Flavio Cattaneo, un super manager architetto

Il capo di un’azienda deve essere “un po’ legale, un po’ commercialista e un po’ tecnico”

Lectio Magistralis sull’umanesimo industriale dell’Amministratore Delegato di Enel

Umanesimo industriale, a prima vista un ossimoro, indica invece la nuova tendenza delle imprese, sempre più attente alla persona, all’ambiente e alla società. L’obiettivo resta massimizzare il profitto, ma il valore non si misura soltanto in termini economico-finanziari, bensì di felicità e benessere collettivo. Questo il tema oggetto della Lectio Magistralis di Flavio Cattaneo, CEO e General Manager ENEL Group, che il 7 marzo ha riempito l’Aula Ciliberto del complesso di Monte Sant’Angelo. “Ci troviamo in una situazione globale molto complessa di grandi cambiamenti geopolitici, sociali e ambientali e in questa ottica vanno ripensati i modelli di business e i piani delle aziende – dice in apertura dell’incontro la prof.ssa Adele Caldarelli, Direttore del Dipartimento di Economia, Management e Istituzioni (Demi) – L’obiettivo è creare un connubio tra sistema valoriale esistente e progresso e in ciò la Sostenibilità ha un ruolo fondamentale”.
La presentazione dell’ospite è affidata all’AI del Dipartimento, l’assistente virtuale Abi: dalla laurea in Architettura e quella in Finanza e Direzione aziendale alla Bocconi, alla brillante carriera con ruoli apicali (l’Ente Fiera Milano, la Borsa Italiana, la Rai, A2A, Terna, Telecom, Generali, Domus Italia, Italo e Itabus) attualmente è amministratore delegato ENEL, ai premi e riconoscimenti (miglior manager italiano e quinto in Europa nel 2010, l’International Utility Award per due volte, premio Lombard élite per la competitività, Uomo dell’anno 2012 secondo Staffetta Quotidiana e Fondazione Energia, titolo di Cavaliere del lavoro).
La trasformazione digitale non è un fenomeno recente, ma negli ultimi 70 anni l’evoluzione tecnologica è diventata sempre più rapida e pervasiva. Per la prof.ssa Cristina Mele, Delegato Innovazione e Terza Missione, però non bisogna impelagarsi nei dibattiti ideologici, ma ricordare che la tecnologia “non è una bacchetta magica o uno strumento dannoso, ma è parte della storia umana di apprendimento e sviluppo di conoscenze per fornire prodotti, servizi e soluzioni nuove che creino valore e migliorino il benessere della società”. Citando Marie Curie ricorda agli studenti che “niente nella vita ci deve spaventare, dobbiamo solo comprenderlo” e questo è il tema della Lectio: come l’umanesimo industriale può armonizzare le pratiche innovative e responsabili con il benessere sociale.
Augura infine agli studenti di “non essere solo spettatori del cambiamento ma agenti attivi della creazione di un futuro in cui la creatività dell’uomo si combini con la velocità delle macchine in uno scenario di interconnessione”. Interviene poi il sindaco ed ex Rettore Gaetano Manfredi: “Dopo 800 anni la Federico II è uno degli Atenei più giovani grazie agli studenti straordinari che sono la nostra forza. Il nostro obiettivo oggi è portare questo contributo di pensiero riguardo alla vera sfida della nostra contemporaneità: progettare un mondo nuovo, creare ricchezza e distribuirla nel rispetto della persona umana secondo nuovi modelli di economia sociale”. Aggiunge: “La vostra generazione ha portato una grande spinta al valore sociale e ambientale delle nostre azioni per una società più giusta, equa e rispettosa del nostro pianeta. Per lasciare un mondo migliore vogliamo e abbiamo bisogno di tutti voi”.
Flavio Cattaneo parte nella sua analisi dall’etimologia del termine economia dal greco oikos, ‘casa’, e nomos, ‘legge’, “gestione della casa attraverso norme”. La prima cosa che faccio in un’impresa è riportare i manager alla sostanza, gli dico ‘ma a casa tua avresti fatto così? E allora perché la fai qui?’ Questa è la base dell’economia, ed è partendo dalla base che si possono fare grandi cose”. Per Cattaneo il capo di un’azienda deve essere “un po’ legale, un po’ commercialista e un po’ tecnico, saper gestire le risorse umane e il capitale creando valore finanziario e sociale” e per questa forma mentis ringrazia il suo percorso in Architettura “perché ti insegna a vedere un progetto complesso nella sua interezza”.
Altro monito per i futuri imprenditori: “Non cedete a facili illusioni, dovete tenere i piedi ancorati a terra. Come disse Paul Krugman, Nobel per l’Economia, dopo la crisi del 2007, ‘Ci siamo innamorati degli algoritmi che la finanza ci prospettava e ci siamo dimenticati della realtà’. Bisogna fare il contrario e creare valore non solo economico, ma sociale e ambientale!”. Affronta la questione della transizione energetica che non è “un fatto ideologico, un surriscaldamento globale c’è, ma per ridurre le emissioni di CO2 dobbiamo rendere possibile il cambiamento nel mondo reale tramite incentivi, creazione di infrastrutture e impianti che garantiscano sempre il fabbisogno”. Il consiglio più importante: “Essere felici con se stessi. Siamo qui per accendere lampadine che continuino a splendere. Non c’è niente di peggio che fare una cosa che non ci piace, perciò vi auguro di realizzare i vostri sogni”.
Chiude l’incontro il prof. Mauro Sciarelli, Coordinatore del Corso in Economia Aziendale. Sottolinea i concetti più importanti affrontati: tenere i piedi per terra; avere il cervello aperto “perché non viviamo di nozioni, ma di metodo, spirito critico e soprattutto cuore”; mettere al centro l’uomo “come già insegnava Olivetti per creare valore sociale e ambientale”; comunicare in maniera leale, trasparente e immediata e misurare tra gli indici di performance anche la felicità e “non solo il rendiconto immediato, ma la capacità di fare impresa con diverse risorse e di rapportarsi con il territorio”.
Eleonora Mele

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Ateneapoli – n.05 – 2024 – Pagina 14

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