Esperienze sul campo, simulazioni processuali: la didattica che piace agli studenti

Esperienze sul campo, simulazioni processuali: la didattica che piace agli studenti

Al terzo anno del nuovo ordinamento didattico della Laurea Magistrale, gli studenti possono scegliere tra diverse attività formative per acquisire crediti ed orientare il percorso universitario secondo le proprie preferenze. Tra le varie possibilità, la disciplina di Formazione clinico legale, cattedra della prof.ssa Flora di Donato, che con moduli ed attività specifiche è particolarmente amata dagli studenti. “Abbiamo avuto 200 frequentanti in questa prima parte – commenta la docente – Gli studenti sono stati molto contenti delle esperienze vissute, soprattutto per i momenti di attività sul campo”.

Soddisfazione per le attività pratiche svolte nel racconto di due studentesse. “Il laboratorio ha attirato la mia curiosità per la varietà di moduli. Abbiamo cominciato con quello sul diritto ambientale occupandoci di rifiuti e riciclo del campo Rom di Scampia”, spiega Fabiana Buonaguro. Esperienza diretta che ha portato gli studenti “in una scuola primaria di Scampia dove siamo stati due volte. La prima per parlare del problema rifiuti con i bambini, la seconda per riciclare, con il loro aiuto, cassette di frutta e vari contenitori che si sono trasformati in portapiante”.
Un momento emozionante: “Quando, durante il modulo riguardante la parte internazionale, l’avvocato Migliaccio che ci stava facendo lezione ha ricevuto una chiamata da una sua assistita che dopo ben 15 anni ha coronato il sogno di vedere acclamati i suoi diritti. Le sue lacrime al telefono mi ha fatto capire che non si deve mollare la presa, anche se ci vuole tempo”.

Altro motivo di interesse: “La simulazione in aula di processi per richiedenti asilo politico. La professoressa ci ha fatto svolgere dei progetti di gruppo che poi abbiamo discusso in aula simulando il processo”. La cruda realtà del campo Rom di Scampia ha molto colpito Valentina Criscuolo: “non sussistono condizioni di vita dignitose per chi ci abita e gli interventi della regione sono alquanto nulli. Abbiamo cercato, nel nostro piccolo, di sensibilizzare i bambini conosciuti a scuola sul tema della raccolta differenziata, in modo da far comprendere loro che è importante prendersi cura dell’ambiente in cui si vive”.
Tanta emozione all’ascolto delle storie “di alcuni soggetti che, a prescindere dall’etnia, dal colore della pelle e dalla cultura, richiedevano solo il riconoscimento dei loro diritti”. Il commento conclusivo di Valentina: “per la prima volta da quando frequento l’Università non mi sono sentita un vaso da riempire e ho avuto modo di fare pratica. Mi auguro che il Dipartimento continui a proporre, e la intensifichi, questa modalità didattica”.
Susy Lubrano

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