Bisogna prima capire come funziona il cervello per arrivare a comprendere la mente. È una premessa doverosa per gli studenti della Triennale in Psicologia, che al primo anno incontrano l’insegnamento di Fondamenti anatomofisiologici dell’attività psichica. Per le matricole, a tenere il corso è la prof.ssa Chiara Baiano che, proprio come i suoi studenti, si trova ad affrontare il suo primo anno al Dipartimento di Studi Umanistici.
“Per me è un’esperienza particolare, non avendo mai lavorato con studenti così giovani, perché sento ancora di più la responsabilità di accompagnarli nel loro primo incontro con lo studio universitario e, nello specifico, con il mio insegnamento sul cervello e sul comportamento”, racconta la docente. Il percorso prende avvio dalla neuroanatomia e dalla neurofisiologia. “La prima parte del corso affronta i fondamenti dell’organizzazione e del funzionamento del sistema nervoso. Si parte da come funzionano i neuroni, come comunicano tra loro e come sono organizzati i diversi sistemi cerebrali”.
Una base necessaria per arrivare poi ai processi cognitivi e comportamentali: “Successivamente approfondiremo le basi neurali e, più in generale, il collegamento tra i processi cognitivi e comportamentali e il cervello”. È qui che entrano in scena memoria, apprendimento e linguaggio, temi che conducono alla seconda parte dell’insegnamento, dedicata alla neuropsicologia: “È una disciplina che ci permette di comprendere come le alterazioni del funzionamento cerebrale possano intaccare le capacità cognitive e il comportamento della persona”.
L’approccio che Baiano vuole mantenere durante le lezioni è integrato. “Sono prevalentemente lezioni frontali, ma saranno affiancate da materiali visivi e audiovisivi, esempi concreti di tipo clinico e contenuti come TED Talk su argomenti correlati”. L’intento è “avere una visione integrata del funzionamento del sistema nervoso, mettendo in relazione le conoscenze teoriche con esempi e situazioni concrete”.
Anche se il programma può inizialmente sembrare complesso, l’invito rivolto alle matricole è quello di non lasciarsi scoraggiare. “La terminologia è molto specifica e alcuni argomenti possono sembrare, a prima vista, complessi.
Il consiglio che darei è di non partire prevenuti, ma di affrontare questo percorso con curiosità”. Una curiosità da portare anche in aula: “È importante essere interattivi durante le lezioni e porre domande. Non esistono domande sbagliate o stupide: qualsiasi domanda può far nascere degli spunti interessanti”. Quanto all’esame, la modalità verrà comunicata successivamente. Baiano: “seguendo l’esempio dei colleghi che mi hanno preceduta, comunicherò a tempo debito ai ragazzi se la verifica sarà strutturata con una prova scritta a risposta multipla oppure con un esame orale”. Nel caso della prova scritta, le domande saranno 31 e non è prevista alcuna penalizzazione per le risposte errate.
Le prime lezioni, intanto, hanno già restituito alla docente un quadro positivo. “L’anno didattico è iniziato da poco, quindi è ancora presto per fare una valutazione, ma direi che tutto sta procedendo bene”. A colpirla è stata soprattutto la presenza attiva: “Sono rimasta piacevolmente sorpresa dal fatto che i miei studenti pongano tante domande. Mi sembra che le neuroscienze e la neuropsicologia siano percepite come affascinanti e interessanti e questo mi rende felice, perché sono materie che inizialmente potrebbero sembrare lontane dall’immaginario dello studente di Psicologia”.
Per Baiano il primo anno non dovrebbe essere soltanto il momento in cui si acquisiscono nozioni, ma anche quello in cui si comincia a costruire uno sguardo sulla disciplina. “L’approccio allo studio dovrebbe essere sempre critico e curioso”. Una strada che richiede naturalmente anche lavoro individuale, ma sulla quale le matricole possono contare sul confronto con la docente: “Da parte mia c’è tutta la disponibilità a chiarire qualsiasi dubbio, sia durante le lezioni sia durante il ricevimento”.
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Ateneapoli – n.17 – 2026 – Pagina 14







