V:Orienta dal 19 al 23 aprile

Per il secondo anno consecutivo la tradizionale manifestazione dedicata agli studenti delle scuole superiori V:Orienta si terrà a distanza. “Certo non posso dirmi contento. L’università è il luogo della cultura per eccellenza e deve essere vissuto, per cui ci auspichiamo che ben presto tutta questa situazione possa scorgere la fine. Nel frattempo noi continuiamo a fare del nostro meglio per coinvolgere e sostenere i nostri studenti presenti e futuri”, afferma il prof. Roberto Marcone, Delegato di Ateneo all’Orientamento. Torna quindi “V:Orienta” alla Vanvitelli, prima edizione sotto il rettorato Nicoletti, che si terrà online dal 19 al 23 aprile. Sull’onda del successo dell’anno scorso, che vide una presenza di circa 5.000 prenotati nelle aule virtuali, l’Ateneo  ricalcherà l’organizzazione dell’evento cui collabora anche Ateneapoli. Direttori di Dipartimento, professori e tutor degli studenti saranno pronti a rispondere a tutti gli interrogativi degli astanti. “Ci avvarremo di presentazioni multimediali per introdurre i nostri spazi e la variegata offerta formativa ai futuri studenti”, spiega il prof. Marcone che è docente al Dipartimento di Psicologia. Nonostante V:Orienta abbia sempre riscosso un grande successo, “ho notato con piacere che la modalità online dell’evento ha fatto affluire molti più interessati, e questo perché non tutti hanno la possibilità di spostarsi agilmente sul territorio e il remoto ha offerto in questo caso un grande vantaggio. Basti pensare che a due settimane dall’evento abbiamo già ricevuto 3.000 richieste di partecipazione”. Numeri compatibili con quelli dell’edizione scorsa, che sottolineano quindi “le potenzialità di questo sistema, modalità che comunque non può sostituire quella in presenza”. L’Ateneo si racconterà dunque a viscere aperte, enucleando tutti i suoi punti di forza come “i numerosi accordi internazionali che abbiamo stipulato nel corso del tempo, le collaborazioni e le partnership con realtà e aziende del territorio ed esterne, le stimolanti proposte Erasmus e i preziosi laboratori che ogni anno formano centinaia di studenti afferenti ai vari Dipartimenti”, dice Marcone. “Siamo un Ateneo giovane e neanche troppo piccolo – riprende – e in breve tempo ci siamo affermati sul territorio come una garanzia di qualità. Abbiamo all’attivo 67 Corsi di studio e numerosi servizi e agevolazioni per gli iscritti. Insomma, scegliere la Vanvitelli significa prima di tutto scegliere un personale docente che ha ben presente chi siano i principali stakeholders, cioè gli studenti, e che fa di tutto per venire incontro alle loro esigenze”. Gli incontri così organizzati, che si terranno dal lunedì al venerdì alle ore 15, dureranno circa due ore: “abbiamo fatto in modo che per ogni giornata si svolgano presentazioni di Dipartimenti non affini tra loro cosicché lo studente interessato, ad esempio, al settore scientifico possa seguire tutti gli eventi distribuiti su più giorni e non perderne nessuno”. Gli interessati troveranno tutte le informazioni utili sui portali dei vari Dipartimenti e il link per iscriversi al V:Orienta direttamente su quello di Ateneo, con incluso il calendario delle giornate.
Una nota di rammarico affiora però dalle parole di Marcone: “quel che viene meno è il momento di incontro. Abbiamo sempre svolto la manifestazione in un clima di grande allegria, con l’allestimento di buffet e musica ad alto volume presso l’Aulario sede del Dipartimento di Lettere e Beni culturali, ma da un anno ormai tutto questo resta un ricordo, un desiderio e un auspicio per il futuro. Da docente mi manca il contatto umano con i miei studenti”, ha concluso. La cultura e l’università devono dunque essere vissute live, e come potrebbe essere diversamente? Cari nella memoria degli studenti sono i momenti di ricreazione davanti alle macchinette, gli interventi a mano alzata durante le lezioni, le corse affannate per un posto in prima fila in Dipartimento. E con un sospiro ci auguriamo che tutto questo possa tornare normalità e che le prime file possano di nuovo pullulare di affamati di cultura. E che il prossimo “V:Orienta” possa essere di nuovo scandito dalla musica dell’aulario del Dilbec.
Nicola Di Nardo

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