Turismo, tre neo laureati borsisti per il progetto Monitur

Un progetto nato anche grazie al contributo di alcuni neo laureati, che adesso potranno contare su una borsa di studio di cinque mesi.  Si chiama MONITUR (MONitoraggio e analisi statistica dei dati sul TURismo e sulla fruizione dei beni culturali), è sviluppato dal gruppo STAD (Statistica Tecnologia Analisi dei Dati) del Dipartimento di Matematica e Statistica e si basa su una piattaforma informatica nella quale le strutture alberghiere possono inserire i dati relativi alle presenze turistiche. “Questo progetto consente di lavorare con un’istituzione per superare gli ostacoli e intervenire sulle situazioni più problematiche”, spiega Giancarlo Gargiulo, docente di Spagnolo. Gli albergatori inseriscono i dati nella piattaforma che restituisce i dati aggregati divisi per categoria, area o intero territorio regionale, permettendo al singolo operatore di confrontare la propria situazione e quella di altre strutture. L’unità di misura sono le camere ‘vendute’ diverse da quelle ‘occupate’. Il campione attualmente comprende il 50% circa delle camere disponibili a Napoli e nelle immediate vicinanze. “Abbiamo due obiettivi fondamentali. Uno, a breve termine, che è l’adesione totale del campione, perché questo è un servizio dell’università completamente gratuito. L’altro, che è invece di lunga durata, è quello di riuscire a costruire delle serie storiche, che ci permettano di studiare l’andamento nel corso del tempo”, aggiunge il dott. Massimo Aria. 
La parola ai neo laureati borsisti.
Susi Iazzetta, 25 anni, abita a Casavatore, si è laureata ad ottobre in Progettazione e Gestione dei Sistemi Turistici, svolgendo una tesi in Statistica con la prof.ssa Siciliano. Ha da sempre il pallino del turismo. “Da piccola sognavo di aprire un’agenzia di viaggio, ma crescendo mi è nato l’interesse per Napoli che ha tanto da dare, ma si conosce ancora poco. Questo progetto mi affascina perché fa conoscere la cultura e la bellezza della nostra città”. Per la sua tesi di laurea ha svolto una ricerca di mercato sulle crescenti presenze in Campania di turisti russi ed olandesi. “Sono due pubblici diversi. Il primo è interessato al lusso e allo sfarzo, il secondo ama invece la natura e la cultura”. La ricerca si è svolta tra Capri, il Sannio e l’Irpinia. “È stato difficile contattare le strutture, soprattutto perché, per ora, gli unici dati facilmente reperibili sono quelli sul pubblico russo, i turisti olandesi sono invece ancora nuovi in Campania”. Lo scopo finale del lavoro era quello di fornire una corretta analisi, funzionale a delle adeguate strategie di marketing. “In futuro spero di poter occuparmi di marketing territoriale, visto che già ora collaboro con un’associazione che si occupa di questo”.
“Mi sono dedicata a questo progetto sin da quando è nato, ad aprile, poco dopo la mia laurea”, racconta Giusi Raia, venticinque anni, che vive a Somma Vesuviana dove produce il ‘catalanesco’, un vino bianco autoctono. Ha svolto una tesi in Statistica basata su una ricerca di mercato dedicata agli agriturismo a Napoli e provincia “un fenomeno piuttosto esteso in provincia, soprattutto nell’area flegrea, in quella vesuviana e nella penisola sorrentina”. Le potenzialità del settore sono molte ma il suo essere legato all’agricoltura, e alle attività rurali in generale, rende critici i rapporti con tutto il resto del settore turistico. “Anche in termini di legge è difficile conciliare in modo più preciso i ruoli che i due settori hanno, eppure si tratta di un servizio molto richiesto”. Della Statistica le piace “la possibilità di indagare i fenomeni da un altro punto di vista”. 
“Ho scelto questi studi perché conciliavano la mia passione sia per gli argomenti scientifici che umanistici”, spiega Luigi Pesce, ex rappresentante degli studenti, 26 anni, di San Giuseppe Vesuviano, una passione per i libri di Storia. Si è laureato a marzo con una tesi in Sociologia “con il prof. Sibilio sulla rivalutazione del Parco dei Monti Lattari. Sono andato in giro per i comuni della zona somministrando questionari agli abitanti, per comprenderne la loro percezione. Le risposte sono state in generale positive. In molti considerano il Parco un’occasione per depressurizzare le coste a favore di zone con bellezze non trascurabili”. Anche lui ha aderito al progetto sin dall’inizio, poche settimane dopo la discussione della tesi. Ha già diverse esperienze lavorative alle spalle, iniziate prima di conseguire la laurea triennale, dall’accoglienza di un albergo romano, come guida in una casa-museo di New York, presso un’agenzia di viaggio come promotore di pacchetti vacanze. In futuro spera di lavorare in azienda e di “spostarmi in giro”.
Simona Pasquale
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