Triassi si candida alla Presidenza della Scuola di Medicina e Chirurgia

Il futuro del Dipartimento di Sanità pubblica è in una sigla, CIRMIS, e in un luogo nero come la cronaca che lo racconta, la Terra dei fuochi. Il recente passato, invece, parla di un incremento delle collaborazioni con gli attori esterni all’Università e di una crescita dell’organico. Si muove tra bilanci, prospettive e sogni il discorso della prof.ssa Maria Triassi, già Direttrice del Dipartimento (oggi è vice del prof. Giancarlo Troncone), che strizza l’occhio alla Presidenza della Scuola di Medicina e Chirurgia in vista del post Luigi Califano. La candidatura è stata annunciata in una lettera rivolta ai colleghi che, quando i tempi saranno più maturi, sarà seguita da un programma più dettagliato. Tornando al presente, il lavoro del Dipartimento mira a riunire sempre di più sotto lo stesso tetto medici e ingegneri. Una convivenza che in questi mesi è caldeggiata parecchio dalle parti del Policlinico collinare. La strada intrapresa dal Dipartimento è una formalizzazione della sinergia con la nascita di una struttura dedicata, il Centro Interdipartimentale di Management Sanitario e innovazione in Sanità che vedrebbe a braccetto il Dipartimento di Sanità pubblica e il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione: “l’obiettivo è favorire la collaborazione tra l’area della sanità pubblica e della medicina preventiva e le tecnologie ingegneristiche applicate alla Sanità. Con gli ingegneri c’è già un confronto per le realtà aumentate, per la cura e per la prevenzione delle malattie croniche. Speriamo di incrementarlo ancora di più, andando verso la realizzazione di una laurea che unisca Medicina e Ingegneria, un progetto che dovrà essere realizzato”. La palla ora passa al Consiglio di Amministrazione che dovrà decidere se approvare o meno la proposta ricevuta. Più avanzato, invece, il discorso in essere con la Regione Campania che ha chiamato a raccolta i professionisti del Policlinico per monitorare la Terra dei fuochi, l’area tra Napoli e Caserta avvelenata da rifiuti tossici e speciali: “si tratta di una grossa collaborazione per la valutazione dello stato di salute delle acque del territorio. Il lavoro comincerà tra dicembre e l’inizio del 2020. I dettagli sono ancora da definire, ma il Dipartimento parteciperà ai lavori. In questa iniziativa saranno coinvolte anche didattica e ricerca”. Si arricchisce quindi la voce ‘servizi all’esterno’, già cresciuta nel corso dell’anno che volge al termine: “abbiamo incrementato le collaborazioni con le ASL e con le aziende di trasporto per la valutazione dello stato di salute dei lavoratori”. A crescere è pure la rosa di professionisti all’interno del Dipartimento. I numeri del 2019 parlano di “quattro ricercatori di tipo B e due di tipo A, due professori associati e due ordinari. C’è stato un buon reclutamento, molto qualitativo, che ha coinvolto anche vincitori esterni all’Ateneo”. Il bilancio di fine anno, insomma, “è positivo. Il Dipartimento ha continuato a crescere da un punto di vista scientifico e come attività di servizi rivolti all’esterno. Inoltre, c’è stata una sinergia perfetta tra me, vicedirettore, e il direttore Giancarlo Troncone”. 
Ciro Baldini
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