“I cani percepiscono le nostre emozioni dai nostri odori”

La comunicazione tra cani ed umani al centro di un incontro divulgativo al Dipartimento di Biologia

La comunicazione tra cani ed umani sarà uno dei temi al centro della giornata di divulgazione promossa il 24 gennaio dal Dipartimento di Biologia nell’aula A1 dei Centri Comuni della sede di Monte Sant’Angelo. “ComUNIcazioNe alla scoperta del mondo della ricerca” è il titolo dell’evento.
Obiettivo: mettere al corrente gli studenti e chiunque sia interessato su alcuni aspetti della ricerca che si conduce all’interno dei laboratori. Quelli dei quali si parlerà nell’evento hanno tutte le caratteristiche per suscitare curiosità ed interesse da parte di chi sarà presente. “Le parole delle piante: colori, profumi e sapori” è il titolo dell’intervento del prof. Salvatore Cozzolino, un botanico che studia e fa ricerca sui meccanismi di comunicazione e trasmissione dei segnali all’interno di un mondo, quello vegetale, che generalmente i non esperti reputano incapace di comunicare; la prof.ssa Anna Scandurro, docente di Zoologia, racconterà cosa hanno scoperto i ricercatori del gruppo che si occupa di questa tematica – ne fanno parte anche lo zoologo federiciano Biagio D’Aniello e la sua collega Claudia Pinelli, docente alla Vanvitelli – sulla comunicazione tra uomo e cane.
Un esempio di comunicazione intelligente tra specie diverse, spiegano i ricercatori. Su questi temi nelle aule A1, A2 ed A3 ci sarà una sessione pratica con piccoli esperimenti curata da diversi docenti e ricercatori. Oltre a quelli già citati: Donata Cafasso, Laura Pellegrini, Carla Sorvillo, Simona Carfagna, Giovanna Salbitani. Saranno presentati anche i MOOC (corsi on line aperti su larga scala) della Federico II da parte di Ilaria Merciai. I professori Marianna Crispino e Rosanna Del Gaudio cureranno le attività guidate sui temi trattati.
Torniamo, però, ai cani e alla comunicazione con noi bipedi. Tema interessante sia per il legame affettivo ed emotivo che si instaura quando si condivide la casa con un cane, sia perché questi ultimi sono moltissimi. “In Italia – quantifica il prof. D’Aniello – 10 milioni. Nel mondo si stima che siano un miliardo”. Nel nostro Paese, sottolinea lo zoologo federiciano, “il fatturato legato ai cani è pari ad un miliardo. Quello generato dalle spese per i bambini si ferma a 700 mila euro. Cifre impressionanti, pur con l’avvertenza che una parte non trascurabile del fatturato canino è determinata dalle spese sanitarie e veterinarie per le quali non esiste, come accade invece per fortuna per gli umani, un servizio sanitario nazionale pubblico e gratuito. Resta il fatto che in Italia i cani muovono più soldi dei bambini”.

“La felicità si apprende”

Alla Federico II le ricerche, che rientrano nell’ambito della etologia, sulle forme di comunicazione tra cane ed uomo sono iniziate circa dieci anni fa e proseguono.Siamo il laboratorio che ha scoperto che i cani percepiscono le nostre emozioni dai nostri odori. Trasmettiamo loro con gli odori che emaniamo felicità o paura ed i cani vanno in empatia annusando, per così dire, le nostre emozioni. Se siamo impauriti lo sono anch’essi. Se felici, trasmettiamo loro la nostra felicità”. Prosegue il docente: “c’è una ricerca pubblicata nel 2018 e nel 2020 nella quale abbiamo dimostrato che le femmine hanno risposte più forti sulla felicità e che i cuccioli percepiscono la paura, ma non la felicità. La felicità, in sostanza, si apprende”.
Come si svolgono questi studi? Risponde il docente: “Le persone si rendono disponibili a portare i cani qui a Monte Sant’Angelo. Abbiamo due laboratori di etologia con telecamere, cardiofrequenzimetro ed una stanza per controllare le risposte dall’esterno. Negli anni abbiamo svolto esperimenti con 500 cani qui a Monte Sant’Angelo. Abbiamo testato in esterno anche cavalli, capre e mucche. Abbiamo inoltre coinvolto nello studio anche i gatti, ma nelle abitazioni dove vivono”. Durante l’incontro del 24 gennaio, anticipa il docente, “spiegheremo alla platea come i cani si relazionano con noi dal punto di vista visivo, olfattivo ed acustico”. Si proverà a rispondere anche ad alcune domande e a sfatare luoghi comuni.
È vero, per esempio, che se un cane annusa l’odore della paura nell’uomo diventa più aggressivo? “Nel corso degli esperimenti – informa il prof. D’Aniello – non abbiamo percepito nessuna risposta aggressiva. Non è una regola che nel cane che fiuta l’uomo impaurito cresca l’aggressività. Da una parte, infatti, eventuali aggressioni di persone impaurite potrebbero essere determinate da altri comportamenti umani: l’irrigidimento del corpo, il fissare l’animale, gli strilli, la corsa nella direzione opposta che può sollecitare l’istinto predatorio del quadrupede. Dall’altro lato non abbiamo statistiche che ci dicano in percentuale tra le persone morse da un cane quante avevano manifestato paura e quante no”.
Nell’ambito delle ricerche di etologia applicata sui cani, il gruppo di universitari sta anche cercando di capire quali molecole in particolare contenute negli odori che emaniamo trasmettano ai cani sensazioni di paura o di felicità. Questa fase della ricerca è già piuttosto avanzata e potrebbero presto arrivare notizie molto interessanti. Relative, magari, alla molecola della felicità. Canina o umana che sia.

La solitudine e il cortisolo

Nel frattempo, gli esperimenti consentono già di dare una base scientifica a comportamenti che chiunque abiti con un cane ben conosce. L’ansia e l’agitazione, per esempio, che travolgono i nostri quadrupedi, o almeno alcuni di essi, se restano da soli. “Abbiamo prelevato il sangue dei cani – racconta il prof. D’Aniello – prima e dopo che gli animali erano stati lasciati soli. A fine test abbiamo verificato che nei cani lasciati soli si era alzato il livello di cortisolo, che è un ormone e denota stress”.
È dunque un settore di ricerca estremamente affascinante quello della etologia applicata. “Per chi abbia voglia ed interesse a seguire quella strada, i Corsi di Laurea più adatti sono Scienze Biologiche e Scienze per la Natura e per l’Ambiente. Quest’ultimo prevede un corso di Etologia che può essere peraltro frequentato anche dagli studenti di Biologia. Poi bisogna lavorare ad una tesi con un docente che compia ricerca nella etologia. Dopo la laurea, la Federico II attiva un corso di perfezionamento in Etologia canina”. Un aspetto molto affascinante del rapporto tra uomo e cane – conclude il prof. D’Aniello – è che quest’ultimo non fu addomesticato come altri animali per motivi di cibo: “Sono diverse le ipotesi su come e perché sia accaduto, certo è che qualcosa tra le due specie è scattato ed è stato qualcosa di forte ed intenso”.
Fabrizio Geremicca

Ateneapoli – n.19 – 2023 – Pagina 11

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