“Gli ingegneri danno risposte ai grandi problemi del nostro tempo”

Porte aperte alla Scuola Politecnica e delle Scienze di base dall’11 al 14 febbraio. Martedì 12 è la volta del Collegio di Ingegneria che, ai maturandi, si presenta a Piazzale Tecchio nelle Aule Massimilla (area Industriale) e Bobbio (area Civile, edile e ambientale) al primo piano e nell’aula B (area Elettrica e delle tecnologie dell’informazione) al secondo piano.
Ad inaugurare la mattinata nell’aula Massimilla, il prof. Piero Salatino, Presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base: “Ci sono tre domande che, immagino, vi starete facendo in questo periodo o che, comunque, dovreste farvi. Perché l’università? Dove iscriversi? Cosa studiare? L’università deve essere una libera scelta, non deve diventare uno status symbol o essere imposta dai genitori. Gli studi universitari sono una chiave di successo, ma non l’unica. Ci sono persone che hanno avuto successo anche senza la laurea – e ha mostrato agli studenti alcune slide con famosi calciatori – Anche Steve Jobs non aveva una laurea all’inizio della sua carriera, poi gli è stata conferita honoris causa. Perché ci si iscrive all’università? Perché l’università è un ascensore sociale, uno strumento per aprire la mente, che vi consentirà di accedere non necessariamente ad una posizione di successo, ma ad un lavoro che per voi è gratificante. Il lavoro impegnerà la maggior parte della vostra vita, ma non sarà l’unico aspetto. Gli studi vi aiuteranno a sviluppare senso critico, ad essere cittadini migliori e ad acquisire consapevolezza. Di bravi calciatori ce ne sono pochi, di ingegneri soddisfatti molti di più”.
“Non cadete nello specchietto per le allodole che è l’esterofilia”
Spazio alla domanda successiva, dunque, e dove studiare? Meglio l’Italia oppure l’estero? “Ai miei tempi il problema non si poneva. Chi viveva a Napoli studiava a Napoli, chi a Milano studiava a Milano. Oggi pensiamo che tutto quello che c’è fuori dai nostri confini sia migliore, ma permettetemi di condividere con voi il mio scetticismo. Molti dei miei studenti laureati lavorano all’estero e ci dicono che il livello della formazione estera non è…
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 22 febbraio (n. 3/2019)
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