Un Consiglio poco produttivo

Poco o per nulla produttivo. Questo il laconico commento sull’operato del Consiglio degli Studenti della Federico II dalla gran parte dei suoi membri. A un anno e mezzo dal suo insediamento, il Parlamentino studentesco, che è organo di consulenza del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, raccoglie critiche trasversali. Troppi personalismi, beghe politiche, convocazioni ridotte, scarsa voglia di lavorare, una leadership poco incisiva sono i principali capi d’accusa rivolti sia dagli esponenti della maggioranza che dai gruppi all’opposizione. “Non ho avuto collaborazione dai colleghi – si schermisce il presidente, Valter Corrado, che precisa – Malgrado il modesto impegno di tanti studenti, il Consiglio ha già raggiunto molti degli obiettivi da me annunciati in campagna elettorale”.
A pensare che c’erano tutti i numeri affinché il Consiglio potesse funzionare al meglio: una maggioranza piena (21 seggi andati a Confederazione sui 41 disponibili), nuove leve con entusiasmo da vendere, l’esperienza della vecchia guardia, un Rettore aperto al dialogo. Una storia, invece, quella del Parlamentino studentesco, colorata da vicende personali, ripicche e polemiche sin dai primi giorni del suo insediamento, avvenuto il 27 gennaio 2005: dalla fuoriuscita dei quattro esponenti di Biologi Domani da Confederazione (avvenuta prima ancora che l’assise entrasse in carica), alla necessità di un’alleanza con la Sinistra Universitaria, naufragata alla fine del 2005, alle dispute per l’assegnazione delle presidenze delle varie commissioni. Quindi, la ciliegina sulla torta, i fattacci dello scorso ottobre, tra cui la contestatissima elezione di Daniele Russo al Consiglio d’Amministrazione, avvenuta, a detta di molti, in aperta violazione dello Statuto del CdiS, e i veleni della Notte Bianca, con l’Unione degli Universitari a rivendicare una gestione antidemocratica dell’evento, affidato ad una singola associazione con l’esclusione di tutte le altre. “Da quel momento in poi – ricorda Pietro Leone, membro all’opposizione di Universo Studenti  – c’è stato un’impasse totale del Consiglio. I colleghi si sono occupati più di sterili polemiche che di lavorare per il bene degli studenti”.  
A reggere adesso il Parlamentino ci pensa la Confederazione da sola, grazie anche all’appoggio di qualche fuoriuscito da altre compagini. Un Consiglio che ha una fisionomia diversa rispetto a un anno e mezzo fa, vuoi anche per gli abbandoni forzati di alcuni suoi membri, laureatisi nel corso di questi mesi (Pierino Di Silverio, Giancarlo Argo, Ninni Raiola). La musica, però, non è cambiata. “I malintesi continuano – denuncia Rosario D’Angelo di Compagni di Viaggio, gruppo di sinistra un tempo alleato di Confederazione – Il punto è che abbiamo idee comuni, ma tendiamo a realizzarle in maniera diversa”. Secondo Michele Langella, collega di lista e consigliere d’amministrazione, “non c’è voglia di far lavorare il Consiglio. L’ho detto più volte anche durante le riunioni. Quanto a Confederazione, fa ben pesare la sua maggioranza…”. 
“Avanti per inerzia”
Per Chiara Pandelli, all’opposizione con la lista Biologi Domani, “in Consiglio le cose vanno avanti per inerzia. E ciò accade per l’assenteismo dei colleghi e per l’organizzazione un po’ deficitaria”. A denti stretti anche Teresa Catapano, rappresentante in Consiglio di Amministrazione ed esponente di U-link, l’unica lista a raccogliere membri di Confederazione e Sinistra Universitaria, conferma le difficoltà della consiliatura: “Ci sono stati incomprensioni di natura politica. D’altra parte, ognuno ha le sue idee e la sfortuna di quest’assise è stata quella di essere composta da personalità molto forti e determinate. In ogni caso, credo che le commissioni abbiano prodotto numerosi progetti”. Dal canto suo, Emmanuele De Angelis, all’opposizione col Lrs e senatore accademico, fa autocritica: “Si è fatto poco, il Consiglio è stato molto lento, colpa anche nostra e del poco impegno profuso. Speriamo che nel rush di fine legislatura si concretizzi qualcosa in più”.
Quattro commissioni permanenti (Didattica, Statuto e regolamento, Diritto allo studio, Spazi e strutture) ed altre create ad hoc per casi speciali (quelle dedicate alla disabilità, alle rappresentanze in seno ai Consigli di Corso di Laurea, al Coinor): sulla carta, l’organizzazione del Consiglio avrebbe dovuto promettere scintille. Così non è stato. Tant’è che un rappresentante del raggruppamento apartitico Veterinaria in Movimento, Alessandro Parlato, nel dicembre 2005 ha perfino meditato di dimettersi, salvo poi ritirare la sua decisione dopo un fruttuoso colloquio col Rettore Trombetti. “Durante la sua legislatura  – dichiara lo studente – il Parlamentino si è caratterizzato per le troppe controversie personali, tante piccole manie di protagonismo, inutili giochi partitici che non hanno permesso di affrontare le problematiche studentesche per cui siamo stati eletti”. Un’impennata d’orgoglio, però, ha portato Alessandro a proseguire la sua missione nella commissione Spazi e strutture del CdiS. “Ci tenevo troppo a realizzare il mio progetto, il bike-sharing, un sistema di prestito di biciclette agli studenti che devono spostarsi da una Facoltà all’altra del centro storico”. Secondo lo studente, però, la sua è stata “l’unica commissione del Consiglio che si è riunita e che ha lavorato alacremente”. Dello stesso avviso il presidente di quella commissione, Giosuè Scognamiglio, esponente di Confederazione, che illustra le tante attività compiute. “Abbiamo chiesto che le future costruzioni e ristrutturazioni di edifici della Federico II siano realizzate tenendo presente l’impatto ambientale e la possibilità di sfruttare fonti di energia alternativa. Al Senato Accademico, inoltre, abbiamo avanzato l’istanza di destinare gli spazi confiscati alla camorra agli studenti per edificare nuove residenze o nuovi laboratori”. 
A difendere a spada tratta l’operato del Consiglio ci pensa Rosario Pugliese, al suo secondo mandato nel Parlamentino e senatore accademico di Confederazione. A titolo esemplificativo, cita i risultati raggiunti nella commissione Disabilità, da lui presieduta: “Abbiamo riproposto i progetti civili per l’accompagnamento dei disabili nelle Facoltà; a breve, poi, ci sarà una mostra sull’accettazione della disabilità”. Pugliese si è anche battuto per la questione delle tasse. “La Guida dello Studente – riferisce – non segnala che l’accreditamento della valuta relativa al pagamento delle tasse attraverso internet avviene con due giorni di ritardo. Pertanto, chi si riduce all’ultimo giorno incappa nella mora. La nostra proposta è duplice: inserire la notizia nella Guida oppure, meglio ancora, fare in modo che faccia fede il giorno della transazione e non quello della valuta”. Pugliese, insomma, stila un bilancio positivo di questa consiliatura, “sebbene paghiamo lo scotto di quei sei mesi iniziali durante cui qualcuno esterno al Parlamentino (lo studente Antonio Arcuri, ex membro di Confederazione, ndr) ha cercato di mettere in crisi la maggioranza”. 
La difesa di Corrado
Giudizio altrettanto positivo quello del presidente del CdiS, Valter Corrado, secondo cui “si sono prodotte iniziative su ognuno degli obiettivi annunciati nel mio discorso di insediamento. A proposito del monitoraggio della riforma, abbiamo ottenuto l’adeguamento dei programmi di esame, un numero maggiore di appelli, l’imposizione dell’obbligo di frequenza solo per le attività pratiche e di laboratorio. Quanto al capitolo tasse, stiamo riflettendo su di un sistema di tassazione che introduca fasce intermedie. Tanto, tantissimo, inoltre, è stato fatto nell’ambito della disabilità, dallo Sportello S all’accoglienza di studenti Erasmus diversamente abili. Altrettanto nutrite le iniziative realizzate per i giovani, dalla Notte Bianca ai convegni, all’evento di One book one community. Presto, infine, ci sarà un link sul sito della Federico II dove gli studenti potranno aggiornarsi su tutte le attività del Consiglio”. Unico punto programmatico non andato a buon fine è l’aumento delle collaborazioni studentesche part-time, “ma quello non dipende da noi – puntualizza Corrado – ma dai tagli ministeriali alle università”.
Il Presidente, insomma, getta acqua su fuoco e si difende così dal tiro incrociato dei colleghi: “Non è vero che il Consiglio si è riunito poche volte, tant’è che abbiamo già superato di un incontro i dodici previsti dal regolamento. Il punto è che non si può convocare un’assise se gli studenti non hanno argomenti da mettere all’ordine del giorno…”. Corrado respinge anche le critiche alla sua personale gestione del Parlamentino: “Non è facile coordinare 40 persone, soprattutto quando qualcuno ha poca voglia di lavorare”. Lo studente, inoltre, rifiuta la definizione di un Consiglio in difficoltà. Piuttosto parla di “momenti in cui c’è stata scarsa collaborazione”. A salire sul banco degli imputati sono state, per il Presidente, le molteplici competizioni elettorali nazionali occorse durante il suo mandato. “Diversi membri del Consiglio sono stati occupati nelle consultazioni delle europee, delle politiche e delle amministrative. Impegni a latere, però, non giustificano le loro inadempienze. È giunta pertanto l’ora di rimboccarsi le maniche e darsi da fare sul serio. Ove possibile, riproporremo i tre giorni consecutivi di Consiglio come già accaduto questo maggio. Abbiamo ancora del lavoro da portare a termine, come il problema delle elezioni delle rappresentanze studentesche nei consigli di corso di laurea. Insomma, gli studenti possono essere certi di una cosa: resterò propositivo fino all’ultimo giorno di vita di questo Parlamentino”.
Paola Mantovano
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