Una poltrona per tre

Poli: si va al voto nella seconda metà di settembre. L’Ateneo Federico II è in gran fermento. Se per il Polo delle Scienze della Vita non dovrebbe avere problemi di sorta l’ex Preside di Medicina Guido Rossi, il Polo Umanistico si presenta spaccato su due candidature, entrambe di Lettere –Francesco Barbagallo e Giuseppe Cantillo-; corsa a tre per il Polo Scientifico orfano del Presidente Luigi Nicolais, ora Assessore regionale; si candidano per il dopo Nicolais, tre docenti di calibro, tutti di Ingegneria, Ovidio Bucci, Luciano De Menna e Filippo Vinale. E c’è chi giura che questa consultazione potrà avere effetti a più ampio raggio: le elezioni per il Rettore del 2001 (non è un caso che il Preside Trombetti candidato a Rettore si tenga alla larga da qualsiasi rapporto con papabili alla presidenza del Polo). Del resto si tratterà di ridisegnare la geografia accademica dei prossimi anni. Anni importanti per l’università che attende a breve la riforma che sconvolgerà in maniera radicale gli attuali assetti.
Si preannuncia quindi una corsa al fotofinish per la guida del Polo più forte per numero di docenti e per contatti con il mondo esterno. Ascoltiamo i candidati.
Bucci, un premio
per un lungo impegno
Ovidio Bucci,  cinquantasette anni a novembre, nato a Civitaquana, professore di Ingegneria Informatica, Pro Rettore con Tessitore da sette anni, ordinario dal 1976 –aveva 32 anni- un nome nell’informatica nazionale. Da tempo il suo nome circola in ogni consultazione che conti: dalla presidenza di facoltà, alla regione, al rettorato- forse la sua vera ambizione, un’aspirazione che però sembra svanire dopo l’ufficializzazione della candidatura di Labruna e l’altra, anch’essa quasi certa, di Guido Trombetti. Oggi non è più una voce ma una certezza: Bucci punta alla Presidenza del Polo. Un premio per quanto ha profuso per la ricerca, la facoltà e l’ateneo. Ma a tanto impegno pare non corrisponda un carattere accomodante: va avanti come un carro armato senza guardare in faccia a nessuno.  La sua candidatura l’ha messa nero su bianco in una lettera inviata ai docenti (ci è stato impossibile contattarlo perché in giro per convegni) nella quale chiarisce che se sarà eletto, avrà un programma di discontinuità rispetto a Nicolais.  Parla della necessità di “profondi interventi di carattere regolamentare, organizzativo e strutturale, sia a livello dei singoli Poli, sia, e soprattutto, a livello di Ateneo”. 
Luciano
De Menna
“Sono il più adatto per
mantenere la coesione”
59 anni, napoletano, professore ordinario di Ingegneria Elettrica dal 1980, da dieci anni impegnato nella didattica teleimpartita con il Progetto Nettuno, per 6 anni Direttore del Dipartimento di Ingegneria Elettrica (succeduto al compianto prof. Gasparini), per 5 anni delegato all’informatica d’ateneo e al CDS sotto il rettorato Ciliberto, nel ‘93 candidato “di bandiera al rettorato”, dal ‘98 delegato d’ateneo all’Orientamento con la gestione Tessitore e responsabile del Progetto Porta. Da almeno 20 anni in prima linea nel dibattito politico-accademico in facoltà e nell’ateneo, spesso insieme allo scomparso Scipione Bobbio. Oggi una nuova sfida: candidato a Presidente del Polo Scientifico e Tecnologico. “In continuità con la gestione Nicolais” precisa. Perché “a volte noi parliamo dei Poli come di una cosa già fatta”. Invece “non solo non lo sono ancora del tutto, ma non siamo neppure tutti ancora d’accordo sull’obiettivo finale” –fissato dai documenti ministeriali-: “la costituzione dei Poli, concorrerà al modello della rete di sedi universitarie progettato dall’Osservatorio per la valutazione del sistema universitario”. Cioè? I Poli, in futuro, come Università autonoma? “Andiamoci piano. Intanto è tutto da discutere e da decidere collegialmente e senza traumi. Io ho sempre tenuto ai Poli per due motivi: è l’unico modo per fare il decongestionamento; c’è troppa distanza tra il vertice dell’ateneo che prende le decisioni e la base . anche io sono molto legato all’idea della Universitas Studiorum, -tra l’altro pur essendo ingegnere per hobby dipingo- ma i Poli tematici mettono indubbiamente insieme facoltà e dipartimenti con forti basi comuni: il modo di fare ricerca scientifica, il rapporto con le nuove tecnologie, l’interelazione fra i corsi di laurea”. 
Il programma: “autonomia e riassetto didattico (il 3+2). Poi c’è il problema dei fondi per la ricerca. All’estero si finanziano quasi esclusivamente con i fondi europei. Noi ancora utilizziamo poco questa fonte. In questo senso la presenza del prof. Nicolais alla Regione, se è una perdita per l’Università è sicuramente una ricchezza per tutti quanti fanno ricerca: per le sue competenze, professionalità e intelligenza. Ci sono poi problemi generali di fondo, di apertura verso l’esterno, di budget. C’è un problema di distribuire le risorse dell’ateneo ai Poli, una questione non semplice. C’è la questione delle Facoltà: la legge 382 prevedeva in futuro la loro scomparsa con la centralità dei Dipartimenti ”.
Per tutti questi motivi, secondo De Menna: “occorre muoversi in continuità con la gestione Nicolais. Non possiamo tornare indietro. Il Polo non può permettersi battute d’arresto, già c’è una latente opposizione, con oppositori ufficiali e ufficiosi che frenano questo percorso. Perciò occorre la massima coesione di tutti i settori dei Poli, aumentando i punti di contatto fra le tre facoltà, anche, ad esempio con l’incontrarsi e lavorare insieme in un luogo preciso, che potrebbe essere la Biblioteca di Polo”. 
Certo che voi docenti, con tre candidature, di certo non contribuite ad una semplificazione. “Secondo me è una ricchezza il fatto che ci siano più docenti, autorevoli, disponibili ad assumere questo delicato incarico. Poi sarà agli elettori dare il responso”. Candidature anche simili, come vengono ritenute quella sua e di Vinale. “Questo non lo so, certo siamo entrambi di continuità con la gestione e il programma di Gino Nicolais. Ad un incontro a Scienze, dove eravamo presenti tutti e tre i candidati, ho esordito dicendo: mi scuso se siamo ben in tre candidati e tutti e tre di Ingegneria, spero che almeno Vinale non si faccia crescere i baffi, altrimenti saremmo anche tutti e tre i candidati baffuti”. Già, tre candidati di Ingegneria: dunque è una casella da riempire  che spetta a voi; mentre per il rettorato lasciate campo libero ad altri, forse a Scienze?
Dopo l’ufficializzazione delle tre candidature al Polo scientifico, è giunta a tutti i docenti la lettera di candidatura di Labruna al rettorato. Nel Polo scientifico c’è chi ha storto il naso. De Menna risponde: “io sostengo da tempo la posizione di Tessitore: una campagna elettorale lunga, iniziata già da diversi mesi, non fa bene all’università nel suo insieme”. Un parere sulle altre due candidature, Bucci e Vinale? “Sono colleghi bravissimi. Lo penso veramente. Però credo che io sia la persona più adatta a mantenere la coesione del Polo: per storia personale e per esperienze” e forse per carattere (pacato), secondo alcuni. Non è un caso se la sua parola d’ordine, nella lettera inviata ai docenti è: sdrammatizzare.  A questo punto è d’obbligo la domanda su una battuta cattiva e forse interessata, che circola in questi giorni: Bucci sarebbe candidato per spaccare l’unità del Polo. “L’ho sentita questa frase. Ma non mi sembra credibile e non va tenuta in considerazione. Farebbe velo all’intelligenza di chi lo pensa e di chi potrebbe avere un simile progetto. Significherebbe anche, far fallire l’esperienza dei Poli a cui lo stesso Rettore Tessitore crede fortemente”. 
Infine, quelli che nel Polo vorrebbero che, con questa elezione si cambiasse il meno possibile. Fanno questo ragionamento, tenendo conto del regolamento del Polo: se si elegge Presidente il prof. De Menna, come Nicolais proveniente dall’area industriale, il Consiglio di Polo resterebbe così com’è. Se invece dovesse essere eletto Vinale decadrebbe il prof. Cosenza; se eletto Bucci decadrebbe il prof. Spirito. Come la vede? “Sono fermamente contrario al manuale Cancelli”. Okay.
Vinale: 
“continuità 
con Nicolais”
Terza candidatura in ordine alfabetico: il prof. Filippo Vinale, 55 anni, napoletano, Ingegnere dell’area civile, professore ordinario dal 1990, da due anni Presidente del Corso di Laurea di Ingegneria Civile per lo Sviluppo sostenibile, già Direttore del Dipartimento di Ingegneria Geotecnica per 6 anni, sette anni fa candidato non eletto (ma con discreto risultato) alla Presidenza della Facoltà di Ingegneria. “Allora a 48 anni ero ritenuto giovane”, è il suo commento. Come gli altri due candidati, ha informato della sua candidatura il reggente prof. Ricciardi.
Il motivo della candidatura? “Mi interesso del Polo dal ‘98, quando il Rettore nominò Nicolais alla sua nascita e alla stesura delle norme. Io facevo parte del gruppo che ha scritto il regolamento iniziale e la definizioni dei partner”. Una preoccupazione: “che questa macchina, in notevole accelerazione, deve avere una continuità ‘politica’ con il lavoro avviato dal prof. Nicolais. Cambiare dimensione politica bloccherebbe tutto o metterebbe in crisi se non definitivamente in ginocchio, lo stesso Polo”.
Questi i punti programmatici: “completare il sistema di regole e meccanismi del Polo, assicurare a tutti condizioni di lavoro adeguate, risolvendo le emergenze edilizie e di servizi. Potenziare le attività didattiche, sostenere le eccellenze scientifiche, favorire la ricerca di base, armonizzare competenze di Facoltà e Polo, attraverso il rapporto con il mondo produttivo. Collaborazione con le istituzioni locali e regionali. Valorizzare il ruolo del Consiglio di Polo, della Consulta dei Direttori, delle Commissioni e garantire che persone, Dipartimenti e Facoltà, siano a pieno titolo protagonisti della vita del Polo”. Su questi temi chiede di incontrare gli elettori e attende “suggerimenti” per la stesura definitiva del programma, “necessaria per la ufficializzazione delle candidature, la cui presentazione dovrà avvenire tra l’1 e il 10 luglio ”. Del resto il tempo è poco per contattare i 40 dipartimenti, 50 compresi i centri interdipartimentali. 1.180 i docenti e ricercatori, più i rappresentanti di personale tecnico e studenti.
Il suo un elettorato simile a quello di De Menna?, facciamo notare. “Beh, una parte di elettorato può avere imbarazzo a scegliere fra noi due. Tutti e due siamo di continuità con Nicolais, anche se con qualche accento diverso. Però l’elettorato è quello di tre facoltà”. E Bucci? “Tre candidature non vuol dire che ci siano spaccature, ma ricchezza di disponibilità e di impegno istituzionale. Una coincidenza fortunata”. Ma non le pare che tre candidature sono troppe? Da qualche facoltà chiedono se sia possibile semplificare questa elezione. “Anche io sarei d’accordo, nella parte finale, quando si dovrà andare a votare a settembre. Però questa è una riflessione che ad un certo punto del dibattito dovranno fare i tre candidati, insieme”.
Paolo Iannotti
- Advertisement -
spot_img

Articoli Correlati