Testimonianze al Corso di Laurea Magistrale in Scienze Biologiche. L’albero delle professioni del biologo

“Vogliamo offrire agli studenti un panorama di possibilità e di sbocchi. Dare nuovi input”, ha spiegato il prof. Eliodoro Pizzo, Coordinatore della Magistrale in Scienze Biologiche, nell’aprire, il 25 marzo, la quarta edizione dell’evento di orientamento ‘Il biologo nel contesto aziendale’. Un appuntamento ormai consolidato, promosso dal Corso di Laurea, volto a guidare gli studenti nella scelta del proprio futuro accademico e professionale.

Al centro: “l’albero delle professioni del biologo”, simbolo della molteplicità di percorsi possibili. Prima di dare ufficialmente il via all’evento, il prof. Pizzo si è soffermato sulla revisione dell’offerta formativa: “Abbiamo ammodernato contenuti e obiettivi, proponendo quattro curricula: Biologia applicata alla diagnosi e alla ricerca biomedica; Biosicurezza, qualità e tutela della salute; Biologia ambientale; Neuroscienze”.

Tra le novità, particolare attenzione alla qualità, alla tracciabilità e alla tutela della salute, insieme all’introduzione di esami opzionali guidati. “Non sentitevi intrappolati in una sola scelta, seguite quello che vi piace perché il biologo è una figura incredibilmente versatile”, ha sottolineato la prof.ssa Luisa Cigliano, docente di Fisiologia. Una conferma: l’evento ha visto la partecipazione di professionisti specializzati in diversi ambiti. Tra le testimonianze, quella del dott. Mario Toriello, dirigente biologo presso l’Ospedale Santobono-Pausillipon, responsabile del Laboratorio di manipolazione cellulare.

“Ho scelto Biologia per colpa di Darwin”, dice con ironia. Poi ricorda un principio fondamentale: “nella vita bisogna sapersi adattare”. Dalla laurea al dottorato di ricerca in Genetica e medicina molecolare, il suo è il racconto di una carriera forgiata dallo studio e dalla determinazione, che lo ha portato al campo dei trapianti di cellule staminali.

Quindi ha condiviso con gli studenti esperienze di cooperazione internazionale che hanno contribuito a salvare vite umane. Ha raccontato un percorso fuori dagli schemi dimostrando che la passione vince su tutto la ricercatrice dell’IGB-CNR di Napoli Gemma Flore. Indirizzata verso gli studi di Architettura, con un test di ingresso brillantemente superato, Flore spiega di aver poi scelto Biologia mossa “da un colpo di fulmine”. Esorta i ragazzi a seguire la passione e l’istinto. Oggi è specialista in neuroscienze e impegnata in progetti innovativi come lo sviluppo delle piattaforme per l’analisi dei dati celebrali. Ricerca, sanità ma anche industria dove il biologo ricopre un ruolo focale.

Francesco Borsi e Nicla Divana, dall’azienda PanaPesca, hanno mostrato quanto sia ricercata la figura del biologo nei processi di qualità e sicurezza alimentare, presentando tutti i settori nel quale è coinvolto: dalla gestione del team qualità al controllo della produzione, al monitoraggio dei rischi. “Le certificazioni che rilasciamo sono fondamentali tanto per la produzione quanto per il consumatore”, hanno sottolineato. Un coinvolgente esempio di esperienza post laurea è stato offerto dalla dott.ssa Ilaria d’Angelo, laureata in Biologia della nutrizione e ora regulatory affairs presso la casa farmaceutica Ce.M.O.N srl. “Capire cosa non volessi fare è stato fondamentale per trovare la mia direzione – ha dichiarato – Sono stata informatrice farmaceutica, ma non ero soddisfatta e ho deciso di cambiare strada”.

Dopo un tirocinio formativo, D’Angelo ha ottenuto un contratto stabile nel settore aziendale, “un ambito da non sottovalutare, meritocratico e nel quale si può crescere”, dimostrando che un percorso, anche se apparentemente poco lineare, può portare al successo, alla soddisfazione personale e alla stabilità.
Le opportunità nel mondo accademico. Il prof. Sergio Esposito, Coordinatore del dottorato di ricerca in Biologia, ha illustrato la possibilità di continuare gli studi e approdare alla vetta della formazione: “il dottorato è il livello massimo di istruzione, oggi sempre più connesso anche al mondo aziendale”.

Il titolo è valido a livello internazionale, il percorso, stimolante e retribuito con borsa di studio, consente di sviluppare competenze avanzate. Un interessante scenario, poi, è quello della biologia ambientale. Ne ha parlato Salvatore Bonis, biologo ambientale presso Arpa Lazio, il quale ha sottolineato le prospettive e le opportunità in un settore che diventa sempre più rilevante: “In Italia c’è molto da fare. Serve una solida preparazione, un curriculum sostanzioso e la capacità di proporsi”.

Costruire il proprio futuro richiede determinazione, curiosità e apertura al cambiamento: il messaggio condiviso dai relatori. Nessun dramma anche quando ‘si cade’, ha sottolineato la prof.ssa Cigliano: “cadere serve a comprendere come rialzarsi e costruire la propria vita”.
Carolina Ferraro

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