Il momento più entusiasmante? Quando finalmente si mettono le mani in pasta

Il momento più entusiasmante? Quando finalmente si mettono le mani in pasta

Dalla progettazione di videogiochi alle short academy: tante attività pratiche per gli studenti, soprattutto alle Magistrali

Il momento più bello per uno studente di Ingegneria? “Quando finalmente metti le mani in pasta e applichi i concetti teorici”, risponde Rocco Saviano, Magistrale in Ingegneria Biomedica. Che sottolinea: “La maggior parte delle nostre Triennali ha un carattere prevalentemente teorico. Nelle Magistrali, invece, la praticità la fa da padrone perché ormai si è vicini all’inserimento professionale”. L’ingegnere biomedico, spiega, è colui che utilizza le discipline scientifiche per migliorare la salute e il benessere dell’uomo. Questa mission l’ha declinata nell’ambito di vari progetti. Il suo preferito:La creazione di un videogioco per potenziare le facoltà cognitive di persone con patologie varie, nell’insegnamento di Simulazione e medicina”. Ha strutturato uno sparatutto in prima persona: “Sono partito da zero, con la progettazione lato software e la modellazione tridimensionale dello spazio e degli oggetti. Il mio gioco è perfettamente funzionante ed esportabile su PC. Corso che vai, esperienza che trovi. Nell’area civile, ad esempio, sarà il caso di munirsi di cappelli parasole e scarpe comode “perché si cammina tanto”, avverte Anna Laura Rosa, al quarto anno di Ingegneria Edile-Architettura. “Pochi mesi fa, con il docente di Costruzioni idrauliche, siamo stati al Serbatoio dello Scudillo. Abbiamo visitato il serbatoio e le varie gallerie, avendo già studiato a monte il sistema di adduzione, la rete di distribuzione, il sistema di drenaggio e tutto il resto”. Precisa: “Questa tipologia di visite parte sin da subito. Nell’ambito dell’insegnamento di Storia dell’Architettura, proprio al primo anno, ci si sposta tra Napoli e Roma a caccia di architetture antiche”. Edile-Architettura si caratterizza per una peculiarità: gli esami-mostre. In quelli più progettuali alla fine delle lezioni si espongono le tavole. Su suggerimento di noi studenti, per una soddisfazione personale, questi eventi si stanno aprendo ad un pubblico esterno, non più di soli docenti del Corso”. Quest’anno, ad esempio, le classi di Composizione Architettonica hanno esposto piante di case e progettazioni di centri polifunzionali, con tanto di video digitali e rendering in 3D. A inizio giugno gli aspiranti ingegneri edili si sono recati a Forino per un workshop. “Siamo stati a Castello, una frazione di Forino, un piccolo borgo di una quindicina di residenti, con l’obiettivo di elaborare delle proposte di valorizzazione del territorio”, racconta Claudia Delle Cave. L’ingegnere edile, specifica, “è un professionista al servizio della comunità”. Il gruppo di studenti ha soggiornato nell’antico Santuario: “Abbiamo incontrato gli abitanti del luogo per cercare di comprenderne lo spirito. Con il mio team abbiamo pensato di mettere in rete il Borgo Castello con i sette colli da cui è circondato, associando a ciascuno di essi un’arte liberale e ipotizzando un percorso che confluisse nel borgo dove organizzare eventi musicali, artistici, cinematografici”. Rientriamo in Ateneo. “I laboratori sono una componente importante della nostra esperienza”, informa Enrico Cuccurullo, studente Magistrale in Ingegneria Navale riferendosi in particolare “alla Vasca Navale, un maestoso bacino di quasi 150 metri in cui vengono replicati modelli di barche e navi per studiarne le varie applicazioni, come la resistenza al moto, le prove di tenuta, rimorchio o autopropulsione. Abbiamo anche un bel parco strumentazioni con computer di ultima generazione per analizzare i dati dei vari esperimenti”. Contano tanto gli incontri con i professionisti esterni: “Nell’ambito dell’insegnamento di Sistemi di controllo manageriale, abbiamo seguito una short academy con il network di consulenza EY”, ricorda Francesco Coppola, Magistrale in Ingegneria Gestionale. I manager sono intervenuti in aula e hanno proposto un contest basato su un caso aziendale sul quale avevano lavorato. “Il mio gruppo è risultato vincitore e il 4 luglio siamo stati invitati a visitare la loro sede di Roma, un palazzo di otto piani pieno di bellissimi uffici open space. Lì abbiamo incontrato pure due neolaureati assunti da poco”. L’esperienza lo ha stimolato: “Uno dei punti di forza del nostro Corso è il ponte che crea tra università e lavoro. Una volta laureato, mi piacerebbe iniziare la carriera nella consulenza”.

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