Energia pulita, sfida tra studenti al corso di Machine Learning

Ingegneria Informatica: esperienza in collaborazione con Knime, azienda specializzata in Data Science

‘Analisi della biomassa & modellazione predittiva nel settore bioenergetico’, il tema della sfida organizzata nell’ambito del corso di Machine Learning tenuto dal prof. Carlo Sansone e da KNIME, azienda specializzata in Data Science. L’iniziativa ha coinvolto gli studenti Magistrali in Ingegneria Informatica. Ha premiato i tre vincitori il prof. Fabio Villone, Direttore del Dieti (Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione). “La KNIME ci ha inviato delle targhe di legno con il logo della competizione per primo, secondo e terzo posto che il nostro Direttore ha distribuito agli studenti il 25 gennaio durante la seduta di esame di Machine Learning”, racconta il prof. Sansone.
Il suo corso, fin dall’inizio, ha sempre incluso almeno una sfida studentesca basata su dati reali e ben si inserisce nel programma della KNIME per la ‘Gamification of Learning’ che mira a promuovere iniziative come competizioni, learnathon e hackathon nell’istruzione superiore e universitaria. “La Gamification serve a stimolare i ragazzi grazie alla competizione e sono anni che utilizziamo questa modalità per invogliare gli studenti a sviluppare soluzioni progettuali. Inoltre, queste sfide consentono loro di mettere subito in pratica le conoscenze teoriche acquisite durante il corso, poiché sono tutti problemi reali, di ricerca o industriali, spiega il prof. Sansone.
Poi passa a illustrare le fasi del contest: “Il problema è stato definito da noi perché è un argomento su cui lavoriamo molto: la produzione di biomassa nel settore bioenergetico; poi abbiamo inviato la proposta a Knime. Per risolvere il problema c’erano due aspetti di cui tener conto: uno puramente ‘prestazionale’, cioè la soluzione che aveva il migliore risultato, l’altro il modo in cui si giungeva alla soluzione. Quindi il punteggio che valuta la bontà delle previsioni doveva superare uno sbarramento per accedere al contest di Knime. I primi cinque studenti hanno rielaborato il proprio progetto e lo hanno discusso al cospetto mio e di Paolo Tamagnini, un Data Scientist di KNIME”. Gli studenti vincitori “vedranno la loro soluzione pubblicata sul sistema online della KNIME dove saranno linkati i loro workflow”. Il docente anticipa: “quest’anno la collaborazione sarà ripetuta anche nel secondo semestre, ma in ambito biomedico”.

Tutti e tre gli studenti vincitori concordano sull’influenza positiva della competizione sull’apprendimento. Angelo Barletta, il primo classificato, racconta: “Avevo un po’ di ansia, dubitavo di poter superare la sfida. Vincerla è stato abbastanza inaspettato. Era la prima volta che ci interfacciavamo con il rappresentante di un’azienda ed è stata un’esperienza entusiasmante”. E spiega come la gara gli abbia consentito di essere più creativo, ma anche di avvicinarsi a problemi reali: “Ho sperimentato cose nuove con il software KNIME. Anche il campo di applicazione era nuovo. Dover studiare e comprendere il problema mi ha fatto arrivare all’esame con un’ottica pratica”. La vera soddisfazione “non è stato il premio in sé, ma che i risultati siano effettivamente utili e aderenti a situazioni ambientali”.
“Le sfide studentesche sono molto utili perché spingono a lavorare di più. Ognuno ha cercato di dare il meglio per vincere”, afferma Saverio Picarelli, secondo classificato. “Complice l’argomento che mi piaceva e la collaborazione di KNIME, ho lavorato parecchio e dedicato molto tempo. Altri esami sono molto più classici e meno applicabili al mondo reale, invece la competizione mi ha fatto comprendere che sono capace di fare qualcosa con i dati. Ora in una situazione simile saprei come muovermi. È davvero una competenza in più”, sottolinea.
Anche Pasquale Riello, terzo classificato, ha avvertito l’importanza della presenza di KNIME: “Il prof. Sansone organizza contest ogni anno, ma che ci fosse proprio un’azienda per me è stato molto entusiasmante. Mi sono dato da fare di più perché sapevo che non eravamo solo noi studenti e il professore. È stato molto interessante e spero che anche altri ragazzi possano replicarla”.
Eleonora Mele

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Ateneapoli – n.02 – 2024 – Pagina 13

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