Vinale Presidente al Polo Scientifico

(P.I.) Il 2 e 3 ottobre, al secondo turno, il Polo delle Scienze e delle Tecnologie si è ricompattato, eleggendo a stragrande maggioranza nuovo Presidente il prof. Filippo Vinale, che ha ottenuto 880 voti su 1.020 votanti. Cioè circa il 90%, visto che allo scrutinio alcune preferenze che indicavano il suo nome registravano errori formali. Vinale commenta così: “sono contento oltre che per il risultato personale perché si riprenderà un cammino unitario. All’interno del Polo abbiamo dibattuto molto, l’elettorato si è espresso in modo diversificato nella prima tornata, poi c’è stato un ricompattamento attorno alla figura del presidente scelto dalle urne. Dunque, c’è l’unità e la compattezza per riprendere il lavoro ed andare tutti avanti. È un segnale che a vincere è sempre l’istituzione”. Gli riferiamo di una battuta che circolava in queste ultime settimane di campagna elettorale, sulle motivazioni alla base della richiesta di voto da parte dei tre candidati al Polo: “Bucci: votate me, perché sono il migliore. De Menna: votate me, perché in passato ho fatto. Vinale: votate me, così facciamo (gestiamo, n.d.r.) insieme”. Forse una lettura di parte. Lei come la commenta? “C’è stato un dibattito civile, sui programmi oltre che sulla persona, le tre facoltà del Polo si sono variamente espresse e poi c’è stato un ricompattamento. Il merito è anche dei tre candidati. In questo modo, il lavoro del Presidente e della squadra che dovrà  governare il Polo sarà facilitato, senza la necessità di ricucire”.
La squadra. Dunque, veramente pensa ad una gestione collegiale? “Certamente. Il Polo è una sfida nuova, complessa, che in molti attendevamo da tempo. E c’è bisogno della collaborazione di tutti”. Che caratteristiche dovrà avere la sua squadra? “Innanzitutto, collegialmente, si dovrà scegliere un vice Presidente e dei delegati ad alcuni settori prioritari. Nella scelta intendo includere rappresentanti di tutte le categorie  docenti”. Anche dei ricercatori? “Spero di coinvolgere tutti, con requisiti di competenze, di professionalità. L’unico impegno che ho preso in campagna elettorale è con la Facoltà di Architettura: il delegato all’edilizia sarà di quella facoltà. Hanno le competenze, pertanto ho chiesto al Preside Cesarano di fornirmi una rosa di nomi. Così sarà fatto anche con le altre facoltà. Debbo però prima avviare un dialogo ed una riflessione generale. Perché non ho intenzione di affidare delle deleghe vuote”. Le priorità? “Sono tante, perciò cerco l’aiuto dei colleghi. Dall’organizzazione degli uffici di Polo che vadano a supportare la ricerca, ad una adeguata informatizzazione, i rapporti tra i Poli, il ruolo della Federazione Fredericiana, la stesura dei regolamenti, l’edilizia del Polo”.
Polo Umanistico. Ancora un nulla di fatto, invece, al Polo delle Scienze Umane e Sociali. Il 10 ottobre, mentre andiamo in stampa, è in corso lo spoglio delle schede della terza votazione. Finora le cinque facoltà che lo compongono (Lettere, Giurisprudenza, Economia, Scienze Politiche, Sociologia) non sono riuscite a portare abbastanza elettori alle urne. Il risultato della seconda votazione ha visto prevalere nuovamente Cantillo, con 349 voti, su Barbagallo a quota 129 che visto l’esito si è ritirato. E ha così motivato la decisone: “considerato l’orientamento prevalente all’elezione del Presidente del Polo delle Scienze Umane e Sociali, ritiro la mia candidatura, grato ai tanti che mi hanno votato senza che li abbia contattati di persona”. Da registrare che al secondo turno anche Economia ha votato compatta per Cantillo.
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