“È stato bellissimo, perché del tutto inaspettato. Quando ho inoltrato la domanda mai avrei immaginato di poter vincere. Ci sta, a volte si tende a sottovalutarsi. Poco prima di prendere parola ho avuto un bel po’ di ansia, ma è sparito tutto non appena ho iniziato”.
Fabiana Feliciello ha raccontato così la felicità di aver vinto la XXXIII edizione del Premio Paola Persico per la migliore tesi sperimentale in Farmacologia, un riconoscimento intitolato alla memoria della docente che intende valorizzare l’impegno e il contributo scientifico. Ha aggiunto: “La cerimonia mi ha emozionato, si tratta comunque di un riconoscimento intitolato a una grande ricercatrice. È il compimento di un anno di sacrifici, studio”.
La 25enne è stata insignita lo scorso 27 maggio nell’Aula Magna del Dipartimento, dove ha presentato anche la tesi, dal titolo “Ruolo del TRPV3 nell’invasività e progressione del tumore del colon”, realizzata sotto la supervisione del prof. Angelo A. Izzo. Fabiana, laureata in CTFnel 2024/25, riassume: “lo scopo principale del lavoro di tesi è stato trovare nuovi target farmaceutici, in particolare per il tumore del colon che è molto diffuso nonché aggressivo”.
Oggi è dottoranda di ricerca: “sono stata molto fortunata, perché durante il periodo di tesi, la correlatrice, la prof.ssa Ester Pagano, mi ha proposto il Dottorato di Ricerca in Nutraceuticals, Functional Foods and Human Health, che ho iniziato pochi giorni dopo la laurea”. Sul futuro non intende sbilanciarsi troppo e si gode il momento: “il mondo della ricerca mi piace molto, è dinamico, consente di fare tantissime cose.
È vero, mi ci vedo, ad ogni modo non penso tanto a ciò che sarà”. Un paio di certezze ci sono, tuttavia: “credo che nei prossimi anni di sicuro ci saranno la ricerca e l’estero, voglio provare un’esperienza del genere, al momento mi manca”.
Fabiana, ripensando al suo passato universitario, alle pietre di inciampo incontrate lungo la strada, ha pure qualche suggerimento per chi seguirà le sue stesse orme: “il mio percorso è stato un crescendo, all’inizio ho avuto non poche difficoltà perché non sapevo davvero a che tipo di Corso mi fossi iscritta. Per questo il mio consiglio è di informarsi il più possibile.
Poi è l’esperienza sul campo che davvero ti fa capire se la scelta si rivela corretta o no. Sono gli esami specifici che ti dicono se sei nel posto giusto. All’inizio i miei risultati sono stati mediocri, poi, via via, sono cresciuta sempre di più e ho trovato la mia strada”. E nemmeno a dirlo, Farmacologia è stato uno degli insegnamenti che più le ha fatto capire che CTF era il Corso adatto a lei.
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Ateneapoli – n.11-12 – 2026 – Pagina 15








