Marrucci il nuovo ProRettore

Fino a due-tre anni fa molti lo avrebbero visto bene come candidato a Rettore nel futuro prossimo dell’Università Federico II. Con le candidature ufficiali di Labruna e Trombetti, questa ipotesi sembra del tutto sfumata. Così, al piano nobile del Palazzo dell’Ateneo, al secondo piano di corso Umberto, il prof. Giuseppe Marrucci giunge con i galloni di ProRettore. E la sua stanza è situata di fronte a quella, ben più ampia, del Rettore Tessitore. Il prof. Giuseppe Marrucci, 67 anni (è nato il 16 aprile del 1937 a Portici), professore ordinario dall’1 novembre 1971 alla Facoltà di Ingegneria dove ricopre la cattedra di Termodinamica dell’Ingegneria Chimica, ha assunto l’incarico dal 15 settembre, in sostituzione del prof. Ovidio Bucci, dimessosi per candidarsi alla Presidenza del Polo Tecnico Scientifico. Scienziato riconosciuto di fama internazionale, vanta oltre 150 pubblicazioni, ha trascorso periodi di ricerca ed ha insegnato nelle università americane ed europee, è organizzatore o co-organizzatore di importanti congressi internazionali. Da 7 anni ricopriva l’incarico di delegato del Rettore per l’edilizia universitaria. Da noi interpellato afferma: “la mia nomina era già nell’aria da un po’”. Come mai? “Il prof. Bucci aveva già da tempo deciso di prendersi  un anno di reimmersione negli impegni scientifici e di lasciare la carica di ProRettore. Le elezioni al Polo sono state solo un’accelerazione. Per quanto ne so io”. Come mai si è pensato a lei per la successione? “Credo sia stata una scelta quasi naturale. Del resto è un lavoro di fine legislatura, solo per l’ultimo anno del mandato di Tessitore”. Cioè fino al 31 ottobre 2001.
Una scelta che non modifica neppure gli equilibri dell’ateneo: di Ingegneria era Bucci, di Ingegneria è Marrucci. Poi Marrucci, da super delegato all’edilizia era già di casa. Lui risponde: “i delegati sono collaboratori del Rettore. Sono espressione ed interpreti della volontà rettorale. Ma le scelte politiche sono di competenza del Rettore”. Intanto della sua delega può mostrare i risultati raccolti, in grande silenzio: “i Corsi di Laurea di Chimica e Chimica Biologica si stanno trasferendo in questi giorni a Monte Sant’Angelo; per Biologia entro l’anno inizieranno i lavori, per l’ex Corradini di S. Giovanni a Teduccio e Scampia sono in preparazione gli accordi di programma; l’incubatore di Ingegneria ad Agnano sarà pronto per l’uso dall’anno accademico 2001/ 2002”. Quale lavoro invece attende il ProRettore per i prossimi 12 mesi? “Due le priorità che investono l’intero ateneo: la riforma del 3+2 che rappresenta un cambiamento rivoluzionario per la didattica e l’organizzazione dell’Università; la nascita dei Poli”. Un lavoro che si preannuncia impegnativo. E poi un suo pallino fisso: “il dottorato di ricerca. Che in Italia non ha una tradizione, presenta delle incongruenze, ed invece merita grande attenzione. Alcuni atenei stanno avviando una Scuola di dottorati. Potrebbe essere una ipotesi”. Sempre cauto il nostro ProRettore.
Paolo Iannotti 
- Advertisement -
spot_img

Articoli Correlati