire le risposte. Quel che suscita a volte più apprensione, tra gli studenti, è l’indeterminatezza”. 
Si lavora, intanto, per stabilire quale sarà l’offerta didattica nel prossimo anno accademico. Non ci saranno novità sostanziali. Qualche ritocco, però, potrebbe essere introdotto. “In particolare”, riferisce il professore “nel piano di studio giuridico–amministrativo proporrò di restringere a due esami la scelta tra Diritto commerciale, Teoria generale del diritto, Diritto dei mezzi di comunicazione”. Dovrebbe essere depennato quest’ultimo.     
Fabrizio Geremicca
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