Un telefono per 400… guasto!

“Io non lo so come sia possibile. Abbiamo un solo telefono pubblico in tutto il Dipartimento di Fisica ed è anche guasto da mesi. Non si riesce  a convincere la Telecom ad aggiustarlo. Noi professori abbiamo i telefoni degli studi, ma i ragazzi come fanno se devono fare una telefonata urgente? E’ vero che ci sono i telefonini, ma non è detto che debbano averlo tutti e, soprattutto, il  costo delle telefonate è molto più alto. In Dipartimento siamo 400; di telefoni pubblici ne occorrerebbero almeno due. Ne abbiamo uno ed è pure rotto! Provo a chiamare alla Telecom, ma mi risponde sempre una voce preregistrata, che mi toglie anche il piacere di arrabbiarmi”. Il Presidente di Corso di Laurea Alberto Simoni sottolinea un problema che potrà anche apparire di minore importanza, ma che comunque rientra nell’ambito delle disfunzioni che impediscono la piena vivibilità di Monte Sant’Angelo. Quelle, per intendersi, che hanno indotto gli studenti ad occupare un paio di mesi fa un’aula del Dipartimento. L’hanno liberata da qualche settimana, anche a seguito della disponibilità del Dipartimento, che la mette a loro disposizione salvo necessità diverse, legate per esempio alle riunioni del Consiglio di Corso di Laurea o del Dipartimento. “Direi che la coabitazione tra noi ed i ragazzi prosegue nel migliore dei modi, -sottolinea Simoni-. Utilizzano lo spazio per studiare e per incontrarsi, tra l’una e l’altra lezione, ma lo mantengono in ottimo stato”. Restano sul tappeto i problemi di vivibilità, sui quali docenti e studenti attendono risposte da parte del Polo. Per sollecitare attenzione gli studenti hanno nei giorni scorsi innalzato uno striscione dipinto  con lo spray all’ingresso del Dipartimento.
Sul versante istituzionale quella che scherzosamente è stata definita la Commissione dei Saggi -ne fanno parte il direttore del Dipartimento di Fisica Leopoldo Milano, Simoni e Giuseppe Iadonisi- ha elaborato una proposta relativa al triennio della laurea di primo livello. Non è un mistero che i fisici sono tra i sostenitori meno entusiasti di una riforma che penalizza la formazione di base e a taluni pare troppo orientata sulle esigenze del mercato del lavoro, sempre mutevoli e difficilmente prevedibili. In ogni caso, ad un documento bisognava pur arrivare ed i fisici lo hanno fatto. “E’ un compromesso, -spiega Simoni-. Si prende atto di quello che si può fare. Adesso le caselle – ovvero i nomi delle discipline – vanno riempite di contenuti, di programmi”. Prima della pausa estiva la proposta dovrebbe essere definita e trasmessa al Consiglio di Facoltà. 
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