Voto basso all’esame, dirottati verso altre cattedre

Maria ha 26 anni e una grande passione per il Diritto Privato. Laureanda in Diritto Amministrativo il prossimo marzo, ci ha raccontato la sua esperienza. “Un anno fa avevo quasi concluso tutto gli esami, così mi sono recata al Dipartimento di Diritto Privato per chiedere la tesi al professore con cui anni prima avevo sostenuto la prova”. Fin qui la storia di Maria è simile a tante altre. “Ho sempre amato il diritto successorio e speravo di lavorare su un argomento che mi fornisse la carica giusta per affrontare l’ultimo anno universitario. Purtroppo non è stato così”. La studentessa si è vista rifiutare l’assegnazione della tesi per il voto conseguito all’esame. “Sapevo che 23 non era un voto ottimo ma, quando si affronta quest’esame al primo anno, ottenere una valutazione accettabile è quasi impossibile. Con un voto di partenza così basso non avrei potuto aspirare ad argomenti interessanti, né a crediti aggiuntivi, ed ho preferito lasciar perdere”. Una delusione condivisa da altri colleghi. “In giro – dice Maria – ho ascoltato tante storie simili alla mia. Purtroppo nelle discipline chiamate ‘fondamentali’ se non hai una media alta è difficile trovare professori disponibili e si è costretti a chiedere altrove”. Soddisfatta del suo percorso: “Non sarò una studentessa brillante, ho la media del 25, comune a tanti ragazzi, ma sono felice dell’accoglienza che ho ricevuto dalla cattedra di Diritto Amministrativo. Mi hanno aiutato a sviluppare un argomento interessante, senza lasciarsi influenzare dal mio voto di partenza”. 
Analoga esperienza per Stefano, 29 anni, studente della vecchia laurea quadriennale. “Sei mesi fa mi sono rivolto al Dipartimento di Diritto Civile per chiedere informazioni relativamente all’assegnazione della tesi. Pur non avendo un voto alto speravo che la mia cattedra d’appartenenza non attuasse discriminazioni”. Purtroppo non è stato così. Il suo 24 all’esame non ha convinto il professore. “La tesi non mi è stata rifiutata in modo diretto – racconta Stefano – Sono stato semplicemente invitato ad indirizzarmi verso una disciplina in cui avevo conseguito migliori risultati. In questo modo avrei avuto maggiori possibilità di acquisire crediti aggiuntivi in seduta di laurea”. Ancora deluso, lo studente commenta: “In realtà chiedere la tesi in una disciplina con voto alto è un vantaggio in primis per noi studenti, il consiglio che mi è stato dato non era del tutto erroneo. Quello che proprio non mi va giù è il non aver avuto la possibilità di sviluppare un tema a me caro. In fin dei conti la tesi è un momento unico, il completamento della carriera universitaria, e non si dovrebbe pensare ai voti”.  
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