Voto di laurea e appelli, le questioni da affrontare

Gli studenti del Suor Orsola vanno alle urne il 30 ottobre, mentre andiamo in edicola. Si vota per il rinnovo delle rappresentanze studentesche negli organi collegiali dell’Ateneo. Da eleggere tre rappresentanti in Senato Accademico, di cui uno per Giurisprudenza, uno per Lettere ed uno per Scienze della Formazione, e per un rappresentante per ognuno dei tre Consigli di Facoltà.
Fatta eccezione per Lettere dove non sono state avanzate candidature, dalle altre Facoltà sono emersi i nomi di alcuni candidati, tra i quali qualche consigliere uscente.
Al Senato Accademico sono candidati per Giurisprudenza Davide Borelli e Renato Nigro, per Scienze della Formazione si ripropone Paolo Mercadante, senatore uscente, insieme a Giovanni Margheron. “Io ho svolto attività di politica studentesca già al liceo, dove ero rappresentante di Istituto – spiega Margheron, iscritto al terzo anno di Scienze della Comunicazione – Ho deciso di partecipare a questa competizione elettorale vista la necessità di dar voce agli studenti e risolvere i tanti problemi che rendono difficile la nostra vita universitaria”.
Per il Consiglio di Facoltà di Giurisprudenza unico candidato è Oreste Boselli, consigliere uscente, mentre per il Consiglio di Scienze della Formazione è candidato Piergiorgio Calice. “Ho deciso di ricandidarmi per un secondo mandato per poter portare a termine un progetto iniziato nel 2006, quando sono stato eletto alle prime elezioni per i rappresentanti degli studenti che si sono svolte al Suor Orsola – spiega Boselli – In questi anni ho cercato di portare in Consiglio tutte le richieste di ogni categoria di studenti, dando voce a chiunque ne avesse bisogno”.
E oggi tra i problemi che i rappresentanti si troveranno a dover risolvere rientra anche la questione delle sedute d’esame e del punteggio del voto di laurea. “Oltre a risolvere problematiche quotidiane, oggi il mio principale obiettivo è quello di riuscire ad ottenere delle sedute d’esame straordinarie perché attualmente le date sono troppo stringate”, conferma Boselli. Gli studenti di Giurisprudenza, come quelli di altre Facoltà dell’Ateneo, hanno a disposizione appelli nei mesi di gennaio, febbraio, giugno, luglio, settembre e inizio ottobre. Troppo pochi anche per Borelli, candidato in Senato ed iscritto al secondo anno di Giurisprudenza, il quale sottolinea: “con solo sei appelli dobbiamo ridurci  a preparare gli esami in tempi troppo stretti. Inoltre, basta saltare un appello e si è rovinati. Io credo che bisognerebbe sfruttare le date aggiuntive di dicembre e marzo come avviene  negli altri Atenei”. 
Che la questione abbia un carattere trasversale a tutte le Facoltà lo evidenzia anche Margheron, che aggiunge: “Oggi il problema non è solo la necessità di appelli straordinari, ma anche non concentrare gli appelli nella stessa settimana o addirittura nello stesso giorno”. 
Uno degli obiettivi raggiunti durante l’ultimo mandato, sempre in materia di esami, sottolinea Boselli, è la formulazione di un calendario di esami annuale, “che ha permesso a tutti gli studenti di programmare il proprio percorso di studio”. 
Questione voto di laurea: “vorremmo che venissero assegnati più punti alla tesi, perché ora si arriva massimo a cinque punti, mentre in altre Facoltà di altri Atenei, i nostri colleghi ottengono un maggior punteggio, e questo va a ricadere sulla spendibilità del nostro titolo, perché per avere lo stesso risultato finale noi dobbiamo fare uno sforzo maggiore”,  puntualizza Borelli.
Margheron, invece, segnala una certa disorganizzazione e scarsa presenza dei docenti della Facoltà di Scienze della Formazione che “spesso non sono presenti all’orario di ricevimento, problema particolarmente annoso per i tesisti, e che rimandano gli esami senza preavviso, cosa che crea molti disagi ai pendolari. Il mio impegno è quello di combattere questa disorganizzazione e disinformazione che va a danno di noi studenti”.
Valentina Orellana
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