Le prime settimane della sessione estiva di Giurisprudenza scorrono con un’affluenza ancora contenuta. Nei corridoi e nelle aule ci sono tanti studenti che assistono agli esami dei colleghi cercando di carpire il tipo di domande poste dai docenti per prepararsi al meglio. Le testimonianze raccolte restituiscono il clima che si respira in questi giorni. Tra i volti sorridenti c’è Alessandro, appena uscito dall’aula dopo aver sostenuto con successo Diritto dell’Unione Europea e racconta di essere “felice di aver superato un esame preparato a lungo”.
Diego Nappa, invece, iscritto al primo anno, sta studiando Diritto Costituzionale e Filosofia del Diritto: “la preparazione sta andando abbastanza bene, Filosofia del diritto è abbastanza semplice, mentre Costituzionale è uno degli esami propedeutici per passare al secondo anno e richiede maggiore impegno, per questo sto seguendo gli esami di alcuni colleghi in attesa del mio appello di luglio, così da capire meglio la situazione”.
Diego racconta anche di aver già superato Storia del Diritto Romano e Storia del Diritto Medievale con voti soddisfacenti, “ma dovrò riaffrontare Economia Politica perché, sebbene il modulo di Microeconomia sia andato bene, non ho superato quello di Macroeconomia”. Nelle aule studio incontriamo anche Marco e Dora, immersi nelle dispense in vista dell’esame di Diritto Penale, che raccontano di una “preparazione che è stata lunga e faticosa, studiando insieme, però, i ritmi riescono ad essere più serrati”.
C’è poi chi preferisce mantenere il totale anonimato per pura scaramanzia; è il caso di una studentessa prossima alla laurea che sta preparando Diritto Commerciale, un esame del secondo anno lasciato in sospeso: “l’ho sempre evitato perché è una materia molto economica, lunga e particolarmente ostica che non mi appassiona, dunque faccio molta fatica a studiarla” e racconta di aver trovato degli “escamotage per alleggerire il carico, infatti ho partecipato ai ricevimenti per quasi due mesi e ho sostenuto una prova intercorso che mi ha permesso di escludere alcuni argomenti dell’orale”, ora però, esausta, ci confessa di essere “stanca, disinteressata e un po’ avvilita, ma mi manca questo esame per laurearmi e quindi, nonostante il caldo, devo riuscirci”.
Un’altra studentessa del quinto anno invece sta preparando Procedura Penale, un esame già sostenuto nella sessione invernale ma rifiutato per un voto non soddisfacente: “lo studio adesso sta andando bene ma vorrei fare una critica: agli esami noto delle differenze di trattamento tra corsisti e non corsisti, ma bisognerebbe capire che molti studenti lavorano o sono pendolari e non sempre riescono a seguire. Stavolta ho deciso di seguire il corso e riprovare l’esame da corsista sperando di ottenere il risultato che desidero”.
Sulla stessa materia si concentra anche uno studente del primo anno fuoricorso che racconta di apprezzare particolarmente la branca penalistica nonostante le stesse criticità riscontrate nella gestione della cattedra raccontate anche dalla sua collega. Lunga e travagliata è anche l’esperienza di Giovanni che con aria stanca confessa: “ho provato Procedura Civile per tre anni”.
È noto che la sessione estiva sia famosa per la capacità di unire emozioni contrastanti, infatti c’è sempre chi tra i corridoi affronta con entusiasmo gli esami, come uno studente in attesa di sostenere Criminologia: “è una materia che mi è piaciuta tanto e che ho preparato con passione”; al contrario, per un’altra studentessa, pochi minuti prima dell’esame di Diritto Civile, a prevalere è l’ansia: “ho studiato molto, ma la paura di sbagliare o di non rispondere è tanta”.
An.Bi.
Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli
Ateneapoli – n.11-12 – 2026 – Pagina 12








